«Non vi sono forse numerose situazioni nelle quali, purtroppo, il diritto alla libertà religiosa é leso o negato? Questo diritto dell'uomo non é forse troppo spesso messo in discussione o violato?». Così il Papa nel corso di un'udienza in Vaticano si é rivolto ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa sede. In Occidente, oggi, ha detto Benedetto XVI, «ci troviamo di fronte ad altri tipi di minacce contro il pieno esercizio della libertà religiosa» rispetto a quelle subite dai cristiani in Medio Oriente e in altri Paesi. Benedetto XVI ha anche annunciato «con soddisfazione» che le Autorità vietnamite hanno accettato che la Santa Sede designi «un rappresentante, che esprimerà con le sue visite alla cara comunità cattolica di quel Paese la sollecitudine del Successore di Pietro». Attualmente sono 178 gli Stati che intrattengono relazioni diplomatiche piene con la Santa Sede.
No ai corsi di educazione sessuale contrari alla fede
Anche in tema di educazione, per il Papa si profila «un'altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un'antropologia contraria alla fede e alla retta ragione».
Ci sono paesi dove la religione è emarginata
Il Papa ha fatto riferimento «a Paesi nei quali si accorda una grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, ma dove la religione subisce una crescente emarginazione». E ha lanciato un appello alle autorità dei Paesi dell'area mediorientale, tra cui l'Iraq, e ai «capi religiosi musulmani», che devono «operare affinchè i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza». Benedetto XVI ha anche parlato «dell'urgente necessità per i governi della regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose». E non è sufficiente «una proclamazione astratta della libertà religiosa».
Sulla libertà religiosa bacchetta la Cina e incoraggia Cuba
Papa Ratzinger ha citato anche la Cina e Cuba. «Il mio pensiero - ha detto - si volge di nuovo verso la comunità cattolica della Cina continentale e i suoi pastori, che vivono un momento di difficoltà e di prova. D'altro canto, vorrei indirizzare una parola di incoraggiamento alle autorità di Cuba, paese che ha celebrato nel 2010 settantacinque anni di relazioni diplomatiche ininterrotte con la Santa sede, affinché il dialogo che si é felicemente instaurato con la chiesa si rafforzi ulteriormente e si allarghi». Benedetto XVI ha definito oggi come una «manifestazione dell'emarginazione della religione e, in particolare, del cristianesimo» il fatto di «bandire dalla vita pubblica feste e simboli religiosi, in nome del rispetto nei confronti di quanti appartengono ad altre religioni o di coloro che non credono». Per il Santo Padre agendo così «non soltanto si limita il diritto dei credenti all'espressione pubblica della loro fede, ma si tagliano anche radici culturali che alimentano l'identità profonda e la coesione sociale di numerose nazioni».
Il Papa si rallegra per l'adozione della risoluzione europea sull'obiezione di coscienza
Per il Papa «si tende a considerare la religione, ogni religione, come un fattore senza importanza, estraneo alla società moderna o addirittura destabilizzante, e si cerca con diversi mezzi di impedirne ogni influenza nella vita sociale. Si arriva così a pretendere che i cristiani agiscano nell'esercizio della loro professione senza riferimento alle loro convinzioni religiose e morali, e persino in contraddizione con esse, come, per esempio, là dove sono in vigore leggi che limitano il diritto all'obiezione di coscienza degli operatori sanitari o di certi operatori del diritto». Nel discorso d'inizio anno al Corpo diplomatico il Papa si è «rallegrato» per «l'adozione da parte del Consiglio d'Europa, nello scorso mese di ottobre, di una risoluzione che protegge il diritto del personale medico all'obiezione di coscienza di fronte a certi atti che ledono gravemente il diritto alla vita, come l'aborto».
La pace è il primo dei diritti dell'uomo
Il Papa ha anche ricordato che la pace, primo dei diritti dell'uomo, «si costruisce e si conserva solamente quando l'uomo può liberamente cercare e servire Dio nel suo cuore, nella sua vita e nelle sue relazioni con gli altri». (N.Co.)
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