sabato 30 luglio 2011

“Bestemmi su Facebook? C’è una multa da 300 euro”

L’Ansa scrive: il blog cattolico Pontifex ha presentato una denuncia per chiedere l’oscuramento dei gruppi blafemi

Il blog cattolico Pontifex dichiara guerra ai gruppi su Facebook che propagandano la bestemmia, denunciandoli penalmente e chiedendone ‘l’immediato oscuramento’.
DENUNCIA – La denuncia e’ stata presentata ai sensi dell’articolo 724 del Codice Penale – cosi’ come modificato da una sentenza della Consulta nel 1995 e da un decreto legislativo del 1999 -, che punisce ‘chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinita”. Pontifex chiede una sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro per ogni iscritto (‘reo di bestemmia’) ai gruppi Facebook di cui produce un dettagliato elenco chiedendone la chiusura: sono sette i gruppi del popolare social network nel mirino di Pontifex, tra cui la ‘Confraternita dei Frati bestemmianti’, il ‘Club della bestemmia’, ‘Radio Bestemmia’. “Siamo certi – dicono al blog e quotidiano cattolico – che la Polizia postale e lo staff di Facebook interverranno con solerzia’. (ANSA)



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mercoledì 20 luglio 2011

Polish priests threatened with jail for plagiarising sermons


Poland's 28,000 Roman Catholic priests have been told by church authorities that they may be fined if they are discovered to have plagiarised their sermons from the internet, and could even face up to three years in prison.
The church has published a self-help book on writing sermons to lure parish priests away from the growing habit of stealing the words of their fellow clergy.
Father Wieslaw Przyczyna, the co-author of To Plagiarise or not to Plagiarise, told Polish media that the guide had been written to address what had become an increasingly common problem, as more churches put their sermons online and an increasing numbers of priests used the internet.
Przyczyna, a sermon expert at Krakow's Pontifical Academy of Theology, added that the book's aim was to shame culprits and prompt them to confess what they had done.
"Unfortunately the practice has become more usual than not," he said. "But if a priest takes another priest's words and presents them as his own without saying where he got them from, this is unethical and against the rules of authorship."
Responses to the self-help guide suggest that the problem also exists in other parts of the world, particularly in Britain and America, where the practice has been dubbed "pastoral plagiarism". In the US, the Rev E Glenn Wagner, a former evangelical pastor, and the Rev Robert Hamm, a former minister, resigned in 2004 after admitting to lifting sermons.
Homilists - or experts in the art of religious discourse - argue that while it might be a popular view that no sermon is necessarily based on original thought, a priest should be encouraged to convey ideas in his own words to help foster better dialogue with his congregation.
The 150-page Polish guide is being sold to priests in for £6.
The church authorities have said they will start to carry out systematic checks in an attempt to clamp down on the practice and will rely on sharp-eared parishioners to compare online texts with those in Biblioteka Kaznodziejska, a monthly magazine that publishes sermons which have been delivered from the pulpit in Poland.
Church heads are also discussing the possibility of teaching trainee priests about the concept of intellectual property.
The main culprits are said not to be older priests, who often do not have access to the internet, but their more youthful counterparts.
Young priests turn to the web when they are less than proficient at public speaking, and particularly on a Saturday night when they are panicking about having nothing to say at mass the following morning, said Przyczyna.
But Przyczyna has already faced a backlash to his anti-plagiarism crusade. He told the online Catholic News Service that he had received complaints for "harassing priests and exposing their weaknesses".

domenica 17 luglio 2011

Greek nuns flee business fiasco

An entire order of nuns has fled a convent on the Greek-Bulgarian border after running up huge debts.
The nuns' knitting business, serving 25 shops across Greece, has crashed.
From mother superior to the most junior novice, the 55 nuns sought sanctuary in the Xenia convent in the hills of central Greece.
The Greek Holy Synod is trying to sort out their debts of some 760,000 euros (£500,000) and persuade them to come out of hiding.
As I walked past the small domed chapel towards the cloisters, bolts slammed across heavy wooden doors, keys clicked double locks into place and curtains twitched in the nuns' cells (bedrooms).
Their sentinel was a stooped, beetle-browed, elderly nun clutching a copy of the New Testament.
I asked her to confirm that this was indeed the hideout of the runaway order.
"So what?" she snapped back in Greek, "who wants to know?"
Then her tone softened. "If God wills it," she said, "someone will come and talk to you," and she despatched a novice to find out.
She quickly returned with the news that the mother superior was exercising her right to remain silent.
So I left as empty-handed as the nuns' creditors. According to the Kathimerini newspaper, they exacerbated their financial problems by going abroad to fashion shows to check out the latest designs in woollen garments.
Their assets may have to be liquidated and property belonging to their convent at Sidirokastro could be sold to pay off their debts.

