«Queste vicende calunniose mi hanno profondamente ferito, amareggiato oltre che disgustato, pensando come è possibile che qualcuno possa architettare ad arte tali vergognose accuse solo per diffamare una persona buona come Silvio»: così don Andrea Livio, parroco di Lomazzo e cugino di Silvio Berlusconi, commenta il caso Ruby su Chi, in edicola domani.
«Sono sicuro che non ha fatto nulla di quello di cui si parla. Troppi personaggi lo vogliono colpire e screditare agli occhi di tutti gli italiani, che lui ama e porta nel cuore». Il sacerdote, infine, risponde a una domanda sulle donne, che nell'inchiesta giocano un ruolo importante: «tutte le creature del Signore sono create buone, Dio si ritrova nell'uomo e nella donna. Ma, come diceva il cardinal Schuster, 'le donne sono come le api: fanno il miele, ma possono pungere!'».
http://www.leggo.it/
È sorprendente vedere come la Chiesa cattolica abbia a cuore i poveri e quanto tenga a distinguersi da essi.
mercoledì 26 gennaio 2011
Fedeli 2.0, il Web secondo i credenti
Siano benedetti Internet e tutti i social network, anche se con le dovute cautele. Si può riassumere così il messaggio di Benedetto XVI durante la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali in cui il Papa ha dato il suo placet all’utilizzo della Rete per testimoniare il verbo, a patto che venga fatto con correttezza e onestà. «La presenza sulle reti sociali» dice il Pontefice «può essere il segno di una ricerca autentica di incontro personale con l’altro» in cui, però, bisogna stare attenti a «evitarne i pericoli» come «rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo o l’eccessiva esposizione al mondo virtuale». Benedetto XVI invita i cattolici dunque a frequentare la Rete e i social network come Facebook ma, allo stesso tempo, chiede di farlo con uno «stile cristiano», ovvero senza utilizzare falsi account ma testimoniando la fede «con coerenza, nel proprio profilo digitale».
Quello che sembra un messaggio rivoluzionario, in realtà, non è altro che un ufficializzare da parte della massima autorità della chiesa cattolica un fenomeno che in Rete ha preso il sopravvento da anni, con una prima crociata virtuale che ha visto all’inizio del 2000 spuntare una moltitudine di siti e blog creati da fedeli e praticanti, insieme ai siti ufficiali che sono in Rete sin dagli albori e appartengono a tutti gli ordini e le confessioni: dai salesiani ai francescani, passando per gli ecumenici e i focolari. Oggi il portale del Vaticano è accessibile in otto lingue e viaggia sui 500 mila visitatori unici mensili, fonte Google Ad Planner, ma la Chiesa ha seguito sempre con interesse tutte i trend che si sono succeduti in rete. Basti pensare a quando, fra il 2006 e il 2007, Second Life rappresentava l’avanguardia del Web e, anche in quell’occasione, i cattolici erano in prima fila, soprattutto negli Stati Uniti dove era tutto un fiorire di parrocchie virtuali in cui venivano trasmesse in streaming le funzioni religiose e ci si poteva confessare con un prete in versione “avatar”, mentre in Italia spuntava la ricostruzione in 3D della Basilica di San Francesco d’Assisi.
Gli ultimi tre anni, invece, hanno portato all’esplosione di gruppi, pagine e profili su Facebook. I nuovi templari di questo mondo virtuale, guardando solo allo scenario italiano, hanno messo sotto assedio il più frequentato social network in cui centinaia di profili personali dovranno recepire necessariamente il messaggio del Papa. Sono infatti le immagini sacre che, sulle bacheche degli utenti, sostituiscono i veri volti degli autori. Queste persone condividono un mondo tutto loro, fatto di messaggi che richiamano i testi delle scritture sacre e centinaia di video che circolano su Youtube, di stampo amatoriale, in cui le immagini dei santi sono accompagnate da letture dei Vangeli e della Bibbia fatte dagli stessi navigatori credenti.
