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domenica 17 luglio 2011

Il cardinale di Monaco : “I gay sono uomini falliti”

L’arcivescovo della capitale bavarese attacca con durezza gli omosessuali
Il cardinale di Monaco Reinhard Marx ha dichiarato durante il forum della Chiesa cattolica tedesca svoltosi a Mannheim che le lesbiche e i gay sono uomini falliti e distrutti.  Un commento molto aspro che ha suscitato subito vivaci polemiche, anche se finora il porporato bavarese non ha ritrattato
QUEI FALLITI DEI GAY - Durante il forum svoltosi a Mannheim, una delle principali città del Baden-Wuerttemberg, il cardinale di Monaco di Baviera ha rimarcato come gli omosessuali siano in buona sostanza dei falliti, delle persone distrutte con le quali la Chiesa cattolica dovrebbe cambiare completamente il proprio rapporto. Secondo il cardinale i gay sarebbero come i divorziati. Inoltre, il cardinale avrebbe aggiunto di non riuscire a comprendere come mai molti uomini non condividano o non riescano a trovare il tesoro della fede posseduto dai cattolici. L’associazione dei gay e delle lebische tedeschi ha definito molto gravi ed offensive le dichiarazioni del cardinale, rimarcando come nessun dialogo possa partire su queste basi.
CONSERVATORE VICINO A RATZY – Reinhard Marx è stato nominato cardinale da Ratzinger, dopo che Papa Giovanni Paolo II l’aveva scelto per guidare la diocesi di Monaco di Baviera, dal quale proviene l’attuale vescovo di Roma. Marx si è distinto in passato per posizioni di grande ortodossia, tanto che tolse i sacramenti ad un sacerdote che aveva officiato la comunione insieme ai protestanti. Allo stesso tempo aveva licenziato un’insegnate di religione che si era unita civilmente ma non sposata in chiesa. Al Parlamento bavarese Marx aveva ricordato come la religione non sia un fatto privato, ma che la stessa costituzione dello Stato tedesco debba essere legata alla dottrina della Chiesa. La durezza delle prese di posizioni anti gay della Chiesa sembra essere in qualche modo collegata alla prossima visita in Germania di Papa Benedetto XVI.

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sabato 26 febbraio 2011

Promessa mantenuta: Anonymous colpisce la chiesa anti-gay

La Westboro Baptist Church viene mandata in DDoS durante un’intervista online.
L’avevano promesso, l’hanno mantenuto: la Westboro Baptist Church è stata attaccata dagli attivisti di Anonymous proprio durante un picco di massima attività, ovvero mentre dagli schermi della webtv dell’organizzazione religiosa veniva diffusa un’intervista proprio fra un membro della congregazione e un membro di Anonymous. Una sorta di confronto a due, che però era evidentemente una beffa preparatoria all’attacco informatico.
ATTACCO RIUSCITO – La notizia è su tutti i siti specializzati in tecnologie ed informatica.
Il collettivo di hacking Anonymous ha buttato giù questa mattina il sito web della controversa Westboro Baptist Church nel bel mezzo di una diretta radiofonica che comprendeva un portavoce della Chiesa ed un membro di Anonymous. L’attacco è arrivato pochi giorni dopo l’annuncio di Anonymous di un comunicato che diceva di non aver alcun piano di attaccare il sito della chiesa. Il comunicato affermava che una precedente lettera che si affermava dal gruppo e minacciava gli attentati online alla Chiesa era un falso. I membri della WBC sono noti per le loro stridenti visioni anti-gay e per le proteste ai funerali di militari sterminati e simili. L’ultima settimana era uscita una lettera che sfidava Anonymous a farsi sotto.

La storia era appena più intricata, e la raccontavamo pochi giorni fa.
LA STORIA – La Westboro è una chiesa parecchio particolare, visto l’impegno che ci mette nel proclamare la discendenza demoniaca di tutti gli omosessuali, e il terribile destino che attende ogni stato che li ospiterà.
WBC si impegna in marce quotidiane e pacifiche che si oppongono allo stile di vita del flagello omosessuale danna-anime e distruggi-nazioni. Esponiamo cartelli grossi e colorati con frasi della Bibbia e slogan, inclusi: “DIO ODIA I FINOCCHI, I FINOCCHI ODIANO DIO, L’AIDS CURA I FINOCCHI, GRAZIE A DIO PER L’AIDS, I FINOCCHI BRUCINO ALL’INFERNO, DIO NON E’ INVERTITO, I FINOCCHI CONDANNANO LE NAZIONI, GRAZIE A DIO PER I SOLDATI UCCISI, TRUPPE FINOCCHIE, DIO UCCIDA I MILITARI, DIO ODIA L’AMERICA, L’AMERICA E’ CONDANNATA, IL MONDO E’ CONDANNATO.
Questo il tenore degli striscioni esposti dalla Chiesa. E Anonymous aveva deciso di agire, con il comunicato, appunto, che poi, per depistare, gli attivisti hanno definito falso.


