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mercoledì 2 marzo 2011

Papa Ratzinger racconta l'ultima settimana di Gesù

 Che cosa è veramente ac­caduto durante­l’ultima setti­mana della vita terrena di Ge­sù di Nazaret? Gesù era un ri­voluzionario politico? Chi fu veramente responsabile per la sua morte? E soprattutto, quell’uomo è davvero risorto dai morti? Sono le domande a cui risponde nuovo libro di Benedetto XVI, che sarà pre­sentato ufficialmente in Vati­cano il prossimo 10 marzo. S’intitola Gesù di Nazaret: la Settimana Santa.Dall’ingres­s­o in Gerusalemme alla resur­rezione (edito in Italia dalla Lev, 380 pagine) ed è la conti­nuazione del primo volume nel quale Papa Ratzinger ave­va presentato la prima parte della vita di Cristo.
Ecco in anteprima l’indice e il contenuto dei singoli capi­toli. Il primo tratterà dell’«in­gresso a Gerusalemme e del­la purificazione del Tempio ». Il secondo è dedicato al «di­scorso escatologico di Gesù» e parla della distruzione del Tempio, dei «tempi dei Genti­li » e della «profezia e apocalis­se ». Il terzo capitolo è dedica­to alla «lavanda dei piedi» che Cristo compie sui disce­poli: vi si tratta anche del «mi­stero del traditore», cioè Giu­da, e delle «due conversazio­ni con Pietro». Il quarto capi­tolo è dedicato alla «preghie­ra sacerdotale di Gesù» e alla «festa ebraica dell’espiazio­ne » che ne rappresenta il «background biblico».
Il quinto capitolo è intera­mente dedicato all’ultima ce­na. Il Papa parla del proble­ma della sua datazione (da lui già affrontato in un’ome­lia del Giovedì santo), del­l’istituzione dell’eucaristia, della «teologia delle parole» connessa a quel gesto fonda­mentale e del passaggio «dal­l’ultima cena all’eucaristia della domenica mattina».
Quindi, nel sesto capitolo, Ratzinger porterà il lettore nel Getzemani, descrivendo la preghiera di Gesù al Padre. Il successivo capitolo, il setti­mo è dedicato al «processo a Gesù»: vi si leggeranno le «di­scussioni preliminari nel Si­nedrio », la presenza di Gesù davanti ai capi giudei e quin­di davanti a Ponzio Pilato. L’ottavo capitolo parlerà del­la «Crocifissione e sepoltura di Gesù». Benedetto XVI riflet­terà su «parola ed evento nel­la narrativa della Passione», sulle parole di Gesù dalla cro­ce, del «lamento per l’abban­dono », delle vesti tirate a sor­te e delle «donne ai piedi del­la croce», per concludersi con la morte e la sepoltura.
Infine, il nono capitolo, trat­terà dell’evento centrale e fondante del cristianesimo, «la risurrezione di Gesù dai morti». Il Papa risponderà al­la domanda su che cosa sia la risurrezione, e analizzerà «i due tipi differenti di testimo­nianza » su questo evento, la «tradizione confessionale» che parla dell’«enigma della tomba vuota», del «terzo gior­no » e dei primi «testimoni». Quindi spiegherà la «tradizio­ne narrativa», descrivendo le apparizioni di Gesù nei Van­geli e a Paolo, concludendo il capitolo con il «significato storico» della resurrezione. Il volume termina con un epilo­go: «Gesù ascende al cielo – Siede alla destra del padre e di nuovo verrà nella gloria». Il fatto che abbia deciso di dedicare una seconda fatica letteraria a Gesù, per mostra­re come il Cristo della fede coincida con il Gesù della storia, sta a indicare quanto importante egli ritenga in questo nostro tempo che la Chiesa si dedichi alla nuova evangelizzazione senza da­re per scontato che la fede ancora ci sia.

http://www.ilgiornale.it/

Aborto, monito del Papa ai medici "Difendete le donne dall'inganno"

Benedetto XVI riceve in udienza i partecipanti all'Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita: "Le donne sono lasciate spesso sole o convinte a interrompere la gravidanza". Richiamo anche ai padri. La società non sia "tollerante verso gli attentati alla vita umana"

CITTA' DEL VATICANO - "La donna viene spesso convinta, a volte dagli stessi medici, che l'aborto rappresenta non solo una scelta moralmente lecita, ma persino un doveroso atto 'terapeutico' per evitare sofferenze al bambino e alla sua famiglia, e un ingiusto peso alla società". Lo ha detto papa Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti alla XVII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita. Ma i medici, ha affermato il Papa, "non possono venire meno al grave compito di difendere dall'inganno la coscienza di molte donne che pensano di trovare nell'aborto la soluzione a difficoltà familiari, economiche, sociali, o a problemi di salute del loro bambino".

Per il Papa questo compito non deve essere solo di medici e personale sanitario: "E' necessario che la società tutta si ponga a difesa del diritto alla vita del concepito e del vero bene della donna, che mai, in nessuna circostanza, potrà trovare realizzazione nella scelta dell'aborto". Una società che il Papa definisce incapace di comprendere il senso della vita, una società anestetizzata a tollerare gli "attentati alla vita umana". Un particolare richiamo Benedetto XVI lo dedica anche a tutti i padri di famiglia spesso "colpevoli di lasciare sole le donne incinta in una fase cosi delicata".

Durante l'Assemblea Generale è emersa anche la problematica della sindrome "post abortiva". Un dramma che riguarda molte donne e che secondo il Pontefice andrebbe fatto risalire "alla ferita gravissima che la donna subisce ogni qualvolta l'azione umana tradisce l'innata vocazione al bene dell'essere umano e alla vita". 

Poi momento solenne con la lettura di un testo di Giovanni Paolo II riferito alle donne che decidono di abortire: "La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s'è trattato d'una decisione sofferta, forse drammatica - recita parte del testo - sappiate comprendere quello che avete fatto perchè la vostra testimonianza sarà utile nella battaglia per la vita".

http://www.repubblica.it

venerdì 25 febbraio 2011

Sei marocchini arrestati a Brescia, minacciavano di "punire" il Papa e Magdi Allam

La poliziadi Brescia ha arrestato sei cittadini marocchini appartenenti al movimento fondamentalista islamico Adl Wal Ihsane (Giustizia e Carità). Cinque di loro sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari, mentre per il sesto è stata applicata la custodia cautelare in carcere. Gli stranieri, tutti residenti nel bresciano, sono accusati di aver costituito un gruppo che aveva tra i propri obiettivi l'incitamento alla discriminazione e all'odio razziale e religioso, alla violenza e al jihad nei confronti dei cristiani e degli ebrei.
Le indagini, avviate più di un anno fa hanno documentato come i soggetti arrestati avessero creato, in seno al movimento, una struttura caratterizzata da estrema segretezza nel cui ambito, tra l'altro, i figli degli affiliati venivano educati all'odio verso la cultura e i costumi occidentali nonchè delle religioni diverse da quella islamica, facendo a tal fine ricorso anche alla violenza psicologica e fisica.
In un documento sequestrato ai sei marocchini, inoltre, sono state trovate minacce al Papa e al giornalista, ora parlamentare europeo, Magdi Allam. Il manoscritto è un resoconto di una riunione: in esso il Pontefice viene indicato come il responsabile della conversione al cattolicesimo di Allam e per questo entrambi dovevano essere puniti.

