martedì 22 febbraio 2011

Omosessuali, l'ultima crociata Monsignor Rigon: "Sono malati"

Inaugurato l'Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico della Liguria. La relazione del vicario giudiziale svela le ragioni che giusitificano spesso la separazione tra coniugi. Insorgono Arci Gay e Arci Lesbica: "Indietro di trent'anni". Il cardinale Angelo Bagnasco interviene sulla fedeltà nella coppia: "Quando una persona è fedele ai propri doveri di matrimonio e di lavoro, le altre esperienze non diventano assolutamente il criterio della qualità della vita"

di BRUNO PERSANO Matrimoni a pezzi, instabili e, secondo il diritto canonico, annullabili. Tra le molteplici cause, quest'anno, monsignor Paolo Rigon, estrae dal suo cilindro, l'omosessualità. Eh sì, l'omosessualità (mascherata) va a braccetto con la pornografia nella hit delle cause di annullamento presentate dal vicario nel giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale ecclesiastico.

Le immagini dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario

Con tanto di spiegazione filosofico-scientifica: "Non si nasce omosessuali  -  sostiene Rigon. "La nascita dell'omosessuale è rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica. Quindi, dal momento che l'omosessualità è indotta, bisogna prenderla dall'inizio, perché così si può superare, attraverso la psicoterapia. Un'omosessualità incancrenita non è superabile, non c'è matrimonio che possa aiutare questa persona. E' chiaro che un omosessuale non potrà essere fedele alla moglie o al marito".

Mentre in molti se chiedono se l'infedeltà faccia parte del dna degli omosessuali e quindi anche le invise coppie gay siano costrette a patire gli stessi guai, scendono in campo, furibonde, Arcigay e Arcilesbica. I presidenti Valerio Barbini e Lilia Mulas accusano Rigon: "Va estirpata l'omofobia, l'odio e la discriminazione che monsignor Rigon ha contribuito a diffondere con falsità e disinformazione". A far crescere l'indignazione delle due associazioni è anche (e soprattutto) la notizia che esista, secondo quanto detto dal vicario, un consultorio specializzato in terapie che "curano" l'omosessualità. "Sono passati più di trent'anni  -  ricordano Barbini e Mulas  -  dall'eliminazione dell'omosessualità dal manuale diagnostico dei disturbi mentali, ma Rigon non se n'è accorto".

L'ultimo severo rimprovero il vicario giudiziale lo aveva indirizzato verso "la pornografia dilagante e invadente che presenta la vita sessuale come puro piacere e divertimento". E avverte: "Chi si abitua a questo stile di vita molto probabilmente non riterrà, o sarà incapace, di poter restare fedele ad una sola persona".

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, chiamato a presiedere l'inaugurazione dell'anno giudiziario, è intervenuto invece in maniera più diretta sul tema della fedeltà nella coppia: "La qualità della vita non dipende dal numero e dalla quantità delle esperienze, piacevoli, gratificanti, escludendo tutto ciò che appare una ripetizione pesante, faticosa e noiosa. In realtà  -  ha aggiunto il porporato  -  è tutto il contrario: le diverse esperienze sono un arricchimento solo all'interno di un orizzonte di fedeltà. Quando una persona è fedele ai propri doveri di matrimonio e di lavoro  -  ha spiegato il cardinale  -  a quel punto anche altre esperienze diventano un arricchimento ma non diventano assolutamente il criterio della qualità della vita".

Un ultimo avvertimento il vicario giudiziale lo ha rivolto verso coloro che giudicano il tribunale ecclesiastico una "scorciatoia rispetto all'ordinamento civile" o un modo "per evitare di assolvere i propri doveri economici e finanziari nei confronti dell'altro coniuge. Non è così". Monsignor Rigon ha spiegato che i tribunali ecclesiali "non hanno alcuna competenza per affrontare i problemi economici fra i coniugi sposati con matrimonio concordatario. Questa materia,  -  ha detto il vicario giudiziale  -  è demandata totalmente al giudice civile".

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«Habemus Papam», il prossimo papa sarà annunciato dal cardinale Tauran

CITTÀ DEL VATICANO - Avrà tra i suoi compiti anche quello di annunciare l'eventuale elezione di un nuovo Pontefice con il solenne «Habemus Papam» dalla loggia centrale di San Pietro. Il cardinale francese Jean-Louis Tauran, attuale presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, è da oggi il nuovo cardinale protodiacono. Lo ha annunciato papa Benedetto XVI durante il Concistoro ordinario tenuto oggi in Vaticano per la canonizzazione - il prossimo 23 ottobre - dei tre nuovi santi Guido Maria Conforti, Luigi Guanella e Bonifacia Rodriguez de Castro.