Anonymous non può osservare senza conseguenze questo comportamento un minuto oltre. E’ tempo per noi di essere spettatori attivi nel vostro trattamento inumano del vostro prossimo che ha raggiunto il suo apice, ed è necessario per noi entrare in azione. Perciò, vi diamo un’avvertimento, cessate e deisistete da qualsiasi campagna di protesta nel 2011, tornate alle vostre case in Kansas e chiudete i vostri website. Se ignorerete questo avvertimento, conoscerete il braccio di Anonymous: bersaglieremo i vostri siti pubblici e la propaganda e la detestabile dottrina che promuovete sarà sradicata: il danno sarà irreversibile, e la vostra istituzione e la vostra istituzione non sarà mai più in grado di risollevarsi.
Così, un comunicato, poi un passo indietro e l’ospitata nell’intervista radiofonica della Chiesa. Infine, l’attacco informatico.
L’ATTACCO – Guerriglia in piena regola, per gli attivisti a volto coperto.
Una nota postata sul sito attaccato della WBC questa mattina afferma che i tentativi della chiesa “di attirare l’attenzione dei media”, hanno fatto si che il gruppo perdesse la pazienza. “Anche se avevamo la capacità di attaccare il vostro sito anche prima, avevamo scelto di non farlo”, dice la nota. Anonymous ha anche reso pubblico l’intero network interno della Chiesa.
Il sito della chiesa è tuttora irraggiungibile. Sui siti di informazione LGBT qualche notizia in più.
Anonymous ha tirato giù i principali website della chiesa insieme ai siti collegati, come Priestrapeboys.com come anche GodhatesAmerica.com, GodhatestheWorld.com, Jewskilledjesus.com e Americaisdoomed.com. L’unica pagina visibile dei website contiene una lettera dal gruppo Anonymous che dice che il sito della chiesa è stato “sequestrato da Anonymous sulla base della sezione #14 delle regole di Internet.
Gli url dei domini acquistati dalla WBC sono davvero tutto un programma.

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venerdì 25 febbraio 2011

Gesù cura i gay, polemica sul libro omofobo

Una casa di pubblicazione religiosa propone Cristo come terapia per l’omosessualità
Un libro di prossima uscita pubblicato da una casa editrice cristiana ha innescato una pacifica protesta della comunità LGBT inglese. Il libro infatti descrive la storia di alcuni personaggi la cui omosessualità è curata da Gesù. La manifestazione si svolgerà a Worcester il 19 marzo, nei pressi della chiesa cittadina di San Paolo, lo stesso luogo dove il libro verrà presentato.
UN LIBRO PER CURARE I GAY – Il controverso “Dove è mio fratello” racconta la storia di un uomo che lascia sua moglie e i bambini per un compagno gay, per poi avere una rivelazione religiosa e così rigettare la propria scoperta omosessualità. Il libro, scritto da un autore canadese, raggiungerà gli scaffali del Regno Unito dopo che una casa di edizioni cristiana ha deciso di pubblicarlo e promuovere il suo messaggio. “Il libro può aiutare i teenager che si sentono gay a curare la proprio omosessualità”, hanno detto i responsabili della società editrice. Eileen Mohr, 79 anni, la responsabile di Crossbrigde Brooks, ha detto” Vogliamo che il libro abbia un lancio di alto profilo per la natura della storia che racconta. Ci aspettiamo che sarà controverso perché spiega come Gesù possa curare l’omosessualità. Pensiamo che alcuni abbiano tendenze naturali ad amare persone dello stesso sesso, ma moltissimi adolescenti sono deviati dalla tendenza dei media ad enfatizzare in maniera positiva la cultura gay, e siccome la loro sessualità non è ancora bene definita, possono essere influenzati”.
TRAMA CONTROVERSA - Il titolo del libro è preso da una citazione del Signore nel nuovo Testamento, ed è stato scritto dal canadese Marion Heath. La trama segue l’amicizia di Ryan e Tony, che condividono la passione per il rafting e approfondiscono il loro apporto, facendo quello che il libro definisce scelte sbagliate. Tony lascia la propria moglie e i suoi figli adolescenti per andare a vivere con Ryan, ma scoprirà il potere di Gesù che lo porterà sulla retta via, rigettando la sua omosessualità e tornando alla propria famiglia. La responsabile della casa editrice si aspetta che i gay siano contrari all’idea che l’omosessualità del protagonista possa essere curata da una rivelazione religiosa. Il libro sarà presentanto nella Chiesa di San Paolo il 19 marzo dalla Crossbrigde Books, società gestita dall’ex insegnante Eileen e da suo marito Gunther. L’autore viaggerà dal Canada per essere presente al lancio, e la signora Mohr spera di organizzare anche una serie di incontri per firmare il libro in vari posti della città inglese.