http://www.ilsole24ore.com/

martedì 22 febbraio 2011

«Habemus Papam», il prossimo papa sarà annunciato dal cardinale Tauran

CITTÀ DEL VATICANO - Avrà tra i suoi compiti anche quello di annunciare l'eventuale elezione di un nuovo Pontefice con il solenne «Habemus Papam» dalla loggia centrale di San Pietro. Il cardinale francese Jean-Louis Tauran, attuale presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, è da oggi il nuovo cardinale protodiacono. Lo ha annunciato papa Benedetto XVI durante il Concistoro ordinario tenuto oggi in Vaticano per la canonizzazione - il prossimo 23 ottobre - dei tre nuovi santi Guido Maria Conforti, Luigi Guanella e Bonifacia Rodriguez de Castro.

Tauran, 68 anni, succede come protodiacono al cardinale Agostino Cacciavillan, che - trascorsi i canonici dieci anni - ha lasciato l'Ordine cardinalizio dei diaconi per passare a quello dei presbiteri. Con lui lo hanno fatto anche i cardinali Sergio Sebastiani, Zenon Grocholewski, Jorge Maria Majia, Walter Kasper e Roberto Tucci. A seguito delle sei promozioni, Tauran e diventato il primo nell'elenco dei diaconi.

Al cardinale protodiacono spetta il compito di annunciare l«'Habemus Papam» e il nome del nuovo Pontefice dopo la «fumata bianca» nel Conclave. Impone anche il pallio agli arcivescovi metropoliti nella festa dei santi Pietro e Paolo (29 giugno) e al nuovo Papa nella messa di insediamento. È sempre vicino al Pontefice, sulla loggia delle Benedizioni, in occasione dei messaggi «Urbi et Orbi».

Gli ultimi protodiaconi ad annunciare l'elezione di Papi sono stati l'italiano Pericle Felici, che nel 1978 ne annunciò ben due, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, e il cileno Jorge Arturo Medina Estevez, che nell'aprile 2005 presentò al mondo il neo-eletto Benedetto XVI.

Il cardinale Jean-Louis Tauran, nato a Bordeaux il 5 aprile 1943, ha alle spalle una lunga esperienza diplomatica, essendo stato prima sottosegretario e poi - dal 1990 al 2003 - segretario per i rapporti con gli Stati nella Segretaria di Stato vaticana. Nel 2003 è diventato archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa e poi, nel giugno 2007, presidente del dicastero per il Dialogo interreligioso. Ebbe un ruolo notevole nelle relazioni diplomatiche in occasione della guerra in Iraq. Sottolineò l'importanza del dialogo e delle Nazioni Unite per risolvere i conflitti e dichiarò che «una guerra di aggressione unilaterale avrebbe costituito un crimine contro la pace e una violazione della Convenzione di Ginevra». Successivamente dichiarò che i fatti accaduti in Iraq dimostravano che paradossalmente i cristiani erano più tutelati durante il regime di Saddam Hussein. Attualmente, malgrado qualche problema di salute, è fortemente impegnato nel dialogo con le altre confessioni religiose e proprio in questi giorni - il 23 e 24 febbraio - avrebbe dovuto incontrare i rappresentanti dell'Università sunnita di Al-Azhar se quest'ultima non avesse sospeso le relazioni con il Vaticano in seguito agli appelli del Papa per la protezione delle minoranze cristiane in Medio Oriente.

http://www.ilmessaggero.it/

In gita a casa del Papa

Il boom di visitatori, dall'abitazione di Wojtyla a Palazzo Pacelli. Ormai il turismo religioso vale 3 miliardi l'anno

L'invidia, secondo il catechismo, è uno dei sette peccati capitali. Per Sant'Agostino, è "il peccato diabolico per eccellenza". Ma Rinaldo De Rocco, sindaco di questo piccolo Comune dove nacque papa Albino Luciani, sembra non curarsene troppo.
"Sì, sono invidioso. È venuto a trovarci Eva Filipiak, il sindaco di Wadowice, dove c'è la casa natale di papa Wojtyla, che si sta preparando ai festeggiamenti per la beatificazione del primo maggio. Nel 1983, quando l'ex cardinale di Cracovia era papa appena da cinque anni, la sua abitazione è stata trasformata in un museo e adesso, ogni anno, arrivano un milione di pellegrini. Un milione, capisce? Si riempiono i ristoranti, gli hotel, i negozi dei ricordini. Da noi invece papa Luciani per troppo tempo è stato quasi dimenticato. Ma adesso ci siamo svegliati. Anche il nostro paese ha avuto un papa e vogliamo che Canale d'Agordo diventi una meta importante nel turismo religioso. Se arrivassero il 10% dei pellegrini che vanno a Wadowice, saremmo già contenti. Centomila all'anno, quasi un sogno. I giovani potrebbero trovare lavoro".

Le impalcature che avvolgono il vecchio municipio raccontano che adesso si fa sul serio. "Stiamo ristrutturando questo palazzo del '500, che prima di essere sede del Comune ospitava la confraternita dei Battuti. L'investimento è davvero importante: 3.040.000 euro, una cifra importante, per un Comune di 1.230 abitanti. Ma noi mettiamo 540.000 euro, il resto arriva dalla Regione, dalla Cariverona e dal Bim, il bacino imbrifero montano. A piano terra ci sarà un centro diurno per gli anziani, che si fermeranno anche a pranzo. Nei due piani superiori, le sale con gli oggetti di papa Luciani, la sua biblioteca, i documenti che adesso sono in parrocchia. Ci saranno salette per i convegni di studio. Il nostro concittadino è stato papa solo per 33 giorni, ma prima è stato parroco, vescovo e poi patriarca di Venezia. Ha detto e scritto cose importanti, che non vanno dimenticate".


