L'Europa è troppo cristiana. Dirlo in un'epoca di immigrazione islamica martellante e di violenze ai danni dei credenti occidentali sembra una battuta di cattivo gusto; eppure il vice premier turco Ali Babacan, ospite del World Economic Forum a Davos, sembra pensarlo seriamente. Babacan, in un incontro assieme al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha definito l'Unione europea un "club per cristiani", ripiegati in loro stessi e chiusi all'allargamento. "
INGRESSO A RISCHIO - "Abbiamo sempre pensato che l’Ue rappresentasse un grande processo di pace", ha detto il politico turco. "Invece in processo di allargamento è letteralmente in stallo e la politica della 'porta apertaì non è più lì". Babacan ha aggiunto uno dei motivi dell'ostilità all’ingresso della Turchia in Ue sarebbe proprio questa predominanza cristiana. Ankara ha iniziato la procedura per l’ingresso in Ue nel 2005 ma il processo si è fermato per via dell’opposizione di alcuni membri. "Tutti cercano di capire cosa succederà - ha aggiunto il vice premier - e che tipo di Europa ne uscirà sarà di immensa importanza per la nostra area".
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È sorprendente vedere come la Chiesa cattolica abbia a cuore i poveri e quanto tenga a distinguersi da essi.
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lunedì 31 gennaio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
BAGNASCO: IN EUROPA RISCHIO ESCLUSIONE DELLA CHIESA
Il rischio che possa esistere una "volonta' graduale e sottile di presentare la Chiesa Cattolica come incompatibile con lo spirito della Costituzione Europea" e' stato denunciato dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Cei. "Culla della cultura cristiana, il Vecchio Continente - ha detto il cardinale intervenendo al Circolo di Roma sul tema delle radici cristiane d'Europa - paradossalmente e' anche il luogo dove si e' sviluppata la cultura che piu' radicalmente oggi contraddice le tradizioni religiose. Un rifiuto non solo del cristianesimo ma della dimensione religiosa".
La Costituzione Europea, ha osservato in proposito il presidente della Cei, "e' di fatto caratterizzata da due no, il primo a Dio, citato invece esplicitamente in alcune Carte nazionale come quella della Polonia, e l'altro al riconoscimento delle radici ciristiane".
Per Bagnasco, "le ragioni invocate per dire questi no, cioe' il non voler ferire la sensibilita' delle minoranze, in realta' non convincono".
"L'Europa - ha rilevato - e' la zona del mondo a piu' alto rischio dal punto di vista dell'umanesimo, in quanto perseguito il disegno di costruire un mondo senza Dio". "Se non ci sara' - ha osservato ancora il cardinale - lo scontro tra religioni, nonostante tutti segnali che ci addolorano, certo assistiamo a uno scontro tra la visione, che avanza, di una radicale emancipazione dell'uomo fino a negare Dio e le grandi culture umanistiche che sono tutte di tradizione religiosa. Si costruisce infatti una societa' che esclude sistematicamente il Divino proprio nel Continente dove il cristianesimo ben prima del Rinascimento ha affermato la dignita' piena di ogni uomo in quanto appartenente alla famiglia umana". .
http://www.agi.it
La Costituzione Europea, ha osservato in proposito il presidente della Cei, "e' di fatto caratterizzata da due no, il primo a Dio, citato invece esplicitamente in alcune Carte nazionale come quella della Polonia, e l'altro al riconoscimento delle radici ciristiane".
Per Bagnasco, "le ragioni invocate per dire questi no, cioe' il non voler ferire la sensibilita' delle minoranze, in realta' non convincono".
"L'Europa - ha rilevato - e' la zona del mondo a piu' alto rischio dal punto di vista dell'umanesimo, in quanto perseguito il disegno di costruire un mondo senza Dio". "Se non ci sara' - ha osservato ancora il cardinale - lo scontro tra religioni, nonostante tutti segnali che ci addolorano, certo assistiamo a uno scontro tra la visione, che avanza, di una radicale emancipazione dell'uomo fino a negare Dio e le grandi culture umanistiche che sono tutte di tradizione religiosa. Si costruisce infatti una societa' che esclude sistematicamente il Divino proprio nel Continente dove il cristianesimo ben prima del Rinascimento ha affermato la dignita' piena di ogni uomo in quanto appartenente alla famiglia umana". .