COMUNITA’ GAY IN RIVOLTA - Le associazioni LGBT hanno reagito con forza alla tesi del libro. Secondo la Fondazione Gay e Lesbiche le dichiarazioni della responsabile della Crossbrigde Books alimentano il mito che l’omosessualità possa essere curata. Un portavoce dell’associazione ha spiegato di essere preoccupato dalle dichiarazioni della signora Mohr, che confermano come in questo periodo molti psichiatri provino a curare i gay e le lesbiche con motivazioni religiose. “Questa terapia di conversione è stata condannata dall’associazione degli psicologi e degli psichiatri, sia britannici che americani. Forse il libro di Marion Heath potrebbe evidenziare come la fede e l’orientamento sessuale non sono sempre in contraddizione. Molti gay, lesbiche o bisessuali non sentono il bisogno di essere curati nonostante credano in Dio e abbiano un forte senso religioso. In realtà chi ha un diverso orientamento sessuale subisce un processo mentale opposto, ovvero soffre perché si sente diverso dagli altri e dalle loro aspettative. L’unica cosa di cui avrebbero veramente bisogno è parlare con qualcuno che spieghi loro di essere semplicemente se stessi, senza che qualcuno provi a cambiarli. Questo libro, ci pare, non farà niente per aiutare queste persone che hanno dubbi sulla loro sessualità, promovendo un falso mito su un possibile cambiamento di ciò che si è.

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giovedì 10 febbraio 2011

Papa a Berlino, i gay preparano la protesta

La visita di Benedetto XVI nella capitale tedesca mobilita la comunità LGBT

Sotto lo slogan “Arriva il Papa” si incontreranno gli attivisti per i diritti omosessuali, per discutere della prossima visita berlinese di Benedetto XVI, che arriverà in Germania a fine settembre 2011. Il 17 febbraio ci sarà il primo meeting all’intero dei locali delle associazione dei gay e delle lesbiche di Berlino e Brandeburgo (LSVD). All’appuntamento dovrebbero partecipare secondo gli attivisti LGBT una dozzina di rappresentanti di diverse associazioni che si impegnano nell’ambito dei diritti civili. Sono pianificate una serie di attività da svolgere in contemporanea con la visita berlinese del Papa, dimostrazioni che metteranno in primo piano il diritto all’uguaglianza per gli omosessuali, una posizione notoriamente rifiutata dalla Chiesa cattolica.
VISITA SCOMODA - Già nello scorso dicembre dell’anno passato l’invito del Papa a parlare di fronte al Bundestag, il Parlamento della Germania, era stato pesantemente criticato. Il portavoce della più grande associazione gay tedesca, Manfred  Bruns, aveva parlato di un’inaccettabile inginocchiarsi di fronte ad un leader religioso, che, “senza alcun dubbio rifiuta alcuni diritti fondamentali difesi dalla nostra Costituzione in materia di uguaglianza e divieto di discriminazione”. Bruns aveva rimarcato come il Papa durante la sua vita dovrebbe visitare il monumento alle vittime omosessuali cadute del regime nazionalsocialista. Nonostante il suo categorico rifiuto al riconoscimento dei diritti alla comunità LGBT il Papa però può contare sull’appoggio di tutti i partiti rappresentanti all’interno del Bundestag.
POCO DISSENSO NEL PARLAMENTO - Solo pochi politici hanno rimarcato il loro dissenso rispetto alla visita del Capo del Vaticano, come il responsabile organizzativo del gruppo dei Verdi, che però era stato subito ripreso dal capogruppo berlinese, e candidata sindaco alle prossime elezioni, Renate Künast. Anche il deputato della Spd Rolf Schwanitz è uno dei pochi parlamentari che ha espresso riserve in merito all’intervento del Papa. Alla radio pubblica tedesca Schwanitz ha evidenziato come far parlare il capo di una religione, per quanto diffusa, in un Parlamento solleva molti dubbi sull’effettiva separazione tra Stato e Chiesa. La Cdu, il partito cristiano conservatore del cancelliere Merkel, ha però difeso strenuamente la visita di Benedetto XVI al Bundestag, evidenziando come la democrazia si basi sui valori che sono stati modellati sull’insegnamento del Cristianesimo. Un’opinione parzialmente condivisa anche dalla Linke, la forza post comunista che si è dichiarata in sostanziale accordo con le posizioni della dottrina sociale della Chiesa

