Per sconto dalla società di gestione
Undici dei ventuno lavoratori ex Siram dell’Aula liturgica San Pio di San Giovanni Rotondo, che svolgono servizi di manutenzione nella struttura, costruita su progetto di Renzo Piano e consacrata nel 2004, da due giorni sono senza lavoro. Alla base di questi licenziamenti il nuovo contratto d’appalto che lega l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, proprietario dell’Aula liturgica, con la Siram, società milanese specializzata nella gestione di strutture pubbliche.Così per nove dipendenti dal 15 gennaio è scattata la procedura di messa in mobilità prevista dalla legge, mentre altri due lavoratori con contratto a termine non sono tutelati da alcun ammortizzatore sociale. Una situazione certamente pesante, se si considera che i lavoratori sono tutti del posto e che la provincia di Foggia è una delle ultime dieci province d’Italia per numero di occupati (classifica del “Sole 24 Ore”). I sindacati, dopo una prima riunione senza esito lo scorso 30 dicembre, continuano a fare appello a tutte le istituzioni presenti sul territorio foggiano per risolvere la situazione.
Dal canto loro i Cappuccini rilasciano attestati di solidarietà cristiana nei confronti degli sfortunati dipendenti, ma sottolineano che il rapporto giuridico intercorre tra la società appaltante Siram e i suoi dipendenti; se la vedano tra loro insomma. Comunque per ora si attende il rientro dall’Africa, dove si trova per motivi legati alla missione religiosa, del ministro dei Cappuccini della provincia di Foggia, frate Francesco Colacelli.
La nuova chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo può accogliere 6.000 pellegrini seduti più diverse migliaia in piedi in circa 6.000 metri quadrati di spazio. La struttura dedicata al frate di Pietrelcina è illuminata da 1.500 lampadine da 13 a 150 watt. Ventilazione e riscaldamento sono garantiti da 16 unità di trattamento e 2 scambiatori di calore. A tutto questo si deve aggiungere il servizio di sorveglianza necessario per difendere l’immensa chiesa da vandali e ladri che cercano di portare via le monete che i fedeli lasciano nelle vasche a velo per i poveri. Ma ora il personale preposto a questi compiti ha subito un amaro dimagrimento.
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