Sarà pronto fra un anno, il museo, quando arriverà il centenario della nascita di Albino Luciani. "E speriamo che allora ci siano novità anche per la casa", dice il sindaco. La casa natale di un papa è il fulcro di attrazione per pellegrini e turisti. A Sotto il Monte, 16 chilometri da Bergamo, i fedeli entrano nella stanza dove nacque Giovanni XXIII, il papa buono. A Marktl am Inn tutti vogliono visitare la palazzina dove nacque papa Ratzinger, ancora regnante. Con una prenotazione, si possono visitare gli appartamenti lussuosi dove videro la luce papa Eugenio Pacelli a palazzo Pediconi a Roma e Giovanni Battista Montini a Concesio nel bresciano. Anche in piazza papa Luciani, qui a Canale, c'è una freccia che indica: "Casa natale a 150 metri", ma dopo la breve camminata una targa annuncia che "la casa non è visitabile". C'è la bandiera del Vaticano, in giardino. C'è una bacheca con quattro fotografie, con la casa ritratta negli anni '30 e i volti del papà Giovanni Luciani e della moglie Bortola Tancon accanto a quello di Albino, con un gran cappello di paglia, a tre anni. 

http://viaggi.repubblica.it/

lunedì 21 febbraio 2011

Il Papa incontra il presidente russo Medvdev

"Benvenuto presidente, questo nostro incontro e' molto impotrtante". Cosi' Benedetto XVI ha salutato questa mattina Dimitri Medvdev, presidente della Federazione Russa, accogliendolo nella sala del Tronetto prima del colloquio privato durato 35 minuti. Concluso l'incontro, sono stati ammessi nella biblioteca privata del Papa anche la moglie del capo di Stato, Svetlana, elegantissima in nero e grigio con una sciarpa bianca, il vice premier Zukov e il ministro degli esteri Lavrov.


Papa Benedetto XVI incontra il Presidente Russo Medvedev - Foto Olycom
LE IMMAGINI

Allo scambio dei doni, Joseph Ratzinger ha espresso il desiderio di studiare la lingua russa per poter leggere il volume - donatogli oggi da Medvedev - che raccoglie le lettere di Boris Eltsin a Giovanni Paolo II e ad altri capi di Stato. Ammirando poi un quadro di Mosca che completava i regali portati dal presidente russo, il Papa, ha indicato il Cremlino e chiesto a Medvedev se vivesse in quello straordinario complesso architettonico. Il presidente ha risposto: "ci lavoro". E a sua volta ha poi complimentato l'architettura e l'arte che caratterizzano la Santa Sede e sono riflesse nel mosaico e nelle medaglie ricevute da Benedetto XVI.

http://affaritaliani.libero.it 

mercoledì 16 febbraio 2011

Bacio, toga e berretto per laurea a segretario del Papa

Monsignor Georg Gaenswein, segretario particolare di Benedetto XVI, ha ricevuto la laurea honoris causa in “Sistemi di comunicazione nelle relazioni internazionali” all’Università degli stranieri di Perugia. “Nessuno in alcun modo opponendosi, essendo stato eletto con tutte fave bianche”. Il rettore dell’Università, Stefania Giannini, ha pronunciato la formula ad conferendum, e ha consegnato le insegne del dottorato “secondo l’ordine consueto costume perugino”: la pergamena, la medaglia dell’Università. “Ti abbracciamo col bacio della pace” e “fortifichiamo te con paterna e magistrale benedizione che a te conceda Dio Onnipotente”. Il segretario del Papa ha indossato la toga, e sul suo capo è stato posto il berretto “simbolo della corona e del diadema”.
 
http://www.ilvelino.it/

Papa, concistoro per la canonizzazione Presto santi Don Guanella e Conforti

Saranno presto proclamati santi don Luigi Guanella e il fondatore dei missionari saveriani, Guido Maria Conforti. Il Vaticano ha infatti annunciato che il 21 febbraio si terrà il concistoro ordinario per la loro canonizzazione. Il concistoro per la canonizzazione dell'apostolo dei sofferenti don Luigi Guanella e del fondatore dei saveriani Guido Maria Conforti, il prossimo 21 febbraio, riguarderà anche la canonizzazione della religiosa spagnola Bonifacia Rodriguez de Castro, fondatrice della Congregazione delle serve di San Giuseppe. Don Guanella, beato dal 1964, nacque a Fraciscio di Campodolcino (Sondrio) nel 1842. Nel 1866 divenne sacerdote. Nella sua attività pastorale avvicinò le esperienze del Cottolengo e di don Bosco, che incontrò a Torino e con il quale trascorse tre anni. Nel 1881 fondò i Servi della Carità e le Figlie di Santa Maria della Provvidenza. Presto da Como si diffusero in Italia e anche in America, Asia e Africa. A Roma, con l'aiuto di Pio X, sorse la basilica del Transito di San Giuseppe. Guanella intervenne con don Orione nel terremoto della Marsica: gennaio 1915. Si spense pochi mesi dopo. Beato dal 1996, Guido Maria Conforti, a causa dei malanni che lo afflissero sin da ragazzo (era nato a Parma nel 1865) non potè seguire la strada che il padre voleva per lui (dirigente agricolo), ma neppure la via della missione 'ad gentes'. Non per questo il fondatore dei Saveriani si perse d'animo. Acquistò una casa per formare giovani missionari. Nacque così la Pia società saveriana. I primi Saveriani andarono in Cina nel 1899. La missione fu stroncata nel sangue dalla rivolta dei Boxers. Ma non si fermarono. Conforti era intanto divenuto, nel 1902, arcivescovo di Ravenna. Dovette, però, lasciare due anni dopo per gravi motivi di salute. In seguito migliorò, tanto che il Papa lo mandò vescovo a Parma, diocesi di cui era stato già vicario generale. La resse per 25 anni, compiendo ben 5 visite pastorali nelle 300 parrocchie. Andò a trovare anche i missionari nel Celeste Impero. Morì nel 1931.

http://www.ilmessaggero.it

lunedì 14 febbraio 2011

Il Papa ricorda i bimbi rom carbonizzati: "Con società più fraterna non sarebbe successo"

È "doveroso domandarci" se si sarebbe potuta evitare la morte dei quattro bimbi rom, arsi vivi domenica scorsa a Roma, se la nostra società fosse più solidale e fraterna". Con queste parole pronunciate durante la preghiera dell'Angelus, il Papa ricorda la tragedia che è accaduta nella Capitale domenica scorsa nel quartiere Appio. Mentre lo fa, in piazza San Pietro è presente tutta la famiglia dei bimbi morti carbonizzati. I genitori dei quattro piccoli rom "hanno pianto quando il Papa ha ricordato i loro figli, e sono stati molto contenti per le sue parole", ha raccontato Paolo Ciani, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per i rom e i sinti, che ha accompagnato l’intera famiglia dei piccoli nomadi defunti - genitori, fratelli, zii e cugini - in piazza San Pietro.
La frase di San Paolo Il Papa ricorda i quattro bambini facendo riferimento a una frase di San Paolo "Pienezza della Legge è la carità" e dice che questo tragico episodio "impone di domandarci se una società più solidale e fraterna, più coerente nell’amore, cioè più cristiana, non avrebbe potuto evitare tale tragico fatto. E questa domanda vale per tanti altri avvenimenti dolorosi, più o meno noti, che avvengono quotidianamente nelle nostre città e nei nostri paesi". Benedetto XVI ricorda poi che "la novità di Gesù consiste, essenzialmente, nel fatto che Lui stesso riempie i comandamenti con l’amore di Dio, con la forza dello Spirito Santo che abita in Lui. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito Santo, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. Perciò ogni precetto diventa vero come esigenza d’amore, e tutti si ricongiungono in un unico comandamento: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso".  
Veglia Ieri sera nel campo rom abusivo dove una settimana fa è divampato il rogo, si è svolta una veglia di preghiera organizzata dai genitori dei piccoli morti. Erdei Mircea, il padre delle vittime, ha annunciato che le salme dei figli saranno portate in Romania la prossima settimana. Nel quartiere romano di Bravetta ieri sono comparse scritte razziste contro i rom.