RISCHIO FALLIMENTO – La visita del Papa inquieta la diocesi berlinese per la freddezza finora registrata nella metropoli tedesca. Il cardinale Georg Sterzinsky vorrebbe organizzare una messa nella Chiesa Regina Martyrum vicino al memoriale di Plötzensee, che si trova nella parte settentrionale della città,tra Charlottenburg e Wedding. In quel luogo vengono celebrate le vittime del regime nazista, un posto altamente simbolico anche se solo duecento fedeli potrebbero partecipare alle celebrazioni della Santa  Messa officiata dal Papa. Benedetto XVI arriverà a Berlino giovedì e venerdì 23 settembre, e c’è grande timore nelle parrocchie della capitale tedesca e delle zone vicine, prevalentemente protestanti, di non poter mobilitare abbastanza fedeli in un giorno festivo.

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domenica 6 febbraio 2011

Scandalo per comunione 'gay'

Secondo quanto riferito dal San Francisco Chronicle, l’Arcivescovo cattolico della città americana, il Mons. George Niederauer, si è scusato con i diocesani e con “tutti i cattolici” per avere in errore somministrato la comunione a due attivisti gay travestiti da suore. I due, aderenti a un movimento denominato “le Sorelle dell’Indulgenza Perpetua”, erano pesantemente truccati con le facce bianche da clown e – oltre agli abiti monacali – erano addobbati in maniera stravagante. Il Mons. Niederauer dice di avere capito il suo errore solo alla fine del servizio e ricorda che: “Uno portava un grosso cappello coperto di fiori o forse una ghirlanda”. Ha descritto la loro azione come una “provocazione”. (Fonte)

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sabato 29 gennaio 2011

“Matrimonio tra preti gay? Teologicamente corretto”

Può sposarsi un pastore protestante? Sì, se è un eterosessuale, no se è gay. Questo avviene finora in Germania, e il dibattito si sta accendendo su un eventuale cambiamento che sarebbe epocale
Da alcuni anni i gay tedeschi possono unirsi civilmente, in una forma giuridica simile ai Pacs francesi o alle civil partnership britanniche. Settimana scorsa otto vescovi emeriti hanno scritto una lettera a Christ & Welt, inserto della Die Zeit, per rimarcare la loro ferma contrarietà alla presenza di pastori gay uniti davanti alla legge nella comunità evangelica. Questa settimana la Die Zeit ospita la risposta dei teologi , affermando  otto motivi per i quali il matrimonio gay è compatibile con il sacerdozio protestante.
NUOVI MODELLI – Ciò che viene predicato dai pastori non dovrebbe essere in contrasto con il loro stile di vita. Partendo da questo assunto, la teologa Stephanie Schardien rimarca come i sacerdoti protestanti possano essere single, divorziati, conviventi, forme di famiglia in passato non accettate ma ancora pienamente integrate nella comunità evangelica. Un cambiamento di prospettiva riconosciuto dalla Chiesa protestante negli ultimi decenni, perché non conta più la forma esterna nelle quali le relazioni vengono vissute, ma il loro modo di essere. Dove c’è amore, c’è una famiglia. Il modello, che si accorda al messaggio evangelico, è quello di un concorde, responsabile e armonioso vivere comune, e in questo non c’è differenza tra un matrimonio o un’unione civile.
L’ANTICA NATURALEZZA – L’uomo definisce da sé la sua natura, perché a differenza degli altri esseri viventi noi plasmiamo il mondo che ci circonda. In questo senso, essere gay, un orientamento sessuale che caratterizza fin dalla nascita chi lo è, sarebbe contro natura come la lettura o la scrittura. Neanche la visione solamente biologica del rapporto uomo e donna finalizzato alla sola concezione regge per la nuova dottrina luterana. Il teologo Bernd Oberdorfer rimarca come il compito della Chiesa non sia quello di confermare gli antichi pregiudizi, ma di mettere in discussione, come già fece Gesù, chi veniva escluso dalla società perché all’epoca era un barbaro, o anche una donna. “Se la Chiesa protestante si definisce una comunità radicalmente inclusiva, perché dovrebbe escludere solo i gay e le lesbiche?”


