giovedì 20 gennaio 2011

Prostituzione di sacro bordo: un prete paga 45mila euro per tre rapporti sessuali

Processato un magnaccia per aver portato una meretrice ad un sacerdote austriaco

Traffico della prostituzione internazionale e truffa. Un ungherese di poco più di 50 anni è sotto processo per questi reati a Ried im Innkreis, media città dell’Alta Austria. L’accusato avrebbe un cliente molto particolare, un sacerdote cattolico della zona, presso il quale si è recata una donna ungherese procacciata dal magnaccia per servizi domestici, inclusivi di rapporti sessuali dietro lauto pagamento. Ulteriori versamenti di denaro sarebbero stati effettuati per pagare false spese mediche ai parenti della prostituta. Ennesimo raggiro subito dal prete austriaco, che però si professa innocente per quanto riguarda l’accusa di aver fatto sesso con la donna. Il coinvolgimento di un prelato ha portato alla chiusura al pubblico del processo, ma i particolari sono comunque trapelati alla stampa austriaca e al giornale più diffuso del Paese alpino, il Krone Zeitung.
PERPETUA EROTICA – Il prete dell’Alta Austria era alla ricerca di una perpetua con buoni dote da casalinga, e aveva messo alcuni annunci sui giornali locali per trovarla. L’uomo ungherese si è presentato con un falso nome al sacerdote, presentandogli una sua connazionale. La donna si è rivelata un disastro nelle faccende domestiche, non pulendo mai casa e lavando solo i suoi panni, mai quelli del prete. La signora ungherese ha però confessato di aver svolto altri servizi al sacerdote, ovvero di essere andata a letto tre volte con lui durante le poche settimane nelle quali ha soggiornato presso la canonica. Il magnaccia ungherese ha preteso dei soldi in cambio di queste prestazioni, e gli inquirenti stanno valutando se la transazione di 45mila euro effettuata sul conto dell’uomo da parte del prete sia la ricompensa per le prestazioni erotiche svolte dalla connazionale. Il sacerdote austriaco contesta la ricostruzione fornita dal magnaccia, e ha spiegato come quei soldi sarebbero serviti come anticipo per spese mediche della donna, tra le quali la cura del tumore delle madre, rivelatesi poi fittizi.
FEDELI IN DIFESA DEL PARROCCO – Accortosi della truffa e dopo aver constatato l’incapacità della sua nuova perpetua, il prete dell’Alta Austria avrebbe allontanato la sua perpetua. La donna ha però smentito quanto affermato dal suo ex datore di lavoro, e ha confermato i rapporti sessuali avuti col sacerdote in cambio di denaro Il processo è stato aggiornato a data da destinarsi, e il coinvolgimento di un religioso ha portato alla decisione della Corte di svolgere il dibattimento a porte chiuse. La Chiesa austriaca è da tempo nell’occhio del ciclone per i ripetuti casi di abusi sessuali coinvolti da sacerdoti sui minori. Il prete accusato ha comunque chiamato a testimoniare in sua difesa 3 fedeli della sua parrocchia, che hanno descritto l’uomo come estremamente timido e riservato. Tutti e tre i testimoni hanno rimarcato come sia improbabile che il loro sacerdote possa essere un cliente di prostitute, ma non hanno fornito elementi fattuali per scagionarlo da questa accusa.

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