Tauran, 68 anni, succede come protodiacono al cardinale Agostino Cacciavillan, che - trascorsi i canonici dieci anni - ha lasciato l'Ordine cardinalizio dei diaconi per passare a quello dei presbiteri. Con lui lo hanno fatto anche i cardinali Sergio Sebastiani, Zenon Grocholewski, Jorge Maria Majia, Walter Kasper e Roberto Tucci. A seguito delle sei promozioni, Tauran e diventato il primo nell'elenco dei diaconi.

Al cardinale protodiacono spetta il compito di annunciare l«'Habemus Papam» e il nome del nuovo Pontefice dopo la «fumata bianca» nel Conclave. Impone anche il pallio agli arcivescovi metropoliti nella festa dei santi Pietro e Paolo (29 giugno) e al nuovo Papa nella messa di insediamento. È sempre vicino al Pontefice, sulla loggia delle Benedizioni, in occasione dei messaggi «Urbi et Orbi».

Gli ultimi protodiaconi ad annunciare l'elezione di Papi sono stati l'italiano Pericle Felici, che nel 1978 ne annunciò ben due, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, e il cileno Jorge Arturo Medina Estevez, che nell'aprile 2005 presentò al mondo il neo-eletto Benedetto XVI.

Il cardinale Jean-Louis Tauran, nato a Bordeaux il 5 aprile 1943, ha alle spalle una lunga esperienza diplomatica, essendo stato prima sottosegretario e poi - dal 1990 al 2003 - segretario per i rapporti con gli Stati nella Segretaria di Stato vaticana. Nel 2003 è diventato archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa e poi, nel giugno 2007, presidente del dicastero per il Dialogo interreligioso. Ebbe un ruolo notevole nelle relazioni diplomatiche in occasione della guerra in Iraq. Sottolineò l'importanza del dialogo e delle Nazioni Unite per risolvere i conflitti e dichiarò che «una guerra di aggressione unilaterale avrebbe costituito un crimine contro la pace e una violazione della Convenzione di Ginevra». Successivamente dichiarò che i fatti accaduti in Iraq dimostravano che paradossalmente i cristiani erano più tutelati durante il regime di Saddam Hussein. Attualmente, malgrado qualche problema di salute, è fortemente impegnato nel dialogo con le altre confessioni religiose e proprio in questi giorni - il 23 e 24 febbraio - avrebbe dovuto incontrare i rappresentanti dell'Università sunnita di Al-Azhar se quest'ultima non avesse sospeso le relazioni con il Vaticano in seguito agli appelli del Papa per la protezione delle minoranze cristiane in Medio Oriente.

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In gita a casa del Papa

Il boom di visitatori, dall'abitazione di Wojtyla a Palazzo Pacelli. Ormai il turismo religioso vale 3 miliardi l'anno

L'invidia, secondo il catechismo, è uno dei sette peccati capitali. Per Sant'Agostino, è "il peccato diabolico per eccellenza". Ma Rinaldo De Rocco, sindaco di questo piccolo Comune dove nacque papa Albino Luciani, sembra non curarsene troppo.
"Sì, sono invidioso. È venuto a trovarci Eva Filipiak, il sindaco di Wadowice, dove c'è la casa natale di papa Wojtyla, che si sta preparando ai festeggiamenti per la beatificazione del primo maggio. Nel 1983, quando l'ex cardinale di Cracovia era papa appena da cinque anni, la sua abitazione è stata trasformata in un museo e adesso, ogni anno, arrivano un milione di pellegrini. Un milione, capisce? Si riempiono i ristoranti, gli hotel, i negozi dei ricordini. Da noi invece papa Luciani per troppo tempo è stato quasi dimenticato. Ma adesso ci siamo svegliati. Anche il nostro paese ha avuto un papa e vogliamo che Canale d'Agordo diventi una meta importante nel turismo religioso. Se arrivassero il 10% dei pellegrini che vanno a Wadowice, saremmo già contenti. Centomila all'anno, quasi un sogno. I giovani potrebbero trovare lavoro".