IL GRANDE AMORE DIVINO - Helga Kuhlmann evidenzia come Dio sia l’essenza stessa e anche la fonte dell’amore, e tutti coloro che si amano devono essere rispettati perché così si rispetta anche Dio. Dopo molti secoli la Chiesa protestante ha smesso per fortuna di discriminare chi trova l’amore in persone del suo stesso sesso, così che avere preti sposati con il loro partner non dovrebbe suscitare alcuna forma di protesta. La loro unione sarebbe un modello di amore per i fedeli, il vero messaggio che il matrimonio del sacerdote deve comunicare. “Contraddice l’amicizia e  l’amore di Dio limitare la sua benedizione solo agli uomini che amano le donne, e viceversa. La sacralità della Chiesa, la sua appartenenza al Dio dell’amore, può invece mostrarsi, quando rafforza e difende l’amore in tutte le forme nei quali l’uomo lo vive”.
LE REGOLE DELLA BIBBIA – Il professor Peter Dabrock, teologo dell’università di Erlangen-Norimberga, chiede ai vescovi che contestano il matrimonio omosessuale sulla base delle Sacre Scritture quali cristiano vivano la Bibbia parola per parola? Nessuno sacrifica più i figli perché così ha fatto Abramo con Isacco, nessuno nega il ruolo sociale alla donna perché così era nelle società descritte nel Vecchio e Nuovo Testamento, nessuno tiene ancora gli schiavi anche se San Paolo lo permetteva ai cristiani.  Il teologo Dabrock contesta ai vescovi la scelta di alcuni passaggi biblici per contrastare l’omosessualità, perché le Sacre Scritture sono una lunghissima e ricca collezione di testimonianze, che copre un arco temporale millenario, il cui messaggio è stato poi rimodulato con i cambiamenti sociali intercorsi. Martin Lutero si chiedeva che cosa spinge Cristo oggi, e la risposta è la fiducia, la fedeltà e la curiosità verso la diversità del giardino di Dio, non certo la riproposizione di antiche proposizioni dismesse a partire dagli anni sessanta.
MEZZA SACRALITA’ – Il teologo Michael Nausner invece pone il problema sull’unità della comunità cristiana di fronte al dilemma dell’omosessualità. Una preoccupazione che condivide con i vescovi, che però hanno sbagliato l’oggetto della loro lettera, visto che la loro condanna dei matrimoni gay per i pastori protestanti si basa su motivazioni di biasimo per l’omosessualità in generale. Una simile posizione trascende il problema del possibile impatto sulla comunità evangelica, e diventa un’inaccettabile condanna all’esclusione dei gay. Secondo Nausner il tema dell’unità cristiana va declinato come ha spiegato il teologo John Wesley, non come l’occasione di confronto per immutabili opinioni, ma come una domanda di un Cuore, che viene formato dalla fede in Cristo. E Gesù non ha mai pronunciato condanne a morte nei confronti di chi ama persone dello stesso sesso.
AUTENTICA FEDELTA’ – La differenza tra le unioni degli animali, spiegate dagli istinti, e il matrimonio degli uomini è il concetto di fedeltà. Nella cerimonia cristiana è questo il concetto più importante, che sostanzia la relazione davanti al Signore, la promessa della fedeltà eterna, qualsiasi cosa succeda. Il matrimonio diventa in questo senso la relazione più importante, specchio della fedeltà di Dio nei confronti del suo popolo. Secondo Johann Hafner nel momento in cui si accetta, come fa la moderna scienza, la presenza in natura di istinti omosessuali, un elemento non conosciuto all’epoca della redazione della Bibbia, non c’è nessuna base per negare il matrimonio tra gay. Le persone omosessuali possono esprimere nella loro relazione la stessa fedeltà che è la base del matrimonio eterosessuale, e chi nega questo cade in un discorso naturalistico ormai sorpassato nelle dottrina della stessa Chiesa protestante.


