venerdì 31 dicembre 2010

I vescovi: «In politica è necessaria una nuova generazione di cattolici»

I vescovi chiedono una «nuova generazione di cattolici in politica». L'appello proviene dalla voce italiana più autorevole, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), in un'intervista alla Radio Vaticana. «Più volte la Chiesa esorta i cattolici all'impegno in politica. Ma come può avvenire ciò se, come accade, la nomina dei parlamentari è saldamente in mano alle segreterie dei partiti? Il nostro appello di vescovi ad una nuova generazione di politici cattolici, non è un atto di disistima o ingratitudine verso quei cattolici che già ora, da tempo, sono impegnati in politica», precisa il cardinale. «Verso di loro semmai c'è l'incoraggiamento e l'invito a essere sempre di più e sempre meglio una presenza incisiva, efficace, per il bene di tutti».
PREPARARSI - «Vogliamo incoraggiare i giovani che si sentono portati per questa forma di servizio alla collettività che è la politica, questa grande forma di carità come diceva Paolo VI, però preparandosi», puntualizza il presidente della Cei, che precisa: «Facendo discernimento su sé, sulle proprie capacità, attitudini intellettuali e morali. Ma preparandosi attraverso una vita cristiana radicata, profonda, attraverso una conoscenza il più possibile completa della dottrina sociale cattolica e una conoscenza più puntuale, un addestramento circa la polis con tutte le sue articolazioni. Dalle più immediate e vicine come quelle territoriali, amministrative, a quelle più ampie e complesse che sono la politica nazionale».
LEGGE ELETTORALE - Per quanto riguarda le difficoltà dei giovani a entrare in politica con le liste che, con l'attuale legge elettorale, sono decise dai leader dei partiti e sulle quali i cittadini non possono nemmeno esprimere la propria preferenza, «noi vescovi - ha concluso Bagnasco - non entriamo nel merito delle dinamiche degli ingressi o degli ingaggi. Ma affidiamo questo aspetto più problematico all'onestà, al discernimento, alla serietà dell'attuale politica per poter arricchire il mondo politico, quindi il servizio al bene nazionale, di nuove intelligenze, di nuovi soggetti, di nuove preparazioni».

Vaticano, quando il Papa invecchia il disegno sulle monete cambia

 La nuova legge dello Stato della Città del Vaticano “riguardante la faccia, i valori unitari e le specificazioni tecniche, nonché la titolarità dei diritti d’autore sulle facce nazionali delle monete in euro destinate alla circolazione” stabilisce le caratteristiche delle “facce” delle monete destinate alla circolazione. Tra queste, si specifica che “i disegni riportati sulla faccia nazionale delle monete (...) non devono essere cambiati, salvo che il Sommo Pontefice a cui l’immagine su una moneta fa riferimento non sia cambiato”, ma “lo Stato della Città del Vaticano può aggiornare, ogni quindici anni, il disegno delle monete in euro che raffigurano il Sommo Pontefice, al fine di tener conto di un suo possibile cambio d’aspetto”. In caso, invece, di sede vacante “non dà diritto a cambiare la faccia nazionale delle normali monete in euro destinate alla circolazione”. La legge stabilisce inoltre che le bozze dei disegni delle monete in euro vanno fatte pervenire alla Commissione Europea “almeno sei mesi prima della data d’emissione stabilita”.

La legge specifica anche che “una porzione minore delle monete in euro emesse può essere scambiata ad un prezzo superiore, a motivo della loro particolare qualità di coniazione o a ragione di uno speciale allestimento”, dove per “porzione minore” si intende “un massimo del 49% da destinarsi all’utilizzo per collezione e un minimo del 51% da destinarsi alla circolazione”. Tale specificazione si è resa necessaria a causa di una recente polemica riguardante la percentuale di monete messe in circolazione rispetto a quelle coniate dal Vaticano. Si specificano inoltre le regole per le emissioni di monete commemorative in euro destinate alla circolazione, con un disegno diverso da quello presente sulle normali monete, che commemorano unicamente eventi della massima rilevanza statale o europea. La norma “entra in vigore il 15 gennaio 2010” si legge in calce al testo. Una svista, poiché subito sotto è scritto che “il testo della presente legge è stato sottoposto alla consideratone del Sommo Pontefice il 20 dicembre 2010”.

