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sabato 24 gennaio 2015

Suora di clausura partorisce un bimbo Il convento: "Non è una consorella"



Arrivata nel convento del Maceratese nel giugno dell'anno scorso, la religiosa è di origine sudamericana. Ma la Badessa smentisce: "Nessuna consorella ha messo al mondo un bimbo".
Una giovane suora di clausura, di origine boliviana e di 35 anni, ha partorito un bimbo all'ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche (Macerata). Quando è arrivata in ospedale, portata dalle consorelle preoccupate per la sua salute, lamentava un forte mal di pancia. Eseguita l'ecografia, la verità è risultata subito chiarissima e la suora, domenica, è stata trasferita in ostetricia, dove poche ore dopo ha dato alla luce un bimbo. Grande riserbo viene mantenuto sulla vicenda. La religiosa avrebbe però confidato ai medici la decisione di tenere il figlio e verrà probabilmente affidata a una comunità di accoglienza. Per il momento, il bebè è stato condotto per accertamenti nella Neonatologia dell'ospedale di Macerata. Sarebbe in buone condizioni di salute, ma essendo nato dopo una gravidanza svoltasi senza controlli sanitari, si è preferito sottoporlo ad analisi più accurate. Nessun commento per ora da parte del vescovo di Camerino Francesco Brugnaro.
A San Severino i conventi di clausura sono due, Santa Rita e Santa Caterina, ma nella zona ci sono numerose altre strutture religiose. La Madre Abbadessa del monastero di Santa Santa Chiara di San Severino ha chiarito che la suora che ha partorito non è "di clausura" in uno dei conventi della zona. "La vicenda - ha detto - non riguarda alcuna sorella clarissa della nostra comunità, né consorelle di monasteri della zona". "Desidero affermare ciò - ha aggiunto - in modo categorico per fugare ogni dubbio e smentire le inesatte informazioni che circolano in questo momento e che hanno spinto molti giornalisti a rivolgersi al nostro indirizzo". Suor Rosella tiene a difendere "il significato della nostra scelta di vita", e assicura che "nessuna suora di clausura degli 8 conventi della Diocesi di Camerino-San Severino ha messo al mondo un figlio".
LA VERSIONE DEL CONVENTO - Dal convento delle Sorelle missionarie dell'Amore del Cuore di Cristo di San Severino Marche assicurano che la giovane che ha partorito "non è una suora, è una ragazza che stiamo aiutando". Di sicuro però si sa che viene dalla Bolivia e la sua età. Diverse fonti garantiscono che si tratti proprio di una religiosa, ma le consorelle non hanno voluto aggiungere nient'altro, senza spiegare neanche se la donna abbia o meno preso i voti. Intanto si è saputo che è stata dimessa dall'ospedale.
Unione Sarda

lunedì 21 febbraio 2011

Suora spagnola cacciata dal convento perché stava troppo su Facebook


Una suora spagnola è stata espulsa dal suo convento perché passava troppo tempo su Facebook.
In realtà, a noi sembra più verosimile che le sue consorelle fossero invidiose dei 600 amici di suor Maria Jesus Galan, del convento di Santo Domingo el Real di Toledo, in Spagna, e della sua dimestichezza con il computer.
Oltre che mantenere i contatti con i suoi amici di Facebook,infatti, la sorella usava l’unico computer del convento per digitalizzare musica e per fare qualche piccola operazione bancaria. Pare che sia troppa tecnologia tutta insieme per le altre ospiti del convento. E così a suor Maria Jesus Galan è stato chiesto di lasciare il convento che si è trincerato dietro il silenzio davanti alle insistenti domande dei media.
L’unica motivazione fornita dalle sorelle è stata che tutto quello stare su Facebook aveva reso “impossibile vivere con suor Galan”. Non chiedeteci cosa voglia dire perché resta un mistero.
Adesso suor Galan è tornata a vivere con la madre dove speriamo possa godere di una connessione ad alta velocità e di un computer tutto per lei. (c.c.)


