domenica 23 gennaio 2011

Vescovo Padova: «Miotto non è morto da eroe, basta con l'esaltazione retorica»

«Certo sono dispiaciuto che questo giovane sia morto. Ma andiamo piano però con l'esaltazione retorica, non facciamone degli eroi. Quelle non sono missioni di pace». Sono le parole con cui il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, ha commentato la vicenda di Matteo Miotto, l'alpino di Thiene ucciso il 31 dicembre scorso in Afghanistan, incontrando i giornalisti per la ricorrenza del patrono, San Francesco di Sales.

Mattiazzo ha ricordato di non essere andato ai funerali privati di Miotto, a Thiene (la cittadina berica rientra nella diocesi patavina) perché «la Diocesi era comunque rappresentata», limitandosi ad inviare una lettera di cordoglio, letta in chiesa, nella quale si evidenziava «la scelta di alto valore» fatta dall'alpino. «I funerali per questi giovani sono doverosi - ha detto Mattiazzo - ma non sono d'accordo con una certa esaltazione retorica. Quelle non sono missioni di pace, vanno lì con le armi, e quindi il significato è un altro, non dobbiamo dimenticarlo».

Francesco Miotto, il papà di Matteo, ha replicato ricordando che il sacerdote che aveva celebrato l'omelia funebre «la pensava in maniera completamente diversa, questo per me è importante».

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