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domenica 23 gennaio 2011
Il prete brucia-Corano voleva andare in Europa, ma l’hanno cacciato
Terry Jones, il pastore protestante che aveva inventato il Burn a Koran Day era stato invitato a parlare in Inghilterra. Ma il governo Cameron l’ha rifiutato.
“Entrare in Inghilterra è un privilegio, non un diritto”: con queste parole il governo di Sua Maestà Britannica, guidato da David Cameron, ha rifiutato il visto d’ingresso nel Regno Unito a Terry Jones, il controverso pastore protestante che l’anno scorso, in occasione dell’anniversario dell’attentato di Al Qaeda alle Torri Gemelle, 11 settembre, aveva inventato e promosso l’”International Burn-a-Koran Day”, la giornata internazionale per dare alle fiamme il testo sacro della religione musulmana.
BRUCIARE CORANI OLTREOCEANO – Il religioso era stato invitato ad una conferenza da parte di un gruppo religioso anti-islamico, dal rassicurante nome di “England Is Ours”, l’Inghilterra è nostra. Ne parlano i media irlandesi.
Anche se queste notizie sono davvero scoraggianti dobbiamo stare calmi e rispettare la legge. Il Pastore Jones ha dei nipotini in Inghilterra, che ora non sarà in grado di poter visitare. Per favore, cogliete l’occasione per scrivere al vostro Deputato di riferimento chiedendo che il ministero revochi questa esclusione.
http://www.giornalettismo.com/
“Entrare in Inghilterra è un privilegio, non un diritto”: con queste parole il governo di Sua Maestà Britannica, guidato da David Cameron, ha rifiutato il visto d’ingresso nel Regno Unito a Terry Jones, il controverso pastore protestante che l’anno scorso, in occasione dell’anniversario dell’attentato di Al Qaeda alle Torri Gemelle, 11 settembre, aveva inventato e promosso l’”International Burn-a-Koran Day”, la giornata internazionale per dare alle fiamme il testo sacro della religione musulmana.
BRUCIARE CORANI OLTREOCEANO – Il religioso era stato invitato ad una conferenza da parte di un gruppo religioso anti-islamico, dal rassicurante nome di “England Is Ours”, l’Inghilterra è nostra. Ne parlano i media irlandesi.
A un predicatore americano che ha causato una rivolta globale minacciando di bruciare il Corano è stato impedito di visitare l’Inghilterra, secondo quanto comunica il governo. Il pastore della Florida Terry Jones era stato invitato in Inghilterra da un gruppo critico dell’immigrazione islamica nel paese.Ma, come dicevamo, il gabinetto di Sua Maestà guidato da David Cameron ha avuto le idee molto chiare nel respingere al mittente le intenzioni sia del prete che del gruppo religioso.
“Questo governo si oppone all’estremismo in ogni forma e questo è il motivo per il quale abbiamo escluso il pastore Terry Jones dal Regno Unito. Numerosi commenti fatti dal pastore Jones sono prove del suo inaccettabile comportamento”, ha riferito un portavoce del ministero degli Interni inglese. “Entrare nel Regno Unito è un privilegio e non un diritto, e non siamo intenzionati ad accettare persone la presenza delle quali non favorisce il bene pubblico. L’uso dei poteri di esclusione è una decisione molto seria, che quindi non è stata affatto presa con leggerezza o con l’intenzione di fermare un libero dibattito.CONTROMISURE – Jones, non soddisfatto, annuncia che non è per nulla intenzionato a tornarsene a casa.
“Chiederemo che la nostra posizione venga riconsiderata e il divieto rimosso. Pensiamo che questa decisione sia contraria ai nostri diritti umani in materia di circolazione e di libertà di parola.Il portale del gruppo che aveva invitato Jones, per contro, è già sulle barricate: invita tutti gli utenti e i simpatizzanti a scrivere al Parlamento per rimuovere il blocco inflitto al religioso.
Anche se queste notizie sono davvero scoraggianti dobbiamo stare calmi e rispettare la legge. Il Pastore Jones ha dei nipotini in Inghilterra, che ora non sarà in grado di poter visitare. Per favore, cogliete l’occasione per scrivere al vostro Deputato di riferimento chiedendo che il ministero revochi questa esclusione.
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