I magistrati sono stati in Congo per interrogare il prete che per primo avrebbe fatto la scoperta. Il fratello della studentessa uccisa: “Preti, parlate, il talare non vi protegge”.
Il corpo di Elisa Claps, scoperto ufficialmente il 17 marzo del 2010 nel sottotetto della chiesa Ss. Trinità di Potenza a 17 anni dalla scomparsa, era visibile già dal 2008. A stabilirlo è la perizia botanica richiesta dalla procura di Salerno. Inoltre, in un articolo pubblicato oggi, il quotidiano «La città di Salerno» ipotizza che i preti sapessero di Elisa già due anni fa. «La famiglia ora ha la certezza che il corpo è stato trovato nel 2008”, dice il fratello di Elisa, Gildo Claps. “Abbiamo tutti i riscontri confortati dai dati forniti dalle perizie. Mi rivolgo nuovamente ai sacerdoti: se sapete parlate perché il fatto di indossare una talare non vi mette al riparo da conseguenze penali”.
Secondo il quotidiano salernitano, i preti del tempio potentino sapevano della presenza del corpo di Elisa Claps nel sottotetto della chiesa già dal 2008 e i magistrati di Salerno, che indagano sull’omicidio della studentessa, sono stati in Congo la scorsa estate per interrogare don Guy Noel Okamba, il giovane sacerdote congolese che ha affiancato l’anziano parroco della Trinità, don Mimì Sabia, nella reggenza della chiesa da marzo 2008. Sarebbe stato don Noel, durante alcuni sopralluoghi per «verificare lo stato di abbandono e decadimento in cui versavano alcuni locali dei piani superiori dove c’erano gravissime infiltrazioni d’acqua», a scoprire il corpo di Elisa «sepolto da un cumulo di tegole e altro materiale». Poi il prete «informa i suoi superiori dello scioccante ritrovamento. O, almeno, è altamente probabile che lo abbia fatto. Fatto sta - continua l’articolo - che la reggenza della Trinità gli viene tolta di lì a poco e qualche tempo dopo Don Noel viene rispedito inaspettatamente in Congo, diocesi di Owando».È lì che l’estate scorsa lo hanno rintracciato i magistrati di Salerno.
Analizzando le foglie e i semi alati di acero che erano presenti sui resti di Elisa, il perito botanico, «dallo stato di conservazione», ha stabilito che risalivano a «due anni prima», quindi al 2008. La perizia merceologica, inoltre, affidata alla paleontologa Eva Sacchi, ha stabilito che dopo l’omicidio, l’assassino coprì il cadavere con tegole e calcinacci: materiale edile che al momento del ritrovamento, a marzo 2010, non era più presente nel sottotetto. Che fine aveva fatto quel materiale? È partendo da questo interrogativo che gli investigatori sono riusciti a stabilire la data presunta del primo vero ritrovamento della salma di Elisa: il 22 maggio del 2008, giorno della festa della Polizia. Un testimone riferì agli inquirenti di aver visto, nella piazzetta alle spalle della chiesa, «un cumulo di materiale edile di risulta» e riportò anche di un atto vandalico: «qualcuno danneggiò la vetrina di un negozio con una pietra presa proprio da quel cumulo di rifiuti». Il testimone disse anche di ricordare perfettamente la data perchè era il giorno della festa della Polizia dell’anno 2008, ovvero il 22 maggio.
«Mi rivolgo a tutti coloro che sanno e non hanno detto nulla di ciò che hanno visto”, dice Gildo Claps. “Fatevi avanti perché comunque tutti i tasselli del puzzle stanno andando a posto e coloro che non hanno responsabilità diretta nell’omicidio di Elisa dovrebbero avere tutto l’interesse ad aiutare la magistratura nella ricostruzione di ciò che è accaduto». Il fratello di Elisa si rivolge in particolar modo agli operai della ditta edile che hanno comunicato, a marzo 2010, la presenza del cadavere nel sottotetto: «Dicano finalmente quello che hanno visto, perché altrimenti nel momento in cui venisse accertata la loro presenza sul luogo del delitto potrebbero incorrere in responsabilità penali pesantissime».
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