NOTTE DELLA COMUNITA’ - Ulrike Link-Wieczorek discute la penultima tesi della lettera degli otto vescovi protestanti, dove il matrimonio gay dei sacerdoti omosessuali era definito una sorta di punto più basso della comunità ecclesiale. La teologa rimarca come il concetto di omosessualità come orientamento contro la natura è stato ormai superato, e solo i fedeli della comunità protestante decidono chi potrà diventare il loro parroco. Se il matrimonio del pastore è accettato in caso di legame eterosessuale, allo stesso tempo non ci sono ragioni per respingerlo se questo è di natura omosessuale.
ECUMENE SBAGLIATA – Martin Hailer, che insegna Teologia ecumenica all’università di Erlangen, critica invece l’ultima tesi proposta dai vescovi protestanti, ovvero che accettare pastori legati in un un’unione civile con un partner gay preclusa il dialogo con le altri parti della comunità cristiana, ortodossi e cattolici, che rifiutano simili istituti. Secondo Hailer la tesi non è sostanziata dal vero dissidio presente per esempio con la Chiesa cattolica, che è la rottura con il vescovo di Roma e la sua linea di successione, non più riconosciuti come la guida dei fedeli cristiani. Inoltre, il dialogo non presuppone con le altre fedi non presuppone di certo disconoscere la propria dottrina.

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mercoledì 26 gennaio 2011

“I gay? Chiamateli finocchi”

Si scalda la campagna elettorale per le presidenziali in Peru. Sul tavolo della discussione le nozze omosessuali; la Chiesa schieratissima sul fronte del no.
Dopo la sentenza del tribunale di Città del Messico che ha concesso alle coppie omosessuali il riconoscimento degli effetti civili del matrimonio; dopo la sentenza del tribunale centrale messicano che ha imposto l’estensione della pronuncia a tutto il territorio della repubblica federale, assicurando così l’uniforme attuazione della pronuncia, e dopo la legalizzazione delle nozze gay in Argentina, potrebbe toccare al Perù.
CAMPAGNA ELETTORALE – Il paese è in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali, e il tema del riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali tiene banco nella discussione pubblica.
L’anno scorso il legislatore in Peru ha tentato di introdurre un provvedimento che avrebbe garantito alle coppie gay l’unione civile. La Chiesa cattolica si è schierata contro la legge, sostenendo che si sarebbe trattato di un trucco demagogico. Il tema è tornato in prima linea la scorsa settimana quando il candidato alla carica di vicepresidente Carlos Bruce, del partito Peru Possibile, ha detto al quotidiano El Comercio che le unioni gay “sono parte del nostro programma”. Bruce ha in ogni caso accennato alle unioni civili, dicendo che il matrimonio rimane fuori portata.

E prevedibilmente la Chiesa cattolica del paese non ha cambiato la sua opinione: accanto a chi si è espresso in maniera generica contro l’ipotesi legislativa, c’è anche chi è sceso in campo a toni molto decisi, col chiaro intento di scaldare gli animi.
Pur non menzionando direttamente Bruce, il cardinale Juan Luis Cipriani Thorne di Lima ha sollecitato i cattolici affinchè rigettino le nozze gay. “Il matrimonio è l’unione inscindibile tra un uomo e una donna, nonostante i tentativi di alcuni di proporre altre versioni”, ha detto durante una Messa in commemorazione della fondazione di Lima.
Diversi, e davvero più radicali, i toni di un altro prelato.
L’arcivescovo Luis Bambaren ha detto ai reporter che i politici “stanno solo cercando voti proponendo cose inutili tipo il matrimonio gay. E poi non ho capito perchè si parli di gay. Parliamo in Creolo, o in Castigliano: sono finocchi. Si dice così, no?” ha aggiunto.



