Sul caso Ruby Bagnasco critica Berlusconi ma se la prende anche con “l’ingente mole” di strumenti di indagine
‘Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci – veri o presunti – di stili non compatibili con la sobrieta’ e la correttezza, mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l’ingente mole di strumenti di indagine’. Lo afferma il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, in uno dei passaggi in cui, pur senza citarlo, fa riferimento in modo piu’ diretto al caso Ruby. ‘In tale modo, passando da una situazione abnorme all’altra – avverte Bagnasco – e’ l’equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonche’ l’immagine generale del Paese’.
L’ONORE DELLA POLITICA – Il cardinale Angelo Bagnasco, aprendo i lavori del consiglio episcopale permanente, ha riaffermato questo pomeriggio i criteri di fondo che devono presiedere all’azione e al ruolo di chi ha un mandato politico – cioe’ – misura, sobrieta’, disciplina e onore – e ha richiamato l’articolo 54 della Costituzione questi cardini stabilisce. “La vita di una democrazia – sappiamo – si compone di delicati e necessari equilibri – ha affermato il cardinale – poggia sulla capacita’ da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioe’ con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative”. “Muoversi secondo una prospettiva di responsabilita’ – ammoniva il Papa in occasione dell’ultima Settimana Sociale, ha aggiunto il presidente della Cei - comporta la disponibilita’ ad uscire dalla ricerca del proprio interesse esclusivo per perseguire insieme il bene del Paese” . “Come ho gia’ avuto modo di dire – ha proseguito il cardinale – chiunque accetta di assumere un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrieta’, della disciplina e dell’onore che esso comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda”.
http://www.giornalettismo.com/
Nessun commento:
Posta un commento