giovedì 30 dicembre 2010

Capodanno: Spunta anche la preghiera antibotti

C
ome ogni anno, con l'avvicinarsi della notte di San Silvestro, si intensificano i controlli delle forze dell'ordine e le segnalazioni di detenzione e vendita di botti e fuochi d'artificio illegali. Ma quest'anno c'è una novità assoluta: infatti spunta anche la preghiera per proteggerci dalle esplosioni.
LA PREGHIERA ANTI-BOTTI - "Vade retro botti" in versione preghiera. A comporre gli speciali versi per invocare il Signore a proteggerci dalla guerra di San Silvestro, il teologo moralista padre Antonio Rungi. Una preghiera che, come spiega lo stesso sacerdote campano, dovrà essere recitata perché, come spiega lo stesso sacerdote campano, "Il Capodanno 2011 non si trasformi in una tragedia per bambini, giovani e famiglie con morti e feriti conseguenti all’uso indiscriminato e distorto di razzi e petardi illegali e pericolosi per festeggiare specialmente l’ingresso del nuovo anno".

"In occasione della messa di domani e soprattutto del Te Deum di ringraziamento di fine anno chiedo a tutti i confratelli sacerdoti e parroci di inserire tra le intenzioni di preghiera della comunità riunita per ringraziare il Signore per l’anno scorso e chiedere perdono delle proprie debolezze una speciale orazione per contrastare l'usanza dei botti illegali e pericolosi che si sparano a Capodanno in Campania e in Italia".

IL TESTO INTEGRALE -  "Signore, difendici e proteggici dalla "guerra di San Silvestro". Dio della pace e della serenità, che ci insegni l’amore, la solidarietà e alimenti la civile convivenza tra le genti non permettere che questo Capodanno 2011 si trasformi per le nostre comunità in lutti e afflizioni per morti ammazzati e feriti più o meno gravi conseguenti allo sparo dei fuochi artificiali illegali e di ogni forma di violenza che si consuma sulla nostra Terra". Nella preghiera anti-botti, padre Rungi, chiede ancora che il "Signore illumini quanti usano vendere tali strumenti di morte a non immettere sul mercato fuochi pericolosi che possono solo danneggiare e non certo far gioire ed esultare". Nella preghiera c'è anche un monito ai genitori: "Guida gli adulti e quanti sono abituati a festeggiare l’annuale passaggio al nuovo anno a non acquistare e sparare i fuochi artificiali pericolosi per celebrare in una cornice di gioia vera il dono del nuovo anno che ci fai. Fa, o Signore, che la festa di Capodanno non si trasformi in dolore per madri, mogli, fratelli, sorelle, parenti, amici e conoscenti per aver avuto un loro congiunto mutilato o morto per l’uso  distorto di botti illegali. La Vergine della pace, del silenzio e dell’armonia, la Santa Madre di Dio faccia trascorrere la notte di San  Silvestro nella vera gioia di una festa in famiglia e tra gli amici".




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PAPA: CONTRO IL RICICLAGGIO IL CARCERE FINO A 12 ANNI

I cittadini dello Stato Citta' del Vaticano e i dipendenti della Santa Sede che incorressero nel reato di ricilaggio sarebbero condannati a reclusione fino a 12 anni. E a 15 anni per reati legati al terrorismo e all'eversione. Lo stabilisce la legge per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio dello Stato della Citta' del Vaticano.
La nuova legge promulgata oggi da Benedetto XVI prevede pene specifiche anche per manipolazione del mercato (da uno a sei anni), per la tratta di persone (da otto fino a vent'anni), vendita di prodotti con segni mendaci, contrabbando, tutela ambiente, traffico illecito di rifiuti (da uno a sei anni). Se poi si tratta di rifiuti ad alta radioattivita' si applica la pena della reclusione da tre a otto anni.
Il carcere, infine, e' previsto anche per malversazione ai danni dello Stato (da sei mesi a quattro anni), truffa (da uno a sei anni) e abuso di informazioni privilegiate (da uno a sei anni).