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martedì 25 gennaio 2011

Papa gay in TV? Cancellata la battuta su ordine dei cattolici

Le pressioni dei cristiano conservatori impediranno la trasmissione del cabaret che scherza su Ratzinger

Uno sketch televisivo sta creando grande polemica in Germania.  Un comico tedesco ha fatto una battuta sul Papa, definendo Ratzinger prima  come un furetto stupido, e poi dicendo che Benedetto XVI e il cardinale di Colonia sembravano una coppia gay appena sposata, quando giravano lungo il Reno durante le giornate mondiali della gioventù. La battuta è contenuta in uno spettacolo che non è ancora stato trasmesso, ma la decisione di lasciare nella registrazione lo scherzo sul Papa ha scatenato furenti attacchi dei cattolici conservatori contro la WDR, la rete pubblica dellla Nordrhein-Westfalen. Il canale televisivo ha prima confermato che la performance del comico Bruno Schmitz, per poi cancellarla dalla programmazione dopo le furenti critiche dei politici cattolici.
BATTUTE PER CARNEVALE – Nella zona renana della Germania il Carnevale ha una grandissima tradizione. Colonia e Magonza sono le capitali di questa festa, vissuta con grande partecipazione dalla popolazione. Un caposaldo del Carnevale tedesco sono gli spettacoli di cabaret, dove vengono presi di mira i personaggi più in vista della società tedesca. A Colonia è consueto organizzare, come da tradizione dei teatri di rivista, una riunione dell’Elferrat, un parlamentino degli 11 re del carnevale, travestiti da personaggi famosi, nel quale le gag sull’attualità sono ricorrenti, e spesso molto pesanti. Oltre al più famoso Prunksitzung, colonna del Carnevale di Colonia, è molto partecipata anche la versione alternativa, Stunksituzng, fondata nel 1983 e connotata da maggior sarcasmo.
RATZINGER COME UN GAY – Nella rappresentazione del Prunksitzung il comico Bruno Schmitz si è travestito da Walter Mixa, il cardinale di Augusta dimessosi perle accuse sugli abusi sessuali commessi quando era un prete. Il Mixa ubriaco impersonato da Schmilz se la prende contro il Papa Benedetto XVI, definendo Ratzinger come il “furetto del Signore, stupido come un rotolo di una cialda”, giocando anche con l’analogia con ostia (oblate in tedesco). Poi, ricordando la visita compiuta da Ratzinger a Colonia nel 2005 per la giornata mondiale della gioventù, Schmilz ha detto “che il Papa e il cardinale di Colonia Joachim – vado in tutti i bar –  Meisner sembravano una coppia gay appena sposata che veleggiava mano nella mano lungo il Reno”. La battuta è presente nello spettacolo che si può vedere tutte le sere in un teatro di Colonia, e il Stunksitzung sarà trasmesso secondo la programmazione della WDR a inizio marzo, senza però la battuta incriminata.

CATTOLICI ALL’ATTACCO - La registrazione dello spettacolo da parte di una televisione pubblica ha scatenato furenti polemiche da parte di alcuni politici cattolici, di natura conservatrice. La WDR sarebbe la terza rete nel sistema televisivo pubblico tedesco, che però prevede solo due canali nazionali, mentre il terzo è invece prodotto a livello di Bundesland. Thomas Goppel, portavoce dei cattolici della Csu, ha definito il comico Bruno Schmitz disgustoso, rimarcando come chi attacca il Papa si comporta come i vandali delle metropolitane.  Goppel ha infine definito un grande errore la trasmissione di una simile battuta su una televisione pubblica. Altri politici della Cdu, il partito della Merkel, hanno criticato la decisione della WDR di trasmettere lo spettacolo con lo scherzo incriminato. Cinque anni fa un simile episodio, ed allora la televisione della Nordrhein-Westfalen aveva deciso di togliere una battuta sul Papa e sul cardinale di Colonia. Anche in questo caso, la WDR non ha resistito alle pressioni politiche e ha deciso di cancellare lo sketch su Ratzinger dalla trasmissione.