http://www.ilgiornale.it

giovedì 10 febbraio 2011

Papa a Berlino, i gay preparano la protesta

La visita di Benedetto XVI nella capitale tedesca mobilita la comunità LGBT

Sotto lo slogan “Arriva il Papa” si incontreranno gli attivisti per i diritti omosessuali, per discutere della prossima visita berlinese di Benedetto XVI, che arriverà in Germania a fine settembre 2011. Il 17 febbraio ci sarà il primo meeting all’intero dei locali delle associazione dei gay e delle lesbiche di Berlino e Brandeburgo (LSVD). All’appuntamento dovrebbero partecipare secondo gli attivisti LGBT una dozzina di rappresentanti di diverse associazioni che si impegnano nell’ambito dei diritti civili. Sono pianificate una serie di attività da svolgere in contemporanea con la visita berlinese del Papa, dimostrazioni che metteranno in primo piano il diritto all’uguaglianza per gli omosessuali, una posizione notoriamente rifiutata dalla Chiesa cattolica.
VISITA SCOMODA - Già nello scorso dicembre dell’anno passato l’invito del Papa a parlare di fronte al Bundestag, il Parlamento della Germania, era stato pesantemente criticato. Il portavoce della più grande associazione gay tedesca, Manfred  Bruns, aveva parlato di un’inaccettabile inginocchiarsi di fronte ad un leader religioso, che, “senza alcun dubbio rifiuta alcuni diritti fondamentali difesi dalla nostra Costituzione in materia di uguaglianza e divieto di discriminazione”. Bruns aveva rimarcato come il Papa durante la sua vita dovrebbe visitare il monumento alle vittime omosessuali cadute del regime nazionalsocialista. Nonostante il suo categorico rifiuto al riconoscimento dei diritti alla comunità LGBT il Papa però può contare sull’appoggio di tutti i partiti rappresentanti all’interno del Bundestag.
POCO DISSENSO NEL PARLAMENTO - Solo pochi politici hanno rimarcato il loro dissenso rispetto alla visita del Capo del Vaticano, come il responsabile organizzativo del gruppo dei Verdi, che però era stato subito ripreso dal capogruppo berlinese, e candidata sindaco alle prossime elezioni, Renate Künast. Anche il deputato della Spd Rolf Schwanitz è uno dei pochi parlamentari che ha espresso riserve in merito all’intervento del Papa. Alla radio pubblica tedesca Schwanitz ha evidenziato come far parlare il capo di una religione, per quanto diffusa, in un Parlamento solleva molti dubbi sull’effettiva separazione tra Stato e Chiesa. La Cdu, il partito cristiano conservatore del cancelliere Merkel, ha però difeso strenuamente la visita di Benedetto XVI al Bundestag, evidenziando come la democrazia si basi sui valori che sono stati modellati sull’insegnamento del Cristianesimo. Un’opinione parzialmente condivisa anche dalla Linke, la forza post comunista che si è dichiarata in sostanziale accordo con le posizioni della dottrina sociale della Chiesa

RISCHIO FALLIMENTO – La visita del Papa inquieta la diocesi berlinese per la freddezza finora registrata nella metropoli tedesca. Il cardinale Georg Sterzinsky vorrebbe organizzare una messa nella Chiesa Regina Martyrum vicino al memoriale di Plötzensee, che si trova nella parte settentrionale della città,tra Charlottenburg e Wedding. In quel luogo vengono celebrate le vittime del regime nazista, un posto altamente simbolico anche se solo duecento fedeli potrebbero partecipare alle celebrazioni della Santa  Messa officiata dal Papa. Benedetto XVI arriverà a Berlino giovedì e venerdì 23 settembre, e c’è grande timore nelle parrocchie della capitale tedesca e delle zone vicine, prevalentemente protestanti, di non poter mobilitare abbastanza fedeli in un giorno festivo.

http://www.giornalettismo.com

Il papa: Internet presenta grandi possibilità

A solo un paio di settimane di distanza dalle parole positive pronunciate sui social network - a patto che se ne faccia un uso responsabile - Benedetto XVI torna a parlare di Internet.
In occasione della plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica, il papa ha ribadito l'utilità e l'importanza della Rete anche per la Chiesa, affermando che "Internet, per la sua capacità di superare le distanze e di mettere in contatto reciproco le persone, presenta grandi possibilità anche per la Chiesa e la sua missione".
Per la Rete in generale, come per i social network in particolare, è necessario un "discernimento per un suo uso intelligente e prudente", grazie al quale Internet diventa "uno strumento che può servire non solo per gli studi, ma anche per l'azione pastorale dei futuri presbiteri nei vari campi ecclesiali".
Il papa invita insomma soprattutto i sacerdoti a non aver paura del web e delle possibilità offerta, ma sprona a conoscerlo e a usarlo.

http://www.zeusnews.it

lunedì 7 febbraio 2011

Il Papa benedice Facebook/ "Dai social network inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione"