Ma è sui gruppi e le pagine non ufficiali su Facebook che si è creato il vero fenomeno, con bacheche che aggregano da poche decine a migliaia di persone, concentrate ore e ore in rete a scambiarsi link, informazioni e consigli su come affrontare la vita secondo la dottrina cristiana. I nomi con cui si distinguono queste associazioni virtuali sono, per citarne alcune: “Dio è amore” (12895 “mi piace”), “Soltanto chi ha provato la tristezza di un pianto sa cosa vuol dire la gioia di un sorriso” (2041 iscritti al gruppo), oppure realtà virtuali più piccole ma molto aggiornate come “Andate e predicate” (110 membri) o “La famiglia dei pazzi, ma pazzi di Dio” (161 partecipanti). Mentre Benedetto XVI è al comando tra i profili di Facebook legati a figure cattoliche di una classifica virtuale basata sui “like” degli utenti, 48257 contro i 44603 di Gesù, la vera sfida, però, in casa Vaticano, si gioca su un altro campo e coinvolge gli utenti cattolici secondo regole che non riguardano la vita ultraterrena ma, anzi, decisamente quella legata a numeri e risultati come avviene nelle migliori aziende che investono su Internet.
La Chiesa, infatti, non è rimasta a guardare il Web 2.0 senza prenderne parte e il proselitismo su Facebook sembra fatto secondo marketing applicati a brand di successo. Sul social network più frequentato del mondo, profili legati a realtà cattoliche sono gestiti con strategie utilizzate da società che raccolgono iscritti. Si può provare a guardare chi vince nella corsa alla conquista del maggior numero di adepti virtuali, facendo un confronto fra due gruppi: Josper, dedicato all’Opera Romana Pellegrinaggi, e i Papaboys. Guardando le loro pagine, si trovano diversi profili, pagine e gruppi, ufficiali e non. I Papaboys, però, hanno attualmente la meglio in termini di numeri: l’account di redazione conta 4975 iscritti contro i poco più di mille di uno dei profili legati ai pellegrini, Jospers Travel. Per capire l’affare dietro attività di marketing on line su Facebook, qualora un ente o una società decidano di fare un tale investimento, ogni iscritto costa, a seconda delle campagne, del target di riferimento e delle attività che vengono svolte dagli specialisti della Rete, da poco meno di un 1 euro fino a oltre i 10. Si tratta di operazioni che consentono a chi gestisce i profili di far girare i contenuti con il passaparola, arma vincente per chiunque abbia interesse a far crescere il proprio network. L’Opera romana pellegrinaggi, l’anno scorso, durante il JospFest a Roma, aveva puntato su una community, esterna a Facebook, per creare un social network ad hoc dedicato ai viaggi dello spirito.
Oggi la piattaforma non è più on line e l’ente ha deciso di gestire i suoi contatti attraverso il social
network di Zuckerberg e il sito ufficiale, utilizzando però Posterous, sistema innovativo che il Web 2.0 offre per la gestione dei contenuti, per il blog ufficiale. Se l’attenzione di molti, oggi, si sofferma solo su Facebook, si rischia però di perdere di vista un altro trend in crescita anche in Italia, sulla scia sempre degli Stati Uniti dove mappe bibliche, web tv religiose, confessioni on line e community di fedeli affollano la Rete. Il Papa ha infatti parlato di reti sociali non a caso utilizzando il plurale, sebbene ancora non siano particolarmente sviluppati in Italia social network riservati solo ai credenti. Prometteva molto Faithbook.it che si presentava, un anno fa, come la nuova community cristiana ma che, oggi, rimanda messaggi di errore quando ci si iscrive. Crescono invece realtà web come Christiancafe.it, sito dei cristiani evangelici in cui è possibile condividere opinioni e leggere articoli e editoriali e Irc, social network degli insegnanti di religione cattolica. Il più moderno, però, è Pope2you.net, creato da Paolo Predini, autore dell’applicazione ”iBreviary”. L’app, concepita originariamente solo per iPhone, oggi può essere installata su tutti i device: iPad ma anche Android e Blackberry, quasi come per lanciare il messaggio: “Chi mi ama mi segua”… con ogni mezzo.
http://www.ilsecoloxix.it
| Mark Zuckerberg |
Oggi la piattaforma non è più on line e l’ente ha deciso di gestire i suoi contatti attraverso il social
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Il Papa richiama ai valori missionari: «Soldi e successo a scapito della morale»
Il vitello d’oro di biblica memoria non è scomparso. Oggi è in Occidente che si sta adorando il dio denaro. Papa Ratzinger da quando è stato eletto non si stanca di martellare su un concetto, che senza Dio l’uomo si impoverisce. Soprattutto nei Paesi più sviluppati dove tutto sembra passare in secondo piano.