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Il cardinale di Monaco : “I gay sono uomini falliti”

L’arcivescovo della capitale bavarese attacca con durezza gli omosessuali
Il cardinale di Monaco Reinhard Marx ha dichiarato durante il forum della Chiesa cattolica tedesca svoltosi a Mannheim che le lesbiche e i gay sono uomini falliti e distrutti.  Un commento molto aspro che ha suscitato subito vivaci polemiche, anche se finora il porporato bavarese non ha ritrattato
QUEI FALLITI DEI GAY - Durante il forum svoltosi a Mannheim, una delle principali città del Baden-Wuerttemberg, il cardinale di Monaco di Baviera ha rimarcato come gli omosessuali siano in buona sostanza dei falliti, delle persone distrutte con le quali la Chiesa cattolica dovrebbe cambiare completamente il proprio rapporto. Secondo il cardinale i gay sarebbero come i divorziati. Inoltre, il cardinale avrebbe aggiunto di non riuscire a comprendere come mai molti uomini non condividano o non riescano a trovare il tesoro della fede posseduto dai cattolici. L’associazione dei gay e delle lebische tedeschi ha definito molto gravi ed offensive le dichiarazioni del cardinale, rimarcando come nessun dialogo possa partire su queste basi.
CONSERVATORE VICINO A RATZY – Reinhard Marx è stato nominato cardinale da Ratzinger, dopo che Papa Giovanni Paolo II l’aveva scelto per guidare la diocesi di Monaco di Baviera, dal quale proviene l’attuale vescovo di Roma. Marx si è distinto in passato per posizioni di grande ortodossia, tanto che tolse i sacramenti ad un sacerdote che aveva officiato la comunione insieme ai protestanti. Allo stesso tempo aveva licenziato un’insegnate di religione che si era unita civilmente ma non sposata in chiesa. Al Parlamento bavarese Marx aveva ricordato come la religione non sia un fatto privato, ma che la stessa costituzione dello Stato tedesco debba essere legata alla dottrina della Chiesa. La durezza delle prese di posizioni anti gay della Chiesa sembra essere in qualche modo collegata alla prossima visita in Germania di Papa Benedetto XVI.

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giovedì 3 marzo 2011

Prete impicca elfo di Natale

Il Copenhagen Post riferisce della pena esemplare inflitta a un elfo di Babbo Natale dal pastore della Løkken Free Church di Vendsyssel, sulla penisola di Jutland, in Danimarca. Il Reverendo Jon Knudson spiega che ama molto il Natale ma non sopporta affatto gli elfi, che definisce: “creature del Diavolo” capaci di “far ammalare i bambini”. Descrive l’utilizzo degli esserini tra gli ornamenti della Stagione come “equivalente ad addobbare con bandiere naziste” e ha reagito a modo suo, inscenando l’impiccagione in effigie di un elfo sul frontale della chiesa. Il pupazzo però è stato salvato da un parrocchiano che ha fatto sapere che l’avrebbe tenuto al sicuro fino a dopo le Feste. E’ stato denunciato per furto dal prete, ma la polizia locale ha risposto che aveva di meglio da fare che occuparsi di elfi imbottiti… (Fonte), (Foto)

essentialnews

Svezia, la Chiesa ha coperto per 30 anni i preti pedofili?

Oggi il clero scandinavo ammette: per decenni i prelati sono stati liberi di fare quel che volevano. “Nessuna redenzione per loro”, dice ora il vescovo.
Troppo tardi, e troppo poco. Il commento del vescovo di Stoccolma Anders Arborelius dovrebbe essere sufficiente a rimarginare la ferita che la chiesa di Svezia ha inferto ai suoi fedeli e alla Chiesa intera? “Per lui, non ci sarà salvezza”, dice riferendosi al sacerdote pedofilo di recente morto. Altri due preti violentatori di bambini sono ancora vivi: in totale fanno tre. Tre preti, e la Chiesa di Svezia ha ammesso oggi che hanno compiuto le loro azioni criminali negli scorsi 30 anni, senza mai essere fermati o segnalati.
SAPEVANO? – Non è chiaro se la Chiesa Svedese li abbia coscientemente coperti. Di certo è improbabile che non sapesse, e di certo la macchia è indelebile.
La Chiesa Cattolica di Svezia ha confermato che tre preti avrebbero abusato sessualmente di bambini nello spazio di 30 anni. Si sa che i preti pedofili, uno dei quali è morto, avrebbero abusato sessualmente di complessivamente 5 bambini fra il 1940 e il 1970, delitto perciò ormai andato in prescrizione. L’arcivescovo di Stoccolma Anders Arborelius ha detto Sabato che non potrà esserci “alcuna redenzione” per i tre. Un prete ha abusato di due bambini, un altro ha abusato di una ragazza per quattro anni prima che se ne lamentasse. Il terzo prete avrebbe molestato due ragazze, sorelle fra di loro, mentre era in una relazione con la madre.

