mercoledì 26 gennaio 2011

Fedeli 2.0, il Web secondo i credenti

Siano benedetti Internet e tutti i social network, anche se con le dovute cautele. Si può riassumere così il messaggio di Benedetto XVI durante la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali in cui il Papa ha dato il suo placet all’utilizzo della Rete per testimoniare il verbo, a patto che venga fatto con correttezza e onestà. «La presenza sulle reti sociali» dice il Pontefice «può essere il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l’altro» in cui, però, bisogna stare attenti a «evitarne i pericoli» come «rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo o l’eccessiva esposizione al mondo virtuale». Benedetto XVI invita i cattolici dunque a frequentare la Rete e i social network come Facebook ma, allo stesso tempo, chiede di farlo con uno «stile cristiano», ovvero senza utilizzare falsi account ma testimoniando la fede «con coerenza, nel proprio profilo digitale».
Quello che sembra un messaggio rivoluzionario, in realtà, non è altro che un ufficializzare da parte della massima autorità della chiesa cattolica un fenomeno che in Rete ha preso il sopravvento da anni, con una prima crociata virtuale che ha visto all’inizio del 2000 spuntare una moltitudine di siti e blog creati da fedeli e praticanti, insieme ai siti ufficiali che sono in Rete sin dagli albori e appartengono a tutti gli ordini e le confessioni: dai salesiani ai francescani, passando per gli ecumenici e i focolari. Oggi il portale del Vaticano è accessibile in otto lingue e viaggia sui 500 mila visitatori unici mensili, fonte Google Ad Planner, ma la Chiesa ha seguito sempre con interesse tutte i trend che si sono succeduti in rete. Basti pensare a quando, fra il 2006 e il 2007, Second Life rappresentava l’avanguardia del Web e, anche in quell’occasione, i cattolici erano in prima fila, soprattutto negli Stati Uniti dove era tutto un fiorire di parrocchie virtuali in cui venivano trasmesse in streaming le funzioni religiose e ci si poteva confessare con un prete in versione “avatar”, mentre in Italia spuntava la ricostruzione in 3D della Basilica di San Francesco d’Assisi.
Mark Zuckerberg
Gli ultimi tre anni, invece, hanno portato all’esplosione di gruppi, pagine e profili su Facebook. I nuovi templari di questo mondo virtuale, guardando solo allo scenario italiano, hanno messo sotto assedio il più frequentato social network in cui centinaia di profili personali dovranno recepire necessariamente il messaggio del Papa. Sono infatti le immagini sacre che, sulle bacheche degli utenti, sostituiscono i veri volti degli autori. Queste persone condividono un mondo tutto loro, fatto di messaggi che richiamano i testi delle scritture sacre e centinaia di video che circolano su Youtube, di stampo amatoriale, in cui le immagini dei santi sono accompagnate da letture dei Vangeli e della Bibbia fatte dagli stessi navigatori credenti.
Ma è sui gruppi e le pagine non ufficiali su Facebook che si è creato il vero fenomeno, con bacheche che aggregano da poche decine a migliaia di persone, concentrate ore e ore in rete a scambiarsi link, informazioni e consigli su come affrontare la vita secondo la dottrina cristiana. I nomi con cui si distinguono queste associazioni virtuali sono, per citarne alcune: “Dio è amore” (12895 “mi piace”), “Soltanto chi ha provato la tristezza di un pianto sa cosa vuol dire la gioia di un sorriso” (2041 iscritti al gruppo), oppure realtà virtuali più piccole ma molto aggiornate come “Andate e predicate” (110 membri) o “La famiglia dei pazzi, ma pazzi di Dio” (161 partecipanti). Mentre Benedetto XVI è al comando tra i profili di Facebook legati a figure cattoliche di una classifica virtuale basata sui “like” degli utenti, 48257 contro i 44603 di Gesù, la vera sfida, però, in casa Vaticano, si gioca su un altro campo e coinvolge gli utenti cattolici secondo regole che non riguardano la vita ultraterrena ma, anzi, decisamente quella legata a numeri e risultati come avviene nelle migliori aziende che investono su Internet.

La Chiesa, infatti, non è rimasta a guardare il Web 2.0 senza prenderne parte e il proselitismo su Facebook sembra fatto secondo marketing applicati a brand di successo. Sul social network più frequentato del mondo, profili legati a realtà cattoliche sono gestiti con strategie utilizzate da società che raccolgono iscritti. Si può provare a guardare chi vince nella corsa alla conquista del maggior numero di adepti virtuali, facendo un confronto fra due gruppi: Josper, dedicato all’Opera Romana Pellegrinaggi, e i Papaboys. Guardando le loro pagine, si trovano diversi profili, pagine e gruppi, ufficiali e non. I Papaboys, però, hanno attualmente la meglio in termini di numeri: l’account di redazione conta 4975 iscritti contro i poco più di mille di uno dei profili legati ai pellegrini, Jospers Travel. Per capire l’affare dietro attività di marketing on line su Facebook, qualora un ente o una società decidano di fare un tale investimento, ogni iscritto costa, a seconda delle campagne, del target di riferimento e delle attività che vengono svolte dagli specialisti della Rete, da poco meno di un 1 euro fino a oltre i 10. Si tratta di operazioni che consentono a chi gestisce i profili di far girare i contenuti con il passaparola, arma vincente per chiunque abbia interesse a far crescere il proprio network. L’Opera romana pellegrinaggi, l’anno scorso, durante il JospFest a Roma, aveva puntato su una community, esterna a Facebook, per creare un social network ad hoc dedicato ai viaggi dello spirito.
Oggi la piattaforma non è più on line e l’ente ha deciso di gestire i suoi contatti attraverso il social

network di Zuckerberg e il sito ufficiale, utilizzando però Posterous, sistema innovativo che il Web 2.0 offre per la gestione dei contenuti, per il blog ufficiale. Se l’attenzione di molti, oggi, si sofferma solo su Facebook, si rischia però di perdere di vista un altro trend in crescita anche in Italia, sulla scia sempre degli Stati Uniti dove mappe bibliche, web tv religiose, confessioni on line e community di fedeli affollano la Rete. Il Papa ha infatti parlato di reti sociali non a caso utilizzando il plurale, sebbene ancora non siano particolarmente sviluppati in Italia social network riservati solo ai credenti. Prometteva molto Faithbook.it che si presentava, un anno fa, come la nuova community cristiana ma che, oggi, rimanda messaggi di errore quando ci si iscrive. Crescono invece realtà web come Christiancafe.it, sito dei cristiani evangelici in cui è possibile condividere opinioni e leggere articoli e editoriali e Irc, social network degli insegnanti di religione cattolica. Il più moderno, però, è Pope2you.net, creato da Paolo Predini, autore dell’applicazione ”iBreviary”. L’app, concepita originariamente solo per iPhone, oggi può essere installata su tutti i device: iPad ma anche Android e Blackberry, quasi come per lanciare il messaggio: “Chi mi ama mi segua”… con ogni mezzo.

http://www.ilsecoloxix.it

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