lunedì 21 febbraio 2011

Anniversario dei Patti lateranensi all'insegna della prudenza

Il ministro Giulio Tremonti doveva partire oggi pomeriggio alla volta di Parigi per il G-20, ma ha fatto rinviare il decollo del volo di Stato per non mancare. Il ricevimento annuale a Palazzo Borromeo per l'anniversario dei Patti Lateranensi è un evento-chiave: le più alte cariche della Repubblica incontrano i massimi gradi della gerarchia ecclesiastica, subito sotto il Papa. E quest'anno si conferma la coincidenza dell'incontro con una crisi che investe in qualche modo anche i rapporti tra la politica e la Chiesa. Specie da quando a Palazzo Chigi è tornato Silvio Berlusconi.
Ma non ci sarà alcun faccia a faccia tra il premier appena rinviato a giudizio e l'altro premier, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, che poco più di un mese fa ha sollecitato «legalità e moralità» nella vita pubblica. Né con il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che dopo aver parlato di «disastro antropologico» e aver parlato di «società sgomenta», ha ribadito che è l'ora della responsabilità.
Le gerarchie parlano chiaro ma evitano di dar modo alla politica di farsi tirare la tonaca, anche se poi accade regolarmente da entrambi le parti.
Oggi il ricevimento nella residenza dell'ambasciatore presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco, sarà tutto dentro i paletti del dialogo istituzionale, sia con la delegazione del governo italiano sia quando arriverà, alle 17, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le altre massime cariche del paese. La presenza del capo dello Stato – più volte evocato dalle gerarchie e dallo stesso Osservatore romano come figura di riferimento – mette in sicurezza da ogni sbandamento, e del resto le stesse gerarchie non vorrebbero che in questo momento venissero strumentalizzate: a questo scopo il cerimoniale cercherà di non enfatizzare i momenti dedicati alle "photo opportunity". Situazione internazionale, crisi economica, unità d'Italia: questi temi di cui si parlerà tra le delegazioni, evitando anche di entrare in altri argomenti caldi dei rapporti. Quindi alla larga dal tema dei finanziamenti alla scuola e tantomeno dalla legislazione sul fine vita. Un altro argomento che sta a cuore alle gerarchie è l'introduzione del quoziente familiare, ma i conti dello stato non danno certo spazio in questo momento a manovre di sostegno.


Per la Santa sede oltre a Bertone ci saranno, tra gli altri, il sostituto Fernando Filoni e il segretario per i rapporti con gli Stati, Dominque Mamberti – accompagnati da un folto gruppo di cardinali – mentre da parte Cei oltre a Bagnasco ci sarà il segretario generale Mariano Crociata e un numero imprecisato di vescovi. Per il governo oltre a Berlusconi e Tremonti (quest'ultimo da tempo in grande sintonia con i vertici della Chiesa, e con lo stesso Benedetto XVI) in delegazione ci saranno Franco Frattini – molto apprezzato Oltretevere per le sue prese di posizione in difesa dei cristiani perseguitati – il plenipotenziario Gianni Letta, che mantiene un rapporto quasi quotidiano con Bertone, e il consigliere del premier Valentino Valentini, oltre a un gruppetto di ministri che solitamente presenzia, tra cui Mariastella Gelmini e Angelino Alfano.
E proprio ieri dalla Cei un segnale di grande attenzione per le celebrazioni dell'Unità d'Italia: il 17 marzo, giorno della festa nazionale, il cardinale Bagnasco e un folto gruppo di vescovi celebrerà una messa solenne nella basilica di Santa Maria degli Angeli, la chiesa dove tra l'altro si celebrano i funerali di stato dei militari morti nelle missioni all'estero. Insomma, l'intenzione di abbassare i toni e mantenere un profilo istituzionale terrà il "caso Ruby" fuori della porta della bella residenza, e lo stesso Berlusconi, che gli scorsi anni si era intrattenuto con la stampa, quest'anno andrà via prima dell'apertura dei cancelli agli invitati.
E ieri l'Osservatore romano ha annunciato che in occasione proprio delle celebrazioni dei Patti l'ambasciata presso la Santa sede esporrà due capolavori dell'arte sacra italiana: la Santa Lucia del Maestro dell'Osservanza, tavola quattrocentesca di proprietà della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e la Trinità di Lorenzo Lotto, olio su tela del 1523, di proprietà della parrocchia di Sant'Alessandro della Croce a Bergamo custodito nel Museo Bernareggi.

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