mercoledì 26 gennaio 2011

Il Papa richiama ai valori missionari: «Soldi e successo a scapito della morale»

Il vitello d’oro di biblica memoria non è scomparso. Oggi è in Occidente che si sta adorando il dio denaro. Papa Ratzinger da quando è stato eletto non si stanca di martellare su un concetto, che senza Dio l’uomo si impoverisce. Soprattutto nei Paesi più sviluppati dove tutto sembra passare in secondo piano.



Nel Messaggio scritto per la giornata mondiale missionaria (che quest’anno si celebra il 23 ottobre) Benedetto XVI mette in guardia dai danni prodotti dal «cambiamento culturale» prodotto dall’imperante relativismo, da movimenti di pensiero di stampo ateo e dalla globalizzazione. In pratica si vive «come se Dio non esistesse» esaltando soprattutto «la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali». Il materialismo fa fiorire una mentalità attratta dall’effimero, dal tutto e subito, lontana anni luce dal messaggio evangelico, dalla crescita responsabile, dal sacrificio. I risvolti sociali si vedono nell’affievolimento del senso del sacro, del senso comunitario, della stessa solidarietà.

La Giornata missionaria offre l’occasione per fare il punto sull’evangelizzazione che da decenni non riguarda più solo l’Africa o l’Asia, ma include anche l’Europa dove città un tempo cristiane si stanno allontanando dalla fede. La gente ormai non va più in chiesa nemmeno per sposarsi o per battezzare i propri figli. Molti vescovi del Nord Europa parlano di regioni desertiche (spiritualmente) da rievangelizzare. «Si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo lo hanno dimenticato e abbandonato» non riconoscendosi più nella Chiesa. Molti ambienti, «anche in società tradizionalmente cristiane sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola di Dio».

Richiamando Paolo VI, il Papa scrive nel Messaggio che l’animazione missionaria implica prestare un’attenzione particolare alla solidarietà. «Non è accettabile che nell’evangelizzazione si trascurino» la «promozione umana, la giustizia, la liberazione da ogni forma di oppressione, ovviamente nel rispetto dell’autonomia della sfera politica». E aggiunge che «disinteressarsi dei problemi temporali dell’umanità significherebbe dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso». La speranza del Papa è che i cristiani possano farsi missionari credibili per ravvivare il desiderio e la gioia di andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo.

http://www.ilmessaggero.it

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