http://www.agi.it

mercoledì 29 dicembre 2010

Gli spettacolari seni della Santa

L’australiano Zoo Weekly – un settimanale per ‘soli uomini’ – ha scatenato una controversia con il suo particolare saluto per la canonizzazione della prima Santa del Quinto Continente, Sorella Mary MacKillop. La religiosa è stata elevata alla gloria degli altari per avere denunciato un prete pedofilo nella seconda metà dell’800, quando non era di moda. La rivista dunque ha deciso di ricordare il successo di una ragazza locale attraverso un servizio fotografico riguardante una bella foto modella “parzialmente vestita” da suora, oggetto dell’ammirazione di un Papa impersonato da un nano. L’Arcidiocesi di Sydney ha descritto la trovata come “disgustosa”. Il direttore della testata, Mr. Paul Merrill dice invece: “Pensiamo che Mary si sentirebbe commossa e lusingata dal ritratto”. (Fonte), (Foto), (Video)

http://www.essentialnews.net/

Ior, la svolta di Benedetto XVI "Dovrà aderire a norme Ue"

CITTA' DEL VATICANO - Lo Ior dovrà attenersi rigidamente alle normative antiriciclaggio dell'Unione Europea. Lo stabilisce il Papa con un 'motu proprio' che sarà pubblicato domani, in tempo per la scadenza prevista, e che prevede l'applicazione delle norme della Convenzione monetaria firmata il 17 dicembre dell'anno scorso a Bruxelles dall'Unione Europea e dallo Stato della Città del Vaticano. La decisione arriva a poco più di due mesi dalla sentenza 1 del Tribunale del Riesame di Roma con cui si stabilisce il sequestro di 23 milioni di euro all'istituto vaticano, responsabile di aver ignorato gli obblighi di trasparenza e tracciabilità, e dopo che il gip ha respinto l'istanza 2 dei legali dell'istituto, confermando il sequestro.


Le norme entreranno immediatamente in vigore e saranno applicate a tutte le istituzioni della Santa Sede.
Sarà inoltre istituita una speciale autorità di controllo, chiamata a vigilare sull'applicazione delle normative. In questo modo lo Stato della Città del Vaticano dovrebbe potresi iscrivere nella cosidetta "white list" dei Paesi che rispettano gli standard antiriciclaggio fissati dall'Ocse. Saranno inoltre normalizzati i rapporti tra lo Ior e gli istituti di credito italiani.

Il 'motu proprio' (così in Vaticano vengono promulgate le leggi) contiene il dispositivo "concernente la prevenzione e il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo". Contemporanemanete sarà pubblicato anche lo statuto dell'AIF, l'Autorità di informazione finanziaria che recepirà le norme internazionali in materia di controllo preventivo. Si colma così una lacuna nella legislazione vaticana e si crea un organismo che in un certo senso ricalca quelle che sono le prerogative in Italia dell'Uif, l'Ufficio di informazione finanziaria controllato dalla Banca d'Italia.

La legge interesserà tutte le attività economiche della Città del Vaticano, non soltanto l'Apsa (l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), ma le tutte amministrazioni, anche i Musei Vaticani.

Diverso il discorso relativo all'Istituto Opere di Religione, che, come ha ricordato più volte il suo presidente Ettore Gotti Tedeschi, "non è una banca", ma realizza un "servizio che offre a diocesi, congregazioni ed enti religiosi". Al centro del contenzioso con l'Italia per 23 milioni di euro aperto a inizio settembre, anche lo Ior rientrerà nel dispositivo della nuova legge pur non essendo propriamente un organismo dello Stato della Città del Vaticano. Ma, a quanto si è appreso, la commissione cardinalizia che sovrintende le sue attività ha dato espressa delega ad adeguarsi alle nuove norme contenute nel 'motu proprio'.