"Il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita". Lo afferma Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che sarà celebrata il prossimo 5 giugno con lo slogan "Verita', annuncio e autenticità di vita nell'era digitale".
"Le nuove tecnologie - spiega Papa Ratzinger - permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie. Questa è una grande opportunità, ma comporta anche una maggiore attenzione e una presa di coscienza rispetto ai possibili rischi". "Chi è - si domanda il Pontefice - il mio 'prossimo' in questo nuovo mondo? Esiste il pericolo di essere meno presenti verso chi incontriamo nella nostra vita quotidiana ordinaria? Esiste il rischio di essere più distratti, perché la nostra attenzione è frammentata e assorta in un mondo 'differente' rispetto a quello in cui viviamo? Abbiamo tempo di riflettere criticamente sulle nostre scelte e di alimentare rapporti umani che siano veramente profondi e duraturi?".
"Anche nell'era digitale, ciascuno - sottolinea il testo - è posto di fronte alla necessità di essere persona autentica e riflessiva. Del resto, le dinamiche proprie dei social network mostrano che una persona è sempre coinvolta in ciò che comunica. Quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali". E oggi "si prospettano traguardi fino a qualche tempo fa impensabili, che suscitano stupore per le possibilità offerte dai nuovi mezzi e, al tempo stesso, impongono in modo sempre più pressante una seria riflessione sul senso della comunicazione nell'era digitale". Un progresso che risulta "particolarmente evidente quando ci si confronta con le straordinarie potenzialità della rete internet e con la complessità delle sue applicazioni". Ma, "come ogni altro frutto dell'ingegno umano, le nuove tecnologie della comunicazione chiedono di essere poste al servizio del bene integrale della persona e dell'umanità intera. Se usate saggiamente, esse possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane l'aspirazione più profonda dell'essere umano".
"Invito soprattutto i giovani - scrive ancora il Pontefice - a fare buon uso della loro presenza nell'arena digitale", che li pone "di fronte alla sfida dell'essere autentici, fedeli a se stessi, senza cedere, nella ricerca di condivisione, di amicizie, all'illusione di costruire artificialmente il proprio profilo pubblico".
"Soprattutto i giovani - rileva il Papa - stanno vivendo questo cambiamento della comunicazione, con tutte le ansie, le contraddizioni e la creativita' proprie di coloro che si aprono con entusiasmo e curiosità alle nuove esperienze della vita". Nel testo, Papa Ratzinger ricorda che "il coinvolgimento sempre maggiore nella pubblica arena digitale, quella creata dai cosiddetti social network, conduce a stabilire nuove forme di relazione interpersonale, influisce sulla percezione di sé e pone quindi, inevitabilmente, la questione non solo della correttezza del proprio agire, ma anche dell'autenticità del proprio essere".
In questo contesto, afferma, "la presenza in questi spazi virtuali può essere il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l'altro se si fa attenzione ad evitarne i pericoli, quali il rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo, o l'eccessiva esposizione al mondo virtuale".
Benedetto XVI esorta i cattolici a impegnarsi "affinché il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare le opinioni altrui". "Esiste - scrive il Papa - uno stile cristiano di presenza anche nel mondo digitale: esso si concretizza in una forma di comunicazione onesta ed aperta, responsabile e rispettosa dell'altro".
"L'impegno per una testimonianza al Vangelo nell'era digitale richiede a tutti di essere particolarmente attenti agli aspetti che possono sfidare alcune delle logiche tipiche del web. Anzitutto - elenca Benedetto XVI - dobbiamo essere consapevoli che la verità che cerchiamo di condividere non trae il suo valore dalla sua popolarità o dalla quantità di attenzione che riceve. Dobbiamo farla conoscere nella sua integrità, piuttosto che cercare di renderla accettabile, magari annacquandola".
"Comunicare il Vangelo attraverso i nuovi media - si legge ancora nel testo - significa non solo inserire contenuti dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, ma anche testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita. Del resto, anche nel mondo digitale non vi puo' essere annuncio di un messaggio senza una coerente testimonianza da parte di chi annuncia. Nei nuovi contesti e con le nuove forme di espressione, il cristiano è ancora una volta chiamato ad offrire una risposta a chiunque domandi ragione della speranza che è in lui".
La testimonianza cristiana in rete, insiste il Pontefice, "deve diventare alimento quotidiano e non attrazione di un momento". Infatti, "la verità del Vangelo non è qualcosa che possa essere oggetto di consumo, o di fruizione superficiale, ma è un dono che chiede una libera risposta. Essa, pur proclamata nello spazio virtuale della rete, esige sempre di incarnarsi nel mondo reale e in rapporto ai volti concreti dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo la vita quotidiana". "Per questo - dunque - rimangono sempre fondamentali le relazioni umane dirette nella trasmissione della fede".
Ancora, Benedetto XVI invita i cristiani "a unirsi con fiducia e con consapevole e responsabile creatività nella rete di rapporti che l'era digitale ha reso possibile". "Non semplicemente per soddisfare il desiderio di essere presenti, ma perché questa rete è parte integrante della vita umana". Secondo Papa Ratzinger, "il web sta contribuendo allo sviluppo di nuove e più complesse forme di coscienza intellettuale e spirituale, di consapevolezza condivisa". Anche in questo campo, rileva, "siamo chiamati ad annunciare la nostra fede che Cristo è Dio, il Salvatore dell'uomo e della storia". E anche in rete "la proclamazione del Vangelo richiede una forma rispettosa e discreta di comunicazione, che stimola il cuore e muove la coscienza una forma che richiama lo stile di Gesù risorto quando si fece compagno nel cammino dei discepoli di Emmaus, i quali furono condotti gradualmente alla comprensione del mistero mediante il suo farsi vicino, il suo dialogare con loro, il far emergere con delicatezza ciò che c'era nel loro cuore". Per il Papa, "la verità che è Cristo, in ultima analisi, è la risposta piena e autentica a quel desiderio umano di relazione, di comunione e di senso che emerge anche nella partecipazione massiccia ai vari social network. Le nuove tecnologie non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si puo' affermare - conclude - che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale. Con tale modo di diffondere informazioni e conoscenze, sta nascendo un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione".


http://affaritaliani.libero.it

giovedì 3 febbraio 2011

Il papa non può donare organi

Lo impedisce la dottrina della Chiesa


Dopo che in Germania, un medico cattolico aveva cercato di incentivare la donazione di organi, pubblicizzando l'iscrizione del Papa nella schiera dei donatori, arriva ora, la secca smentita del segretario di Joseph Ratzinger, monsignor Georg Gaenswein: se anche Benedetto XVI è stato in passato un donatore, l'elezione al soglio pontificio, rende nullo qualunque documento firmato precedentemente.


E' la Radio vaticana tedesca a diffondere la secca lettera di smentita inviata dal segretario del Papa, monsignor Georg Gaenswein, al dottor Gero Winkelmann, medico cattolico di  Monaco di Baviera, che in passato aveva fatto più volte riferimento alla carta di donazione di organi firmata da Ratzinger, in articoli o durante conferenze organizzati per promuovere la disponibilità al dono degli organi per i trapianti.

La dottrina della Chiesa Cattolica prevede infatti che alla morte, il corpo del Pontefice debba essere sepolto integro e quindi di fatto risulterebbe impossibile la donazione di organi. "Se è vero che il Papa possiede una carta di donazione di organi - ha scritto infatti monsignor Gaenswein -  è vero anche, contrariamente ad alcune affermazione pubbliche, che con l'elezione del cardinale Ratzinger a capo della Chiesa Cattolica, ipso facto essa è diventata obsoleta".