Le impalcature che avvolgono il vecchio municipio raccontano che adesso si fa sul serio. "Stiamo ristrutturando questo palazzo del '500, che prima di essere sede del Comune ospitava la confraternita dei Battuti. L'investimento è davvero importante: 3.040.000 euro, una cifra importante, per un Comune di 1.230 abitanti. Ma noi mettiamo 540.000 euro, il resto arriva dalla Regione, dalla Cariverona e dal Bim, il bacino imbrifero montano. A piano terra ci sarà un centro diurno per gli anziani, che si fermeranno anche a pranzo. Nei due piani superiori, le sale con gli oggetti di papa Luciani, la sua biblioteca, i documenti che adesso sono in parrocchia. Ci saranno salette per i convegni di studio. Il nostro concittadino è stato papa solo per 33 giorni, ma prima è stato parroco, vescovo e poi patriarca di Venezia. Ha detto e scritto cose importanti, che non vanno dimenticate".


Sarà pronto fra un anno, il museo, quando arriverà il centenario della nascita di Albino Luciani. "E speriamo che allora ci siano novità anche per la casa", dice il sindaco. La casa natale di un papa è il fulcro di attrazione per pellegrini e turisti. A Sotto il Monte, 16 chilometri da Bergamo, i fedeli entrano nella stanza dove nacque Giovanni XXIII, il papa buono. A Marktl am Inn tutti vogliono visitare la palazzina dove nacque papa Ratzinger, ancora regnante. Con una prenotazione, si possono visitare gli appartamenti lussuosi dove videro la luce papa Eugenio Pacelli a palazzo Pediconi a Roma e Giovanni Battista Montini a Concesio nel bresciano. Anche in piazza papa Luciani, qui a Canale, c'è una freccia che indica: "Casa natale a 150 metri", ma dopo la breve camminata una targa annuncia che "la casa non è visitabile". C'è la bandiera del Vaticano, in giardino. C'è una bacheca con quattro fotografie, con la casa ritratta negli anni '30 e i volti del papà Giovanni Luciani e della moglie Bortola Tancon accanto a quello di Albino, con un gran cappello di paglia, a tre anni. 

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lunedì 21 febbraio 2011

Suora spagnola cacciata dal convento perché stava troppo su Facebook


Una suora spagnola è stata espulsa dal suo convento perché passava troppo tempo su Facebook.
In realtà, a noi sembra più verosimile che le sue consorelle fossero invidiose dei 600 amici di suor Maria Jesus Galan, del convento di Santo Domingo el Real di Toledo, in Spagna, e della sua dimestichezza con il computer.
Oltre che mantenere i contatti con i suoi amici di Facebook,infatti, la sorella usava l’unico computer del convento per digitalizzare musica e per fare qualche piccola operazione bancaria. Pare che sia troppa tecnologia tutta insieme per le altre ospiti del convento. E così a suor Maria Jesus Galan è stato chiesto di lasciare il convento che si è trincerato dietro il silenzio davanti alle insistenti domande dei media.
L’unica motivazione fornita dalle sorelle è stata che tutto quello stare su Facebook aveva reso “impossibile vivere con suor Galan”. Non chiedeteci cosa voglia dire perché resta un mistero.
Adesso suor Galan è tornata a vivere con la madre dove speriamo possa godere di una connessione ad alta velocità e di un computer tutto per lei. (c.c.)


http://www.gizmodo.it/ 

Preti pedofili: il sacerdote accusato si difende in radio

Succede a Philadelphia. Un religioso interviene in trasmissione per respingere le accuse di abusi ad una minore.
Di processi mediatici se ne vedono a bizzeffe. Ma è difficile vedere una persona che interviene pubblicamente per difendersi dalle accuse di abusi sessuali. E’ successo a Philadelfia. Un sacerdote rimosso dal suo incarico insieme ad altri due religiosi per aver abusato di minori ricorre ai microfoni di una stazione radio per esporre le sue ragioni.
ABUSO SESSUALEJoseph Di Gregorio, il cui caso è al vaglio della arcidiocesi definisce “completamente e totalmente una bugia” i fatti che gli vengono contestati. “Spero io non stia diventando una sorta di caprio espiatorio. Spero la diocesi non permetterà questo”, ha detto venerdì all’emittente WPHT. Il prete nel 2005 è stato accusato da una donna di aver abusato di lei nel lontano 1968, quando era ancora una ragazza. “Ogni affermazione è una menzogna assoluta”, ha affetmato Di Gregorio durante l’intervista – Non l’ho mai toccata. Non ho mai tentato o assunto alcun comportamento fuori luogo”. Un test della macchina della verità, però, gli dà torto: rivela che il sacerdote “ha mentito quando ha negato di aver toccato la ragazza nella sua auto e in camera da letto”. Lo rende noto il rapporto del grand jury che si deve esprimere sulla vicenda. Su quella relazione Di Gregorio dice: “L’ho vista. E Letta. E’ inconcludente”.
63 SACERDOTI NEL CICLONE - Di casi simili ce ne sono diversi. Alla fine di questo mese il grand jury della città ha accusato altre cinque persone, quattro sacerdoti e un ex insegnante di religione, per aver stuprato ragazzi o di aver coperto reati. Un rapporto del 2005 si scaglia contro la chiesa per aver ignorato i casi di abuso sessuale dei quali si sarebbero resi protagonisti 63 sacerdoti dell’arcidiocesi di Philadelphia presentate negli ultimi decenni. Per Di Gregorio non bisogna generalizzare: alcuni dei preti andrebbero accusati sono colpevoli, altri sarebbero innocenti. Lui compreso, ovviamente. Il religioso promette di combattere fino in fondo contro le accuse che gli vengono rivolte. “Cerchiamo di essere precisi e di condannare chi ha commesso un reato, e non semplicemente un gruppo, un certo numero di sacerdoti da dare in pasto ai lupi”, ha dichiarato. “Perché è questo - ha spiegato – quello che sta realmente accadendo”.