http://www.gizmodo.it/ 

venerdì 21 gennaio 2011

Rosemary Lynch, muore la suora-simbolo del pacifismo cattolico americano

Dalla protesta contro gli esperimenti locali alla disobbedienza civile: una religiosa francescana famosa in tutto il mondo per il suo impegno civile
La suora francescana Rosemary Lynch, alfiere del pacifismo cattolico americano, è morta a Las Vegas, negli Stati Uniti, all’età di 94 anni. Era nata a Phoenix, in Arizona nel 1917 e aveva fatto la sua professione religiosa 76 anni fa. Aveva vissuto a Roma tutta la stagione del Concilio Vaticano II.
ALFIERE DELLA NON-VIOLENZA – Poi era tornata negli Stati Uniti, vivendo francescanamente l’amore per i poveri e per la pace, diventando ben presto maestra di pace e di nonviolenza. Nel 1985 le edizioni Borla di Roma pubblicarono la sua autobiografia curata da Gianni Novelli, direttore del Cipax – Centro interconfessionale per la pace di Roma. E’ stato lo stesso Novelli a dare oggi la notizia della scomparsa. Fino a un paio di anni fa suor Lynch partecipava alle manifestazioni pacifiste nel deserto del Nevada, di fronte alle basi nucleari. Nella sua congregazione francescana suor Rosemary Lynch fu anni insegnante nel Montana. Nel 1960 il Capitolo generale della Congregazione la elesse consigliera generale cosicche’ dovette trasferirsi a Roma. Ebbe cosi’ occasione di conoscere le diverse esperienze delle comunita’ religiose in tutto il mondo. L’evento piu’ decisivo fu pero’ la partecipazione diretta alla stagione del Concilio Vaticano II e poi ai lavori della Commissione Justitia et Pax.
GLI ESPERIMENTI NUCLEARI - Dall’ottobre 1976 tornò negli Stati Uniti, in una piccola comunita’ francescana a Las Vegas.  Qui scopri’ nuovi mondi ignorati dalla maggior parte dei frequentatori della folle citta’ del gioco d’azzardo: gli esperimenti nucleari nel deserto del Nevada, con tutte le loro vittime umane e la distruzione della natura, ma anche le forme di opposizione pacifista. Dal mercoledi’ delle Ceneri del 1982 con un gruppo di frati, suore e laici inizio’ a passare la quaresima davanti all’ingresso del luogo degli esperimenti nucleari, il Nevada Test Site, in preghiera, digiuno e gesti disobbedienza civile. Sia suor Rosemary che altre decine di persone sono state arrestate e processate per questi ed altri gesti di disobbedienza civile. Nel 1983 la religiosa fu invitata a partecipare ad alcune attivita’ di donne per la pace a Comiso e a Catania. Da allora e’ tornata frequentemente in Italia dove e’ particolarmente amata la sua testimonianza di “francescana e pacifista”.

http://www.giornalettismo.com

Scheletro di una suora in valigia: arrestato monaco cipriota

Il religioso è stato fermato all’aeroporto di Atene. La sua giustificazione: sono i resti di una santa.
Un monaco cipriota è stato sorpreso all’aeroporto di Atene mentre trasportava nei suoi bagagli lo scheletro di una suora. Il personale di sicurezza dello scalo ha scoperto che l’uomo, 56enne, aveva con sè cranio ed altri resti avvolti un un panno. Fermato, con le autorità si è in un primo momento giustificando affermando di conservare le reliquie di una santa e di essere in procinto di trasferirle nel suo monastero. Si tratta di quel che rimane di una suora di un covnento cipriota morta quattro anni fa, ha fatto sapere la polizia.
SANTI E SOLDI – Venerare i resti scheletrici dei santi è una antica tradizione greco-ortodossa. Una setta all’interno della Chiesa potrebbe aver venerato quel che rimane della suora anche se non di tratta ufficialmente di un santo. Tutto potrebbe essere mosso da interessi economici. In molte chiese le reliquie venerate vengono mostrate ai fedeli e viene data loro la possibilità di toccarle o baciarle. E di fianco viene accuratamente posto un box per la raccolta di donazioni. “Sembra essere l’opera di mascalzoni con interesse finanziario”, ha affermato – non a caso – l’arcivescovo di Cipro Chrysostomos ai giornalisti che lo hanno interrogato sul caso. Il monaco è stato liberato. Ma sul suo capo pesa l’accusa di furto e profanazione dei morti, in Grecia un reato. E’ stato sospeso anche sospeso dalla sua funzione monastica per tre mesi.

http://www.giornalettismo.com/

Frate preso con suora in borsa

L’agenzia Reuters dà notizia di un frate cipriota fermato all’aeroporto di Atene con lo scheletro di una suora nella valigia. L’uomo ha spiegato alle autorità doganali greche che stava riportando le reliquie di una santa al suo monastero. Il personale di sicurezza aveva trovato nel bagaglio un teschio e delle ossa avvolti in un lenzuolo. A un controllo ulteriore sono risultati essere di una suora deceduta da circa quattro anni e non ancora canonizzata né dalla Chiesa Ortodossa Greca né da quella Cipriota. La venerazione dei resti scheletrici di religiosi morti in odore di santità è comunque comune a entrambe le confessioni. (Fonte), (Foto)

http://www.essentialnews.net/