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mercoledì 2 marzo 2011

[Esplora il significato del termine: «Mai adozioni a coppie gay e mai matrimoni tra omosessuali» Berlusconi: «Ancora vivo il pericolo comunista»] «Mai adozioni a coppie gay e mai matrimoni tra omosessuali» Berlusconi: «Ancora vivo il pericolo comunista»

Il premier: «Nella scuola pubblica gli insegnanti inculcano principi diversi da quelli delle famiglie»


Silvio Berlusconi (Reuters)
Silvio Berlusconi (Reuters)
MILANO - Il pericolo del comunismo è ancora vivo in Italia, mai adozioni per singole e coppie gay, le unioni omosessuali non saranno mai equiparate a quelle tra un uomo e una donna, mai la patrimoniale, un attacco durissimo alla scuola pubblica. Sono le linee indicate da Silvio Berlusconi al congresso dei Congresso dei Cristiano riformisti, dopo essere intervenuto anche a quello del Partito repubblicano e aver inviato un messaggio ai giovani del Pdl.
COMUNISTI - «La storia del comunismo con oltre 100 milioni di morti alle nostre spalle non è ancora alle nostre spalle», ha spiegato il capo del governo. «Si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna, in socialdemocratici in Germania mentre quelli di casa nostra erano e sono tuttora comunisti. Ed è per questo che sono in campo».
SCUOLE PUBBLICHE PERICOLOSE - È probabilmente pensando alle infiltrazioni nella società civile delle idee comuniste che Berlusconi si è scagliato contro la scuola pubblica, rivendicando la libertà di iscrivere i figli in altri istituti, visto che in quelli di Stato «gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie».
COPPIE GAY - «Finché governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali», afferma il Cavaliere.
PATRIMONIALE - «Noi sosteniamo la famiglia davvero non come la sinistra che vuole andarla a rapinare con una bella patrimoniale. Ma fino a quando siamo noi al governo non ci sarà mai una patrimoniale», ha detto il premier.
GOVERNO - Berlusconi ha annunciato che a breve sarà aumentato il numero dei sottosegretari e ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario per la riforma della giustizia e delle intercettazioni.
BUNGA BUNGA - Il presidente del Consiglio ha anche trovato l'occasione di dare una sua versione di che cosa sia il bunga bunga ormai famoso in tutto il mondo: «Non è quello che viene descritto. Andiamo a scherzare, a ridere, a fare quattro salti, a bere qualcosa, ma sempre con grande eleganza e senso di rispetto per tutti, nell'ambito di una casa dove non possono che succedere cose moralmente a posto».
FINOCCHIARO - «Anche oggi siamo alle solite. Il Presidente Berlusconi ha invaso le tv e le agenzie di stampa con le sue parole, i suoi annunci e la sua propaganda». È la reazione di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, alle parole del premier. «In ben tre occasioni diverse - rileva - come un attore alla fine della sua carriera che propone sempre lo stesso stanco repertorio, anche oggi il premier ha parlato di comunisti, riforma della giustizia che è sempre domani ma non arriva mai, di intercettazioni, di Libia (oggi, dopo essersi preoccupato di non disturbare Gheddafi, è dalla parte del popolo), di economia, di patrimoniale, di coppie gay, di bunga bunga, dell'aumento dei sottosegretari, ecc, ecc. Ormai siamo alla bulimia dell'oratoria berlusconiana. Ma è l'unica cosa che gli è rimasta. Ormai Berlusconi parla solo ma non governa più. I problemi del Paese non sono nella sua agenda, e in quella del Parlamento. Nella sua agenda ci sono solo i suoi interessi», ha concluso la Finocchiaro.

http://www.corriere.it/

martedì 22 febbraio 2011

Omosessuali, l'ultima crociata Monsignor Rigon: "Sono malati"

Inaugurato l'Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico della Liguria. La relazione del vicario giudiziale svela le ragioni che giusitificano spesso la separazione tra coniugi. Insorgono Arci Gay e Arci Lesbica: "Indietro di trent'anni". Il cardinale Angelo Bagnasco interviene sulla fedeltà nella coppia: "Quando una persona è fedele ai propri doveri di matrimonio e di lavoro, le altre esperienze non diventano assolutamente il criterio della qualità della vita"

di BRUNO PERSANO Matrimoni a pezzi, instabili e, secondo il diritto canonico, annullabili. Tra le molteplici cause, quest'anno, monsignor Paolo Rigon, estrae dal suo cilindro, l'omosessualità. Eh sì, l'omosessualità (mascherata) va a braccetto con la pornografia nella hit delle cause di annullamento presentate dal vicario nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale ecclesiastico.

Le immagini dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario

Con tanto di spiegazione filosofico-scientifica: "Non si nasce omosessuali  -  sostiene Rigon. "La nascita dell'omosessuale è rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica. Quindi, dal momento che l'omosessualità è indotta, bisogna prenderla dall'inizio, perché così si può superare, attraverso la psicoterapia. Un'omosessualità incancrenita non è superabile, non c'è matrimonio che possa aiutare questa persona. E' chiaro che un omosessuale non potrà essere fedele alla moglie o al marito".

Mentre in molti se chiedono se l'infedeltà faccia parte del dna degli omosessuali e quindi anche le invise coppie gay siano costrette a patire gli stessi guai, scendono in campo, furibonde, Arcigay e Arcilesbica. I presidenti Valerio Barbini e Lilia Mulas accusano Rigon: "Va estirpata l'omofobia, l'odio e la discriminazione che monsignor Rigon ha contribuito a diffondere con falsità e disinformazione". A far crescere l'indignazione delle due associazioni è anche (e soprattutto) la notizia che esista, secondo quanto detto dal vicario, un consultorio specializzato in terapie che "curano" l'omosessualità. "Sono passati più di trent'anni  -  ricordano Barbini e Mulas  -  dall'eliminazione dell'omosessualità dal manuale diagnostico dei disturbi mentali, ma Rigon non se n'è accorto".

