PREPARARSI - «Vogliamo incoraggiare i giovani che si sentono portati per questa forma di servizio alla collettività che è la politica, questa grande forma di carità come diceva Paolo VI, però preparandosi», puntualizza il presidente della Cei, che precisa: «Facendo discernimento su sé, sulle proprie capacità, attitudini intellettuali e morali. Ma preparandosi attraverso una vita cristiana radicata, profonda, attraverso una conoscenza il più possibile completa della dottrina sociale cattolica e una conoscenza più puntuale, un addestramento circa la polis con tutte le sue articolazioni. Dalle più immediate e vicine come quelle territoriali, amministrative, a quelle più ampie e complesse che sono la politica nazionale».
LEGGE ELETTORALE - Per quanto riguarda le difficoltà dei giovani a entrare in politica con le liste che, con l'attuale legge elettorale, sono decise dai leader dei partiti e sulle quali i cittadini non possono nemmeno esprimere la propria preferenza, «noi vescovi - ha concluso Bagnasco - non entriamo nel merito delle dinamiche degli ingressi o degli ingaggi. Ma affidiamo questo aspetto più problematico all'onestà, al discernimento, alla serietà dell'attuale politica per poter arricchire il mondo politico, quindi il servizio al bene nazionale, di nuove intelligenze, di nuovi soggetti, di nuove preparazioni».
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