I
carabinieri indagano per omicidio. Sopralluogo meno di un mese dopo la
tragica fine di padre Lanfranco Rossi, trovato morto in un terreno
della struttura religiosa
Hanno
controllato tutto. Dagli abiti alle calzature, dai libri alla porta
d’ingresso. Un sopralluogo minuzioso meno di un mese dopo la tragica
fine di padre Lanfranco Rossi, il sessantenne trovato morto in un terreno della struttura religiosa da lui aperta a Zagarolo, in località San Feliciano, e parte del movimento dei Ricostruttori della Preghiera.
Giovedì i carabinieri del gruppo
di Frascati hanno ispezionato l’abitazione romana del sacerdote in via
Mormanno, all’Anagnina, già sequestrata all’indomani della scoperta del
cadavere. Gli investigatori dell’Arma indagano per omicidio: Rossi,
teologo, già docente della Pontificia università gregoriana, studioso
di spiritualità e dottrine orientali, è stato ucciso a bastonate.
Un’aggressione selvaggia, confermata solo in un secondo momento
dall’autopsia dopo che si era parlato per alcuni giorni di una morte per
malore. Non era così.
E così, esclusa l’ipotesi di un tentativo di rapina finito
male, ora non si esclude che l’omicidio di padre Rossi possa essere
collegato proprio alla sua sfera personale, come ipotizzato fin
dall’inizio degli accertamenti. E il sopralluogo nella sua abitazione,
che potrebbe essere dissequestrata nelle prossime settimane, sembrano
confermarlo.
Già nelle prime battute dell’inchiesta erano
state acquisite delle carte oltre al personal computer del religioso,
appartenente a un movimento che raccoglie parecchi fedeli attorno alla
struttura di Zagarolo ma che negli anni scorsi è stato in qualche modo
coinvolto nella vicenda di un sacerdote arrestato per pedofilia in
provincia di Arezzo. Una vicenda che aveva scosso non soltanto gli
appartenenti ai Ricostruttori, ma anche i genitori di molti ragazzi che
si erano avvicinati ai gruppi di preghiera che seguono particolari
rituali simili a quelli induisti.
http://roma.corriere.it
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