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La Chiesa farà diventare beato un assassino

Il criminale Jacques Fesch, condannato a morte, salirà agli onori degli altari. Unico precedente: il Buon Ladrone crocifisso sul Calvario accanto a Gesù
Dopo il processo diocesano celebrato a Parigi, stanno per arrivare a Roma gli atti della causa di beatificazione di Jacques Fesch, un giovane francese ghigliottinato 53 anni fa per aver ucciso un poliziotto e ferito un cambiavalute durante una rapina.
UN SOLO PRECEDENTE, 2000 ANNI FA – Nella Chiesa Cattolica c’è un solo precedente di condannato a morte per delitti comuni salito all’onore degli altari, ed è quello del Buon Ladrone crocifisso sul Calvario accanto a Gesù. Questo spiega l’estrema prudenza con la quale è stata affrontata la causa introdotta a circa 40 anni dalla morte di Fesch, cioè dopo una lunghissima riflessione, dall’allora arcivescovo di Parigi, e autorizzata dalla Congregazione delle Cause dei Santi alla quale compete ora la seconda fase del processo. All’atto di aprire la causa, il card. Lustigier fece precisare dal suo portavoce che “dichiarare qualcuno santo non significa per la Chiesa far ammirare i meriti di questa persona ma dare l’esempio della conversione di qualcuno che, quale che sia il suo percorso umano, ha saputo ascoltare la voce di Dio e convertirsi. Non esistono peccati tanto gravi da impedire che Dio raggiunga l’uomo e gli proponga la salvezza”. Parole analoghe il porporato le aveva pronunciate il 23 novembre ’86, in un discorso ai detenuti della Sante’, evocando per la prima volta in pubblico la possibile beatificazione dell’omicida.
ASSASSINO CONVERTITO – “Beatificare Jacques Fesch non significa riabilitarlo sul piano morale, nè dargli un certificato di buona condotta o un’onorificenza tipo la Legion d’Onore. La sua conversione è d’ordine spirituale. Beatificare Jacques Fesch sarebbe riconoscere che la comunità cristiana può pregare qualcuno che sta al lato di Gesu’”, ha scritto il teologo Andrè Manaranche in risposta alle polemiche sollevate in Francia all’inizio della causa e che da in questi anni ciclicamente sono state riproposte dai media. Il 2 dicembre 2009 il card. Angelo Comastri ha accompagnato in Vaticano da Benedetto XVI la sorella di Feschi, Monique, che confida al Papa: “Con mio fratello ci intendevano alla grande. Di otto anni piu’ grande, sono stata sua madrina di battesimo e andandolo a trovare in prigione ho seguito da vicino la sua straordinaria conversione”. Il card. Comastri ha poi raccontato all’Osservatore Romano: “E’ stato un detenuto, quando ero cappellano a Regina Coeli, a farmi conoscere la storia affascinante di Fesch, una testimonianza unica: giovane sbandato di ricca famiglia, diventa assassino e viene condannato a morte. Aveva ventisette anni. In carcere vive una conversione radicale, folgorante, raggiungendo alte vette di spiritualita’”. In Italia, nei giorni scorsi, e’ stata Radio Maria a raccontare la storia di questo sfortunato giovane di origine belga, rampollo di una famiglia dell’alta borghesia.


