venerdì 14 gennaio 2011

Pubblicità, polemiche per uso simboli religiosi

Alla fiera Pitti Uomo, al via oggi a Firenze, sotto accusa l’immagine-choc presentata da Cantarelli, mentre a Milano oscurati i cartelloni del marchio Chionna.


La riproduzione di una piccola chiesa nello stand di Cantarelli alla 79ma edizione di Pitti Uomo, con tanto di panche, inginocchiatoi, confessionali e altare su cui domina un dipinto che raffigura un uomo nella posizione della crocifissione (senza sangue, chiodi e croce), vestito con un abito sartoriale ha scatenato le polemiche sull’uso di simboli religiosi nella pubblicità. Critici Gabriele Toccafondi (Pdl) - “Io da cristiano mi sento offeso dall’immagine usata a Pitti. Qualcuno usa i simboli cristiani per farsi pubblicità” - e don Giovanni Momigli, direttore dell’ufficio per la pastorale sociale e lavoro della diocesi di Firenze - “Dispiace che, mentre da una parte si tenti di estromettere la religione dalla vita sociale, come avviene con la questione del presepe o del crocifisso, dall’altra si ricorra ad immagini chiaramente religiose ma sterilizzate e trasformate nel loro senso e nel loro contenuto per fini pubblicitari”.
Sotto accusa invece a Milano i mega cartelloni pubblicitari di una nota casa di abbigliamento, sparsi in tre delle principali arterie cittadine, sui quali è raffigurato Gesù in croce con lo slogan “Perdona loro perché non sanno quello che indossano”. Sono stati oscurati con un blitz dai militanti dell’associazione “Fare Occidente”, che lo hanno ricoperto con grandi strisce di carta recanti la scritta “Pubblicità blasfema, vergogna”.

http://city.corriere.it/

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