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I poveri del mondo ringraziano: il viaggio del Papa pagato con i soldi degli aiuti

Un’inchiesta parlamentare inglese rivela che parti del bilancio destinato al terzo mondo sarebbero stato stornate per la visita papale nel Regno Unito.
Alla faccia della Chiesa dei poveri. Avevano fatto un certo scalpore, al tempo della visita pastorale di Benedetto XVI, la polemica sui costi dell’evento. Ed ora si scopre, grazie ad un’inchiesta privatissima del Parlamento inglese, che parte dei fondi che il governo di sua maestà ha utilizzato per finanziare la visita provenivano dal bilancio del DFID, il dipartimento inglese degli aiuti al terzo mondo.
10 MILIONI DI STERLINE – Non è la prima volta che si sono sollevati dubbi sull’immensa mole di sterline che il tesoro di Sua Maestà ha destinato alla visita papale. Stime parlano di 10 milioni di sterline complessive di stanziamento, e notizie avevano già evidenziato come la provenienza di tali fondi fosse tutt’altro che libera.
La visita in Gran Bretagna del Papa è costata 10 milioni di sterline. 3,7 sarebbero costi iscritti nei bilanci ambientali ed energetici. E’ quanto quanto si evince – dice il Guardian – dai documenti dei sei dipartimenti governativi che si sono spartiti le spese per l’evento che ha visto come protagonista il Pontefice. Si parla di ripercussione sulla battaglia per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sottolineano i danni per il Department of energy and Climate Change (EPA), che negli ultimi tempi sta lottando per la sua sopravvivenza.

Ma ora, le rivelazioni del parlamento inglese arrivano ad una verità ancora più scomoda.
AIUTI UMANITARI – Oltre 2 i miliardi di sterline che sarebbero stati stornati dal bilancio per gli aiuti umanitari.
Il viaggio del papa nel Regno Unito lo scorso settembre fu finanziato in parte, per un valore di circa 1,85 milioni di sterline (2,2 milioni di euro), con fondi pubblici di aiuto allo sviluppo dei Paesi poveri. Lo indica una relazione parlamentare britannica che verrà pubblicata giovedì. I deputati hanno scovato questo finanziamento “un po’ sorprendente” spulciando i conti per il 2010 del Dipartimento per lo sviluppo internazionale (DfID). Un portavoce del DfID ha spiegato che l’attribuzione dei fondi alla visita papale era “un riconoscimento del ruolo della chiesa cattolica per l’importanza del suo contributo di servizi sanitari e di istruzione nei Paesi in via di sviluppo”.
Molto grande lo sforzo sopportato dalla Corona per ospitare il Papa – e non è neanche stato sufficiente, visto che per assistere alle due grandi messe celebrate a Londra e a Birmingham i fedeli dovettero addirittura pagare.

Per la veglia di preghiera ad Hyde Park del 18 settembre saranno 10 sterline, e invece 25 per la cerimonia di beatificazione del cardinale John Henry Newman, a Birmingham il giorno 19.
OLTRE 2 MILIONI – Il Guardian aveva ampiamente anticipato che il dipartimento degli aiuti umanitari era coinvolto nelle spese a sostegno della visita papale. Ma non era affatto chiara l’entità dello stanziamento sottratto agli aiuti umanitari.
Il tesoro afferma che il budget totale per la visita di quattro giorni, escluse le misure di sicurezza, è stato di 10 milioni di sterline, interamente amministrati dal dipartimento degli Esteri e del Commonwealth, che ha pagato le prime 750mila sterline. Le rimanenti, per 9 milioni e 25mila, sono state equamente divise fra i cinque dipartimenti che il Tesoro ha stabilito avere obiettivi allineati con i fini governativi per la visita papale. I dipartimenti dell’ambiente, agricoltura ed affari rurali, decentramento e governo locale, educazione e sviluppo internazionale hanno contribuito.
“BISOGNA SPIEGARE” – Il deputato che ha scoperto il monte di soldi che i poveri del mondo non riceveranno mai, perchè sono stati utilizzati per la visita del papa, già gongola
Molta gente rimarrà sorpresa nello scoprire che denaro britannico destinato agli aiuti fu utilizzato per finanziare la visita del papa l’anno scorso”, ha sottolineato Malcolm Bruce, deputato alla guida della commissione sullo sviluppo internazionale. “Il governo deve spiegare precisamente a che cosa è servito questo denaro e come questo rientra nelle attribuzioni dell’aiuto all’estero”, ha aggiunto.
Le agenzie informano inoltre che il dipartimento dello sviluppo estero non rientra nella politica di tagli ed austerità intrapresa dal governo di David Cameron.

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mercoledì 2 febbraio 2011

Bimbo si avvicina al Papa e gli parla

Fuori programma all'udienza generale in Vaticano, quando un bimbo di pochi anni è riuscito ad avvicinare il Papa e lo ha interrotto mentre, nelle varie lingue, sintetizzava la catechesi su santa Teresa d'Avila che ha svolto oggi in aula Paolo VI, davanti a circa 5000 persone. Finito di leggere la sintesi in inglese Benedetto XVI ha alzato gli occhi e si è trovato davanti il piccolo, scuro di pelle e con un bel golfino a righe gialle e nere; gli ha sorriso, e ha scambiato qualche parola con lui. Né le guardie svizzere né i gendarmi, grazie anche a un cenno del segretario papale mons. Georg Gaenswein, hanno bloccato il bambino. Al termine dell'udienza il Papa ha salutato anche alcuni adulti in variopinti constumi folcloristici del carnevale di Colonia.

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mercoledì 26 gennaio 2011

Il Papa richiama ai valori missionari: «Soldi e successo a scapito della morale»

Il vitello d’oro di biblica memoria non è scomparso. Oggi è in Occidente che si sta adorando il dio denaro. Papa Ratzinger da quando è stato eletto non si stanca di martellare su un concetto, che senza Dio l’uomo si impoverisce. Soprattutto nei Paesi più sviluppati dove tutto sembra passare in secondo piano.



Nel Messaggio scritto per la giornata mondiale missionaria (che quest’anno si celebra il 23 ottobre) Benedetto XVI mette in guardia dai danni prodotti dal «cambiamento culturale» prodotto dall’imperante relativismo, da movimenti di pensiero di stampo ateo e dalla globalizzazione. In pratica si vive «come se Dio non esistesse» esaltando soprattutto «la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali». Il materialismo fa fiorire una mentalità attratta dall’effimero, dal tutto e subito, lontana anni luce dal messaggio evangelico, dalla crescita responsabile, dal sacrificio. I risvolti sociali si vedono nell’affievolimento del senso del sacro, del senso comunitario, della stessa solidarietà.

La Giornata missionaria offre l’occasione per fare il punto sull’evangelizzazione che da decenni non riguarda più solo l’Africa o l’Asia, ma include anche l’Europa dove città un tempo cristiane si stanno allontanando dalla fede. La gente ormai non va più in chiesa nemmeno per sposarsi o per battezzare i propri figli. Molti vescovi del Nord Europa parlano di regioni desertiche (spiritualmente) da rievangelizzare. «Si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo lo hanno dimenticato e abbandonato» non riconoscendosi più nella Chiesa. Molti ambienti, «anche in società tradizionalmente cristiane sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola di Dio».