LA RAPINA – Il padre Georges, gia’ direttore d’un importante istituto di credito a Bruxelles, dirigeva una banca a Saint Germain en Laye, vicino Parigi. Ateo e di temperamento autoritario non capiva le insicurezza di suo figlio Jacques, sensibile e inquieto, tanto da negargli l’aiuto economico che gli chiedeva per intraprendere una navigazione solitaria e fuggire dalle conseguenze di un fallimento commerciale e dalle responsabilità della famiglia che giovanissimo si era formato. Per procurarsi ugualmente quei fondi, il 24 febbraio 1954 il giovane entra armato a Parigi nel negozio di un cambiavalute, che ferisce alla testa con il calcio della pistola. Poi, tentando di fuggire, uccide senza volerlo un poliziotto: il colpo parte senza che abbia estratto il revolver dalla tasca. Incarcerato, i genitori trovano la forza di andargli a far visita e consolarlo. E quando la madre apprende con terrore che il figlio rischia la ghigliottina, giunge ad offrire a Dio la propria vita, affinche’ il tanto trascurato figlio possa almeno “morire bene”.
L’ESPERIENZA MISTICA – Mentre la giustizia degli uomini, fa il suo corso con i processi, gli interrogatori, le accuse del pm e i piani di difesa, il giovane nella solitudine della sua cella prende a leggere riviste, classici e romanzi, che gli passa il carcere. Altri libri arrivano dalla famiglia, e poi dal cappellano e dall’avvocato Baudet, un convertito divenuto terziario carmelitano. E’ colpito dalle figure di Francesco d’Assisi, Teresa d’Avila, e Teresa del Bambin Gesù come dalla “Divina Commedia”. Dopo un anno di detenzione ha una esperienza mistica. “Quella sera – scrive in una lettera destinata alla figlia Veronique che allora aveva solo 6 anni – ero a letto con gli occhi aperti, e soffrivo realmente, per la prima volta in vita mia, con un’intensità rara, per ciò che mi era stato rivelato riguardo a certe cose di famiglia. E fu allora che un grido mi scaturì dal petto ‘Mio Dio!’ e istantaneamente, come un vento impetuoso che passa, senza che si sappia donde viene, lo Spirito del Signore mi prese alla gola”.
L’ESECUZIONE DELLA CONDANNA – E ad un amico confida in un’altra missiva: “ora ho veramente la certezza di cominciare a vivere per la prima volta. Ho la pace e ho dato un senso alla mia vita, mentre prima non ero che un morto vivente”. Isolato in una piccola cella comunica la sua fede con lettere divenute poi oggetto di riflessione da parte dei giovani cattolici francesi, specie negli oratori salesiani. Attende l’esecuzione in preghiera, accettandola come un’occasione di grazia. Il presidente della Repubblica Francese Renè Coty, pur respingendo la domanda di fermare il boia, fa sapere: “Gli stringo la mano per ciò che egli è diventato”. Alle 5,30 del primo ottobre 1957 le guardie carcerarie che sono venute a prenderlo per l’esecuzione capitale, lo trovano in ginocchio e in preghiera accanto al letto rifatto. “Signore non abbandonarmi, io confido in te!”, le sue ultime parole.

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Primo Maggio, per Wojtyla beato raddoppiano i prezzi degli hotel romani

Concerto e cerimonia in San Pietro spingono verso l'alto le tariffe. E c'è addirittura chi quadruplica il listino


L'ingresso dell'Eden hotel a via Ludovisi
L'ingresso dell'Eden hotel a via Ludovisi
ROMA - «Il 1° maggio? È rimasta la suite a millecinquecento euro. Vediamo, forse il giorno dopo possiamo scendere un po' di prezzo», pronosticano dall'ufficio prenotazioni dell'Hotel Eden.
Mentre Roma si prepara a un primo maggio più biblico che musicale, con centinaia di migliaia di pellegrini attesi per la beatificazione di papa Wojtyla a San Pietro, al sontuoso cinque stelle terrazzato di via Ludovisi si lucida l'argenteria e s'innalzano le tariffe.
DELUXE DI PRIMAVERA - La Deluxe che per una qualunque notte della primavera romanacosterebbe 410 euro - vedi Trip Advisor, Booking.com e altri motori di prenotazione online - il 1° maggio svetterà a 1.500, quasi quattro volte in più. (Materasso e cuscini saranno magari quelli usati da Monica Bellucci, ospite per la festa del cinema nel 2008, ma perfino in quel caso le tariffe erano più basse). Il rischio d'una lievitazione arbitraria dei prezzi in occasione del 1° maggio era già stato anticipato dal quotidiano britannico Guardian a fine gennaio e, in seguito, da altri giornali.