Nel Messaggio scritto per la giornata mondiale missionaria (che quest’anno si celebra il 23 ottobre) Benedetto XVI mette in guardia dai danni prodotti dal «cambiamento culturale» prodotto dall’imperante relativismo, da movimenti di pensiero di stampo ateo e dalla globalizzazione. In pratica si vive «come se Dio non esistesse» esaltando soprattutto «la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali». Il materialismo fa fiorire una mentalità attratta dall’effimero, dal tutto e subito, lontana anni luce dal messaggio evangelico, dalla crescita responsabile, dal sacrificio. I risvolti sociali si vedono nell’affievolimento del senso del sacro, del senso comunitario, della stessa solidarietà.
La Giornata missionaria offre l’occasione per fare il punto sull’evangelizzazione che da decenni non riguarda più solo l’Africa o l’Asia, ma include anche l’Europa dove città un tempo cristiane si stanno allontanando dalla fede. La gente ormai non va più in chiesa nemmeno per sposarsi o per battezzare i propri figli. Molti vescovi del Nord Europa parlano di regioni desertiche (spiritualmente) da rievangelizzare. «Si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo lo hanno dimenticato e abbandonato» non riconoscendosi più nella Chiesa. Molti ambienti, «anche in società tradizionalmente cristiane sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola di Dio».
Richiamando Paolo VI, il Papa scrive nel Messaggio che l’animazione missionaria implica prestare un’attenzione particolare alla solidarietà. «Non è accettabile che nell’evangelizzazione si trascurino» la «promozione umana, la giustizia, la liberazione da ogni forma di oppressione, ovviamente nel rispetto dell’autonomia della sfera politica». E aggiunge che «disinteressarsi dei problemi temporali dell’umanità significherebbe dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso». La speranza del Papa è che i cristiani possano farsi missionari credibili per ravvivare il desiderio e la gioia di andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo.
http://www.ilmessaggero.it
Nel Messaggio scritto per la giornata mondiale missionaria (che quest’anno si celebra il 23 ottobre) Benedetto XVI mette in guardia dai danni prodotti dal «cambiamento culturale» prodotto dall’imperante relativismo, da movimenti di pensiero di stampo ateo e dalla globalizzazione. In pratica si vive «come se Dio non esistesse» esaltando soprattutto «la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali». Il materialismo fa fiorire una mentalità attratta dall’effimero, dal tutto e subito, lontana anni luce dal messaggio evangelico, dalla crescita responsabile, dal sacrificio. I risvolti sociali si vedono nell’affievolimento del senso del sacro, del senso comunitario, della stessa solidarietà.
La Giornata missionaria offre l’occasione per fare il punto sull’evangelizzazione che da decenni non riguarda più solo l’Africa o l’Asia, ma include anche l’Europa dove città un tempo cristiane si stanno allontanando dalla fede. La gente ormai non va più in chiesa nemmeno per sposarsi o per battezzare i propri figli. Molti vescovi del Nord Europa parlano di regioni desertiche (spiritualmente) da rievangelizzare. «Si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo lo hanno dimenticato e abbandonato» non riconoscendosi più nella Chiesa. Molti ambienti, «anche in società tradizionalmente cristiane sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola di Dio».
Richiamando Paolo VI, il Papa scrive nel Messaggio che l’animazione missionaria implica prestare un’attenzione particolare alla solidarietà. «Non è accettabile che nell’evangelizzazione si trascurino» la «promozione umana, la giustizia, la liberazione da ogni forma di oppressione, ovviamente nel rispetto dell’autonomia della sfera politica». E aggiunge che «disinteressarsi dei problemi temporali dell’umanità significherebbe dimenticare la lezione che viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso». La speranza del Papa è che i cristiani possano farsi missionari credibili per ravvivare il desiderio e la gioia di andare incontro all’umanità portando a tutti Cristo.