Richiamando Paolo VI, il Papa scrive nel Messaggio che l’animazione missionaria implica prestare un’attenzione particolare alla solidarietà. «Non è accettabile che nell’evangelizzazione si trascurino» la «promozione umana, la giustizia, la liberazione da ogni forma di oppressione, ovviamente nel rispetto dell’autonomia della sfera politica». E aggiunge che «disinteressarsi dei problemi temporali dell’umanità significherebbe dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso». La speranza del Papa è che i cristiani possano farsi missionari credibili per ravvivare il desiderio e la gioia di andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo.

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martedì 25 gennaio 2011

Papa gay in TV? Cancellata la battuta su ordine dei cattolici

Le pressioni dei cristiano conservatori impediranno la trasmissione del cabaret che scherza su Ratzinger

Uno sketch televisivo sta creando grande polemica in Germania.  Un comico tedesco ha fatto una battuta sul Papa, definendo Ratzinger prima  come un furetto stupido, e poi dicendo che Benedetto XVI e il cardinale di Colonia sembravano una coppia gay appena sposata, quando giravano lungo il Reno durante le giornate mondiali della gioventù. La battuta è contenuta in uno spettacolo che non è ancora stato trasmesso, ma la decisione di lasciare nella registrazione lo scherzo sul Papa ha scatenato furenti attacchi dei cattolici conservatori contro la WDR, la rete pubblica dellla Nordrhein-Westfalen. Il canale televisivo ha prima confermato che la performance del comico Bruno Schmitz, per poi cancellarla dalla programmazione dopo le furenti critiche dei politici cattolici.
BATTUTE PER CARNEVALE – Nella zona renana della Germania il Carnevale ha una grandissima tradizione. Colonia e Magonza sono le capitali di questa festa, vissuta con grande partecipazione dalla popolazione. Un caposaldo del Carnevale tedesco sono gli spettacoli di cabaret, dove vengono presi di mira i personaggi più in vista della società tedesca. A Colonia è consueto organizzare, come da tradizione dei teatri di rivista, una riunione dell’Elferrat, un parlamentino degli 11 re del carnevale, travestiti da personaggi famosi, nel quale le gag sull’attualità sono ricorrenti, e spesso molto pesanti. Oltre al più famoso Prunksitzung, colonna del Carnevale di Colonia, è molto partecipata anche la versione alternativa, Stunksituzng, fondata nel 1983 e connotata da maggior sarcasmo.
RATZINGER COME UN GAY – Nella rappresentazione del Prunksitzung il comico Bruno Schmitz si è travestito da Walter Mixa, il cardinale di Augusta dimessosi perle accuse sugli abusi sessuali commessi quando era un prete. Il Mixa ubriaco impersonato da Schmilz se la prende contro il Papa Benedetto XVI, definendo Ratzinger come il “furetto del Signore, stupido come un rotolo di una cialda”, giocando anche con l’analogia con ostia (oblate in tedesco). Poi, ricordando la visita compiuta da Ratzinger a Colonia nel 2005 per la giornata mondiale della gioventù, Schmilz ha detto “che il Papa e il cardinale di Colonia Joachim – vado in tutti i bar –  Meisner sembravano una coppia gay appena sposata che veleggiava mano nella mano lungo il Reno”. La battuta è presente nello spettacolo che si può vedere tutte le sere in un teatro di Colonia, e il Stunksitzung sarà trasmesso secondo la programmazione della WDR a inizio marzo, senza però la battuta incriminata.

CATTOLICI ALL’ATTACCO - La registrazione dello spettacolo da parte di una televisione pubblica ha scatenato furenti polemiche da parte di alcuni politici cattolici, di natura conservatrice. La WDR sarebbe la terza rete nel sistema televisivo pubblico tedesco, che però prevede solo due canali nazionali, mentre il terzo è invece prodotto a livello di Bundesland. Thomas Goppel, portavoce dei cattolici della Csu, ha definito il comico Bruno Schmitz disgustoso, rimarcando come chi attacca il Papa si comporta come i vandali delle metropolitane.  Goppel ha infine definito un grande errore la trasmissione di una simile battuta su una televisione pubblica. Altri politici della Cdu, il partito della Merkel, hanno criticato la decisione della WDR di trasmettere lo spettacolo con lo scherzo incriminato. Cinque anni fa un simile episodio, ed allora la televisione della Nordrhein-Westfalen aveva deciso di togliere una battuta sul Papa e sul cardinale di Colonia. Anche in questo caso, la WDR non ha resistito alle pressioni politiche e ha deciso di cancellare lo sketch su Ratzinger dalla trasmissione.

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domenica 23 gennaio 2011

Matrimoni nulli, il Papa annuncia il giro di vite

Sposarsi in chiesa è un «diritto» solo per chi crede nel «matrimonio cristiano». La chiesa non ammetta coppie alle nozze senza preparazione e senza esaminare i «requisiti». I giudici ecclesiastici non emettano nullità di matrimoni basate solo sulla «constatazione del fallimento». Benedetto XVI tra esigenze pastorali e diritto canonico, nel discorso alla Rota romana, ricevuta in udienza nella sala Clementina in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Forse pensando a tante nozze celebrate in chiesa solo perché più scenografiche di un matrimonio in comune, e certo avendo presente l’aumento delle sentenze di nullità emesse dai tribunali ecclesiastici, Benedetto XVI ha svolto un ampio discorso sul matrimonio cristiano, ammonendo i tribunali ecclesiastici a trasmettere un «messaggio univoco» su ciò che in esso è essenziale.
Non esiste, ha detto, «un matrimonio della vita e un altro del diritto», bensì un solo matrimonio, «vincolo giuridico reale tra l’uomo e la donna, un vincolo su cui poggia l’autentica dinamica coniugale di vita e di amore». Per questo «nessuno può vantare il diritto a una cerimonia nuziale» ma va assicurato il diritto a «celebrare un autentico matrimonio». Che farà allora la Chiesa per evitare che «impulsi emotivi o ragioni superficiali inducano i due giovani ad assumere responsabilità che non sapranno poi onorare» e per difendere matrimonio e famiglia «da ogni possibile equivoco sulla loro verità»?. Benedetto XVI insiste sulla ”cura particolare” da porre nella preparazione al matrimonio. Accertare che nulla si opponga ”alla valida e lecita celebrazione delle nozze” non e´ un fatto «formalistico» o «burocratico»: bensì una «occasione pastorale unica» per dialogare con i fidanzati e analizzarne la «vocazione umana e cristiana al matrimonio». Una azione pastorale di questo tipo, a giudizio di papa Ratzinger, aiuta anche la «prevenzione delle nullità matrimoniali». A quanti nella Chiesa si occupano di questi temi il Papa chiede di «adoperarsi affinché si interrompa, nella misura del possibile, il circolo vizioso che spesso si verifica tra un’ammissione scontata al matrimonio, senza un’adeguata preparazione e un esame serio dei requisiti previsti per la sua celebrazione, e una dichiarazione giudiziaria talvolta altrettanto facile, ma di segno inverso, in cui lo stesso matrimonio viene considerato nullo solamente in base alla costatazione del suo fallimento».