I funerali di Giovanni Paolo II l'8 aprile 2005: la folla chiede «Santo subito»
I funerali di Giovanni Paolo II l'8 aprile 2005: la folla chiede «Santo subito»
CAMERE RIVALUTATE - Forse, in tempi di crisi, agli albergatori romani preoccupa più l'occasione perduta che la sfida dell'opinione pubblica. Abbiamo contattato direttamente un campione di 25 hotel di varie categorie - dalle cinque alle due stelle - e i risultati confermano quanto previsto. Che cioè dormire a Roma il 1° maggio prossimo costerà a una famiglia mediamente tra il 30 e il 70 per cento in più di un primo maggio qualunque.
A cominciare dagli alberghi a due stelle, come ad esempio l'Hotel Ariston dell'Esquilino. Qui per una executive (la migliore) si paga di solito 147,40. Ma il primo maggio, spiega telefonicamente Rubi, quella stessa stanza «costerà 340 euro». Vale a dire più che raddoppiata.
SALASSO BED & BREAKFAST - Aumenti del genere anche all'Everest Inn del Viminale (segnalato sulle guide anche come bed and breakfast: a quale delle due categorie appartiene?) dove la stanza da 140 euro diventa una «super suite» da 370. Mentre all'Hotel Altavilla si passa dagli 80 -90 euro soliti ai 180 per il primo maggio, spiega il concierge.

Una suite dell'hotel Boscolo Exedra  (Jpeg)
Una suite dell'hotel Boscolo Exedra (Jpeg)
TRE STELLE SUPER LUSSO - Quanto ai tre stelle le «rivalutazioni» sono appena più contenute. All'Hotel Amalia in Prati una camera, che in genere costa tra i 130 e i 210 euro a notte, verrà 378: «Inclusa la prima colazione», è la puntualizzazione di conforto che viene dalla reception. Aumenti anche all'albergo Abruzzi di via del Pallaro: 330 euro per una matrimoniale anziché i 210 soliti.
All'albergo del Sole in piazza del Biscione, dove secondo una guida aggiornata come la Gaffi, una matrimoniale costa tra i 120 e i 140 euro, questo primo maggio ne vorranno 180. Più modestamente al San Carlo di via del Corso il prezzo di una matrimoniale salirà da 210 a 250 come spiegano telefonicamente. Precisazione: la maggioranza degli albergatori, alla richiesta di una camera libera per il 1° maggio, dirotta automaticamente il potenziale cliente sulla suite di cui poi declinerà il prezzo insolitamente elevato.


La terrazza dell'Atlante Garden Hotel in San Pietro
La terrazza dell'Atlante Garden Hotel in San Pietro
SUITE GALATTICHE - Alberghi a quattro stelle: se per una notte qualunque l'Hotel Farnese affitta la sua superior a 190 euro, per il 1° maggio ne chiederà 480. All'Hotel Abitart di via Pellegrino Matteucci (dirimpetto al Gazometro) la suite passa dai 210 consueti ai 350 richiesti in questo caso.
Tra gli hotel in prossimità di piazza San Pietro, spicca per le rivalutazioni tariffarie l'Atlante Garden Hotel che invece dei soliti 140 euro a notte, ne chiede 400 per quella del 1° maggio.
Aumenti del 30% anche agli Hotel Valadier - 650 euro anziché i 449 generalmente richiesti - e Grand Hotel Palatino dove il prezzo di una matrimoniale raddoppia, passa da 218 a 430 euro, proposti telefonicamente dal concierge, giovedì scorso.
COLAZIONE A PARTE - Chi pensa che i prezzi elevati di per sé dell'ospitalità a cinque stelle non siano sottoposti a significative variazioni, sbaglia. Anche qui il ritocco verso l'alto è in qualche caso sorprendente. A parte il caso già citato dell'Eden, ecco l'Aldrovandi Palace dei Parioli. In un fine settimana di marzo la matrimoniale super verrebbe 295 euro (Trip Advisor) mentre il primo maggio spiega una dipendente «sono 765 euro». Ritocchi tariffari anche per gli Hotel Boscolo. Se all'Exedra, spiega Roberto «non c'è più disponibilità» all'Aleph le notti del 1°, due e tre maggio, costeranno 1.593 euro anziché 684. La colazione si paga a parte.

http://roma.corriere.it/