Tanto per non farsi mancare niente, diciamo.
NESSUNA GIUSTIZIA – Siccome tutte queste informazioni sono emerse solo in questi giorni come risultato di una indagine interna alla Chiesa di Svezia, è realistico che qualcuno sapesse anche prima. Ma tanto, nessuno renderà giustizia alle vittime perchè, come detto, la tagliola della prescrizione ha affondato ogni cosa. E inoltre, nessuno dei tre uomini è più nei ranghi della Chiesa, per cui nemmeno la palliativa sanzione ecclesiastica potrà essere applicata contro di loro.
Uno dei tre preti è morto, un altro si è spretato e il terzo non è stato identificato, dice la Chiesa. L’ex-prete, tuttora vivo, declina “del tutto” ciò che è scritto nel rapporto investigativo.
Se la Chiesa si fosse messa in moto più velocemente, forse il terzo prete avrebbe potuto essere individuato. Nelle parole del Vescovo praticamente una resa: il caso è prescritto, i preti sono irrintracciabili, non si prenderanno provvedimenti di alcun genere. Le vittime ringraziano.
“Molestare un minore è un crimine abietto che causa una vita di sofferenze. Per me non c ci dovrebbe essere prescrizione per l’abuso infantile”, dice il vescovo di Stoccolma in una nota. “La Chiesa Cattolica non potrà mai riparare ciò che è successo alle vittime, ma vogliamo che questa indagine dia loro almeno la verità. Visto che i crimini si sono verificati fra il 1940 e il 1970 non possono più essere perseguiti e la Chiesa non ha in programma di intraprendere nessun altra azione legale.

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mercoledì 2 marzo 2011

Pakistan, ucciso ministro cristiano Vaticano: "Difendere libertà religiosa"

Shahbaz Bhatti, unico cattolico del governo alla guida del dicastero sulle minoranze religiose, vittima di un agguato a Islamabad. i Taliban rivendicano. Si era battuto contro la legge sulla blasfemia e per la grazia ad Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte.

ISLAMABAD - Il ministro per le minoranze religiose del Pakistan, il cattolico Shahbaz Bhatti, è stato ucciso da un commando armato in un attentato a Islamabad. Lo ha riferito un portavoce del locale ospedale di Shifa, Azmatullah Qureshi. Bhatti, 35 anni, era stato appena confermato nell'incarico dopo un rimpasto di governo, nonostante le pressioni dei gruppi fondamentalisti islamici.

Negli ultimi mesi era stato minacciato di morte per aver chiesto di modificare la legge sulla blasfemia e per essersi batuto per la grazia per Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte nel giugno 2009 proprio in base a quella legge. Asia Bibi, madre di due figli, ribattezzata la "Sakineh cristiana", è in attesa del processo d'appello davanti alla Corte di Lahore. E' accusata di aver insultato Maometto durante una discussione con le colleghe, in Punjab. "Ringrazio Dio per avermi dato questa opportunità di continuare la mia lotta perle minoranze oppresse del Pakistan", aveva affermato Bhatti dopo la conferma nell'incarico, i cristiani e le altre minoranze sono cittadini del Pakistan e hanno gli stessi diritti di qualsiasi altro cittadini perchè i nostri padri hanno sacrificato la loro vita per il Paese". A gennaio Bhatti era stato tra i primi a condannare l'omicidio del governatore del Punjab, Salmaan Taseer, finito anche lui nel mirino degli integralisti per aver chiesto di abolire la legge sulla blasfemia.

Sul luogo dell'attentato sono stati trovati volantini dei taliban pachistani. Da una prima ricostruzione, Bhatti era da poco uscito di casa con la sua auto, non blindata e senza scorta, quando da una vettura bianca gli sono stati sparati una ventina di colpi. L'auto degli attentatori si è immediatamente allontanata. L'attentato è avvenuto nei pressi del mercato di un quartiere residenziale della capitale. Bhatti è deceduto durante il trasferimento in ospedale. Le tv hanno mostrato le immagini della vettura crivellata di colpi.

L'assassinio del ministro pachistano "è un nuovo fatto di violenza di terribile gravità. Esso dimostra quanto siano giusti gli interventi insistenti del Papa a proposito della violenza contro i cristiani e contro la libertà religiosa in generale", ha commentato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. "Bhatti - ha detto ancora il gesuita - era il primo cattolico a ricoprire un tale incarico. Ricordiamo che era stato ricevuto dal Santo padre nello scorso settembre e aveva dato testimonianza del suo impegno per la pacifica convivenza fra le comunità religiose del paese". "Alla preghiera per la vittima, alla condanna per l'inqualificabile atto di violenza, alla vicinanza ai cristiani pachistani così colpiti dall'odio, si unisce l'appello - ha concluso padre Lombardi - perché tutti si rendano conto dell'urgenza drammatica della difesa della libertà religiosa e dei cristiani oggetto di violenza e persecuzione".

Condanna anche dal governo italiano. Per il ministro degli Esteri Franco Frattini si tratta di un atto di "violenza intollerabile contro una persona che si era distinta per la sua visione ed impegno a costruire una società basata sul dialogo e la tolleranza nei confronti di tutte le minoranze e le diverse religioni".

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