Quanto alle persone che si dovranno occupare dell'operazione trasparenza, già da tempo al centro della vigilanza finanziaria vaticana è stato messo il cardinale Attilio Nicora, presidente dell'Apsa, nominato dal segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone.

La scadenza di fine anno per avere la nuova legge dell'antiriciclaggio è stata fissata dopo che le autorità europee in materia di monetazione avevano fatto dei rilievi al Vaticano per la coniazione delle famose a ambite serie d'oro, che pur essendo soltanto monete commemorative dell'anno sono sempre emesse in euro (25 e 50 euro). E' stata la nunziatura presso la Comunità Europea a siglare l'accordo di adeguamento entro un anno delle legislazione vaticana: se non fosse stato rispettato con il 'motu proprio' atteso per domani, il rischio sarebbe stato, tra l'altro, il blocco delle emissioni di monete, tanto ricercate dai collezionisti di tutto il mondo. Ma sopratutto, la nuova legge è un segnale preciso della volontà vaticana di proseguire sulla strada della trasparenza economica e finanziaria che la Santa Sede ha iniziato a seguire con vigore su indicazione di papa Ratzinger e del cardinal Bertone.

Oristano, violenza sessuale: arrestato il prete del carcere


Violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione: con queste accuse è finito agli arresti domiciliari don Giovanni Usai, 67 anni di Assolo, cappellano del carcere di Oristano e fondatore della comunità Il Samaritano di Arborea.
Il sacerdote è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del tribunale Mauro Pusceddu su richiesta del pm Diana Lecca. Che ha anche chiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere per Eze Alphonsus, 35 anni nigeriano, domiciliato presso la comunità Il Samaritano: per lui le accuse sono favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
ACCERTAMENTI Gli accertamenti dei militari sono iniziati tempo fa e sono andati avanti per un lungo periodo. Don Giovanni Usai è molto conosciuto per il suo impegno nel recupero di detenuti e accoglienza dei cittadini stranieri. Sempre in prima linea per aiutare i bisognosi, don Usai un paio di anni fa aveva accolto una comunità di nomadi che erano stati cacciati dal Comune di Terralba: aveva dato ospitalità alle tante famiglie rom che si erano ritrovate senza un tetto. Da alcuni mesi è cappellano del carcere oristanese di Piazza Manno.
DOMICILIARI Don Giovanni Usai trascorrerà la sua prima notte agli arresti domiciliari a Oristano in una struttura messa a disposizione dalla Diocesi. La notizia dell'arresto è stata subito comunicata all'arcivescovo Ignazio Sanna, che sta trascorrendo alcuni giorni di ferie in Germania e che per il momento ha preferito non commentare aspettando di farlo al suo rientro in città, previsto per giovedì 30. La notizia si è diffusa velocemente anche in città, dove don Usai è molto conosciuto per la sua attività a favore degli emarginati e dei detenuti cominciata ormai molti anni fa nella casa parrocchiale di Senis, un paesino di poche centinaia di abitanti del quale era parroco, e proseguita poi ad Arborea in un terreno concesso dalla Società Bonifiche Sarde. Attualmente il sacerdote era anche cappellano del carcere di Oristano. Sul fronte dell'inchiesta, i carabinieri della Compagnia e del Comando provinciale di Oristano mantengono il più stretto riserbo, anche perché le indagini - fanno sapere i militari dell'Arma - sono tutt'altro che concluse. I fatti per i quali è stato disposto l'arresto di don Usai e del cittadino nigeriano Eze Alphonsus sono avvenuti comunque all'interno della Comunità e la vittima della presunta violenza sessuale, per quanto è dato di sapere, sarebbe un'ospite della stessa struttura.