L'ultimo severo rimprovero il vicario giudiziale lo aveva indirizzato verso "la pornografia dilagante e invadente che presenta la vita sessuale come puro piacere e divertimento". E avverte: "Chi si abitua a questo stile di vita molto probabilmente non riterrà, o sarà incapace, di poter restare fedele ad una sola persona".

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, chiamato a presiedere l'inaugurazione dell'anno giudiziario, è intervenuto invece in maniera più diretta sul tema della fedeltà nella coppia: "La qualità della vita non dipende dal numero e dalla quantità delle esperienze, piacevoli, gratificanti, escludendo tutto ciò che appare una ripetizione pesante, faticosa e noiosa. In realtà  -  ha aggiunto il porporato  -  è tutto il contrario: le diverse esperienze sono un arricchimento solo all'interno di un orizzonte di fedeltà. Quando una persona è fedele ai propri doveri di matrimonio e di lavoro  -  ha spiegato il cardinale  -  a quel punto anche altre esperienze diventano un arricchimento ma non diventano assolutamente il criterio della qualità della vita".

Un ultimo avvertimento il vicario giudiziale lo ha rivolto verso coloro che giudicano il tribunale ecclesiastico una "scorciatoia rispetto all'ordinamento civile" o un modo "per evitare di assolvere i propri doveri economici e finanziari nei confronti dell'altro coniuge. Non è così". Monsignor Rigon ha spiegato che i tribunali ecclesiali "non hanno alcuna competenza per affrontare i problemi economici fra i coniugi sposati con matrimonio concordatario. Questa materia,  -  ha detto il vicario giudiziale  -  è demandata totalmente al giudice civile".

http://genova.repubblica.it/            

domenica 6 febbraio 2011

Scandalo per comunione 'gay'

Secondo quanto riferito dal San Francisco Chronicle, l’Arcivescovo cattolico della città americana, il Mons. George Niederauer, si è scusato con i diocesani e con “tutti i cattolici” per avere in errore somministrato la comunione a due attivisti gay travestiti da suore. I due, aderenti a un movimento denominato “le Sorelle dell’Indulgenza Perpetua”, erano pesantemente truccati con le facce bianche da clown e – oltre agli abiti monacali – erano addobbati in maniera stravagante. Il Mons. Niederauer dice di avere capito il suo errore solo alla fine del servizio e ricorda che: “Uno portava un grosso cappello coperto di fiori o forse una ghirlanda”. Ha descritto la loro azione come una “provocazione”. (Fonte)

http://www.essentialnews.net

mercoledì 12 gennaio 2011

A Milano messe per omosessuali e transessuali. E il parroco è donna

Messe per transessuali e omosessuali. "La parrocchia ha deciso di aprirsi al mondo esterno e soprattutto alle persone che vivono disagi e problemi. E piuttosto che rimanere chiusi in parrocchia siamo noi che usciamo". Il parroco della Chiesa Veterocattolica Gesù di Nazareth di Milano (la sede presso la Chiesa Anglicana in via Solferino n.17), Madre Maria Vittoria Longhitano, prima donna sacerdote in Italia ordinata lo scoros 22 maggio, spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it in cosa consistono queste celebrazioni eucaristiche.

"Ogni seconda domenica del mese al Guado, che è un'associazione di omosessuali credenti ma dove ci sono anche altre associazioni come "noi siamo chiesa", celebriamo una messa che è seguita in stragrande maggioranza di persone omosessuali e transessuali ma non preclude la partecipazione di altre persone. Nella celebrazione eucaristica viene sottolineato l'uguaglianza e l'amore di Dio verso tutti e il valore dell'amore indipendentemente dal sesso. Ci sembra giusto in un'epoca in cui i poteri forti e la politica insistono sulla famiglia vera ovvero eterosessuali e si delegittimano le altre forme di amore".

Quali sono le differenze tra la chiesa Cattolica e quella a cui lei fa capo?

"Intanto siamo un chiesa cattolica indipendente da Roma. Abbiamo donne prete, il celibato non è obbligatorio per i preti e i vescovi, la partecipazione dei laici nelle elezioni dei vescovi e il riconoscimento che Dio è unico e infallibile, non riconosciamo l'infallibilità del Papa ma ne riconosciamo il primato d'onore come patriarca d'Occidente".

Tornado alle messe per omosessuali, come si svolgono?
"E' una tschmesse (dal tedesco, ndr) ovvero una messa al tavolo nella quale più che l'aspetto solenne e ieratico dell'incontro con Dio si sottolinea il momento della santa cena quando Gesù ci lascia l'eucarestia ed intorno a un tavolo parla con i discepoli. Io indosso solo la stola e non i paramenti. Si tratta di una messa partecipata. Nella liturgia penitenziale ognuno chiede perdono ad alta voce e si condivide tutto. Io dico: che Dio ci aiuti a distinguere tra peccato e senso di colpa".

C'è una grande partecipazione?
"E' la seconda celebrazione che facciamo, all'ultima hanno assistito un trentina di persone. Si svolgono la seconda domenica del mese nella sede del Guado alle 15.30. Ogni domenica però celebriamo la messa nella nostra chiesa in via solferino n.17 sempre alle 15.30".

http://affaritaliani.libero.it/