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I musulmani in chiesa, è polemica in Trentino Carroccio: "Non entrino"
Trento - Una chiesa trasformata in moschea. E' questa l'accusa che la Lega lancia contro i fedeli che hanno permesso l'ingresso dei musulmani nella basilica dei santi Martiri Anauniensi di Sanzeno, in Trentino. Domenica scorsa, durante una funzione per la libertà religiosa, alcuni musulmnai hanno partecipato al rito. "Musulmani che pregano a piedi scalzi su di un tappeto rosso steso nel transetto verso oriente, in direzione della Mecca: una scena che si immagina di vedere in una moschea e non certo all’interno di una chiesa trentina", si legge in una nota del gruppo consiliare della Lega Nord Trentino.
"Non vogliamo moschee" "Da sempre siamo contrari alla nascita di moschee sul territorio trentino e italiano - prosegue la Lega - per motivi legati soprattutto alla sicurezza e per difendere i valori cristiani che rischiano di passare in secondo piano sopraffatti dalla presenza e dalla prepotenza del mondo islamico. In nessuna moschea è concesso ai cattolici di entrare, i musulmani invece vengono qui e fanno quello che vogliono all’interno delle nostre chiese". http://www.ilgiornale.it/
PARROCCO DAGNENTE, NON C'E' PIU' RISPETTO PER NESSUNO
"E' il segno del mondo in cui viviamo, dove non c'e' piu' rispetto per nessuno". Con queste parole Don Mauro Pozzi, parroco della Chiesa di San Giovanni Battista a Dagnente, la frazione di Arona dal cui cimitero la scorsa notte e' stata trafugata la bara di Mike Bongiorno, commenta con l'Agi quanto avvenuto. "Non vedo alcun motivo per un gesto simile", ha aggiunto, "se non un possibile tentativo di estorsione". "E' una roba veramente incredibile, mi spiace molto per la famiglia, non c'e' piu' rispetto per nulla", ha detto successivamente, Don Mauro Pozzi, parroco di Dagnente. "Di notte il cimitero e' chiuso con un cancello elettrico, ma non ci sono ne' telecamere ne' altro. Ho un dubbio che possa esserci qualche collegamento con il caso Cuccia, ma non so".
(AGI) .
(AGI) .
Muore il vescovo della liberazione in Chiapas
Samuel Ruiz García, vescovo di San Cristóbal de las Casas, è morto il 24 gennaio all’età di 86 anni. Si era sempre impegnato a favore delle popolazioni indigene e aveva mediato tra la guerriglia zapatista e il governo messicano.
http://www.internazionale.it/
FELIPE MELO SU TWITTER: "MIA FIGLIA L'HA SALVATA DIO"
TORINO - "L'ha salvata Dio, è viva per miracolo". Con queste parole Felipe Melo, centrocampista brasiliano della Juventus, ha commentato la disavventura, per fortuna finita bene, alla figlia Pietra, avvenuta nel pomeriggio di ieri. Melo, squalificato per il match di Genova con la Sampdoria, era rimasto a Torino con la sua famiglia: a un certo punto la bambina, che ha due anni, ha iniziato a respirare male, diventando poi quasi viola. Felipe e la moglie Roberta, racconta La Stampa, sono corsi in ospedale, dove i medici hanno salvato la piccola che probabilmente aveva ingoiato qualcosa che ostacolava le vie respiratorie. "Sono in lacrime per parlarvi di ciò che è appena successo: mia figlia Pietra stava per morire", ha scritto Felipe Melo su Twitter, dopo che la situazione si è risolta. "Non abbiamo smesso un attimo di pregare Dio affinché la salvasse - si legge ancora sulla pagina del sito di microblogging - ringrazio i medici, ma soprattutto Dio che l'ha salvata. E' un vero miracolo".
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