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Esteri Gay padri con madre surrogata: e la Chiesa si arrabbia

In Australia una coppia di omosessuali ho ottenuto i diritti di famiglia su due gemelline nate in India
Una coppia di gay australiani ha ottenuto dal tribunale di famiglia i diritti di genitori su due gemelline partorite da una madre surrogata in India. Le piccole, che ora hanno 20 mesi, riferisce il quotidiano Herald Sun, sono nate a Mumbai da una donna che portava ovuli di un’anonima donatrice, fecondati da uno dei due uomini.
LA STORIA – La coppia si era rivolta al tribunale di famiglia per chiedere il pieno status di genitore per il padre non genetico. Dopo aver udito il caso, il giudice Paul Cronin ha detto che ‘in questo caso le bambine non hanno il benefico di una madre, ma hanno la fortuna di avere due padri’. ‘Nella legge la parola genitore tende a suggerire una qualche connessione biologica, ma la responsabilita’ parentale conta piu’ della biologia’, ha aggiunto. Il verdetto segue di pochi giorni la rivelazione dell’attrice Nicole Kidman, di aver avuto una figlia grazie a una madre surrogata, e coincide con un boom della pratica presso coppie australiane, con 350 nascite attese nel 2011 contro 50 due anni fa.
CATTOLICI CONTRO - La decisione, che crea un importante precedente, e’ stata accolta con soddisfazione dai sostenitori della maternita’ surrogata ma criticata dagli ambienti cattolici. ‘E’ un grande passo avanti. Il giudice ha capito che si tratta di una famiglia moderna ma sana, anche se composta in maniera non convenzionale’, ha detto Sam Everingham del gruppo Families through Gestational Surrogacy. Il pensatore cattolico Nicholas Tonti-Filippini sostiene invece che la maternita’ surrogata dovrebbe essere scoraggiata perche’ ‘avere come genitori un comitato, tra surrogati, donatori e committenti, causa confusione al senso di identita’ del bambino’.

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giovedì 20 gennaio 2011

COPPIA GAY CACCIATA DA UN HOTEL IN "NOME DI DIO"

Avevano scritto ai proprietari dell'albergo chiedendo se potevano portare il cane. Si erano invece visti respingere loro perchè sono gay. Ma oggi un giudice di Bristol ha dato ragione a una coppia di omosessuali a cui un Bed and Breakfast della Cornovaglia aveva rifiutato la prenotazione in camera doppia invocando i valori della fede cristiana. Peter e Hazelmary Bull del Chymorvah Hotel vicino a Penzance avevano invocato la posizione cristiana sul matrimonio per impedire a Martyn Hall e al suo partner Steven Preddy, entrambi di Bristol, di dividere la stanza. La ragione: non erano regolarmente sposati. Adesso per Hall e Preddy è arrivata l'ora della rivincita quando il giudice della Bristol County Court ha condannato gli albergatori per discriminazione imponendo a coniugi Bull di pagare un risarcimento di 1.800 sterline a testa.  Secondo Preddy il verdetto ha dimostrato che le unioni civili gay hanno lo stesso valore legale del matrimonio. Immediata la replica delle associazioni cristiane che hanno visto nel verdetto di oggi un nuovo segnale della crescente secolarizzazione della società britannica dopo le polemiche delle crocette al collo vietate a una infermiera e a una hostess di British Airways che tanto scalpore avevano sollevato l'anno scorso alla vigilia della visita del Papa in Gran Bretagna. Tutto era cominciato nel settembre 2008 quando Martyn e  Steven avevano cercato di prenotare una breve vacanza al Chymorvah Hotel: «Non avevamo, come ha detto qualcuno, nessuna agenda politica. Solo la voglia di un fine settimana di relax, come fanno migliaia di altre coppie britanniche ogni week-end», ha detto Preddy. L'inghippo è nato quando i due uomini, chiedendo di voler portare il cane, hanno fatto capire di voler dormire nella stessa stanza: «Non ci era saltato in testa che saremmo stati noi, non lui, a non essere i benvenuti». I Bull avevano spiegato che al Chymorvah le camere doppie erano solo per coppie sposate, ma Hall e Preddy, avendo celebrato una unione civile, hanno lo stesso stato legale di una coppia eterosessuale. E nel 2010 una legge in Gran Bretagna, l'Equality Act, ha consolidato la giurisprudenza dove ancora c'erano zone grige. Parlando fuori dalla corte i Bull hanno preannunciato ricorso. E mentre gruppi gay come Stonewall hanno applaudito alla sentenza che dimostra «che non puoi mettere alla porta un omosessuale così come non puoi escludere un nero o un ebreo», dai movimenti cristiani si sono sollevate vibrate proteste. Mike Judge, del Christian Institute che ha finanziato la difesa dei Bull, ha detto che dal verdetto emerge la dimostrazione che le leggi sull'eguaglianza sono usate sempre più «come spada anzichè come scudo» e che i cristiani in Gran Bretagna «sono sempre più marginalizzati».

http://www.leggo.it/