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giovedì 20 gennaio 2011

Ior, Papa nomina vertici Authority. Cardinale Nicora presidente

Roma, 19 gen (Il Velino) - Il Papa ha nominato presidente dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) il cardinale Attilio Nicora, attuale presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa). Lo rende noto un bollettino della sala stampa vaticana. Benedetto XVI ha altresì nominato membri del Consiglio direttivo della medesima Autorità: il professor Claudio Bianchi; il professor Marcello Condemi; il professor Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto; il dottor Cesare Testa. Il Consiglio direttivo dovrà nominare il direttore dell’Authority. L’Aif è un organismo creato a fine dicembre, in concomitanza con il “motu proprio” per la prevenzione ed il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, e ha il compito di vigilare sull’attività finanziaria dei dicasteri e gli organismi vaticani - compreso lo Ior -, e potrà intervenire per controlli. L’Autorità è anche incaricata di tenere rapporti e scambiare informazioni con equivalenti organismi di altri Stati. La nuova normativa finanziaria vaticana entra in vigore il prossimo primo aprile.

La Radio vaticana fornisce cenni biografici suoi membri dell’Aif. Il cardinale Nicora, dopo aver partecipato ai lavori preparatori all’accordo di modifica del Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica, per vari anni è stato vescovo di Verona. Ha seguito le problematiche di carattere giuridico per la Cei. Dal 2002 è presidente dell’Apsa. Il professor Bianchi, già ordinario di Ragioneria nell’Università La Sapienza di Roma, è stato membro di Collegi dei revisori di vari enti collegati con la Santa Sede. Il professor Condemi è associato di Diritto dell’economia nell’Università G. Marconi di Roma, dove insegna diritto bancario. È esperto ed autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto bancario e finanziario e di antiriciclaggio. Già magistrato ordinario e avvocato cassazionista nella Banca d’Italia, è stato per molti anni componente della delegazione italiana presso il Gafi e del Comitato antiriciclaggio ex lege n. 197 del 1991 del ministero dell’Economia. Il professor Dalla Torre è rettore della Lumsa. Ha partecipato, come segretario della delegazione governativa italiana, ai lavori della Commissione paritetica per la revisione del Concordato fra Italia e Santa Sede (1976-1983). Il dottor Testa è stato per vari anni presidente dell’Istituto centrale di sostentamento del Clero e ha contribuito all’attività di monitoraggio per la verifica dell’andamento del sistema dell’8 per mille.

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lunedì 17 gennaio 2011

Così la "riforma" del Papa cambia volto ai mercati

Con la designazione del cardinale Attilio Nicora, giurista lombardo laureato alla Cattolica, la Santa Sede ha subito dato piena operatività alla nuova Autorità di informazione finanziaria (Aif): l’organismo di vigilanza sui flussi finanziari che attraversano il Vaticano e in particolare lo Ior.

L’Aif sarà quindi una sorta di “banca centrale” della Santa Sede, definendo meglio l’operatività della stessa “banca nazionale” (l’Istituto per le opere di religione) e di altre istituzioni pontificie come l’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede (Apsa), il Governatorato dello Stato pontificio o la stessa Propaganda fide.

Con l’adozione di questo ordinamento e l’attivazione di nuove strutture la Santa Sede è rientrata nella cosiddetta “white list” Ocse: d’ora in poi farà quindi parte della comunità dei paesi che rispettano gli standard internazionali di lotta al riciclaggio di capitali e all’evasione fiscale.

Non è la tecnicalità della riforma varata da papa Benedetto XVI a meritare una riflessione in questa nota settimanale. Né lo merita – in dettaglio - il riequilibrio degli assetti della finanza vaticana: la promozione di Nicora a “banchiere centrale” (con un ruolo di garanzia molto simile a quello assegnato a Paul Volcker dal presidente Obama nel vortice della grande crisi) apre quasi sicuramente la successione all’Apsa, cioè alla guida della gestione di asset stimati in più di 5 miliardi di euro.

E se la nomina di Nicora è un riconoscimento oggettivo alla “scuola lombarda” della finanza cattolica (quella che ha tuttora le sue punte di diamante in personaggi come Giovanni Bazoli e Giuseppe Guzzetti), a beneficiare della riforma è soprattutto lo Ior, affidato da poco a Ettore Gotti Tedeschi.

L’istituto era stato preso di mira da alcune inchieste della magistratura italiana per operazioni ritenute poco trasparenti. Quasi trent’anni dopo il dramma del crack Ambrosiano, il Vaticano erige un baluardo definitivo a difesa della sua immagine e della bontà di fondo della conduzione delle “opere di religione” e dell’utilizzo degli strumenti finanziari per il bene della Chiesa e della sua missione.

Negli stessi giorni, in ogni caso, l’Europa ha aperto i battenti delle nuove authority finanziarie sovranazionali istituite come risposta di lungo periodo al collasso dei mercati nel 2007-2008. Esma, Eba, Eiopa (rispettivamente dedicate a coordinare la supervisione su Borse, banche ed enti assicurativi e previdenziali) nascono come strutture burocratiche: l’Italia può rallegrarsi di aver visto un brillante dirigente di Bankitalia, Andrea Enria, approdare al vertice dell’Eba.

Ma, per quanto bravi, non saranno i tecnocrati di una Ue a 27 a riordinare davvero i sistemi finanziari, a ridare stabilità e solidità alle istituzioni bancarie, a proteggere i risparmi dei cittadini, a favorire con il credito le imprese che devono rilanciarsi o che vogliono svilupparsi. Anche l’euro – direbbe Papa Ratzinger, strenuo propugnatore del riconoscimento costituzionale della cristianità dell’Europa - «non è una grande idea o una decisione etica, ma un’avvenimento».

Era l’incipit della “Deus caritas est”, la prima enciclica di Benedetto XVI. La successiva “Caritas in veritate”, una lettura della grande crisi economico-finanziaria, ha puntato il dito contro l’alienazione delle moneta e della finanza dal bene comune che – certamente per la Chiesa – resta l’esperienza fondamentale della «famiglia umana». E’ su questo sfondo che va correttamente apprezzato il passo della Santa Sede: che entra con pienezza nella comunità finanziaria internazionale anche per accelerare – nel suo ruolo - una riforma complessiva dei mercati finanziari.

Che «semper reformandi sunt» anche se stuoli di leader al G-20 e di tecnocrati al Fondo monetario internazionale e nelle sue succursali sono impegnati a tempo pieno da tre anni. La Chiesa – tacciata da sempre di ritmi secolari – il suo contributo d’esperienza, questa volta, lo ha voluto dare con più “sollicitudo rei socialis”, come recita una delle grandi encicliche di Giovanni Paolo II.

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