La Chiesa boccia Silvio Berlusconi sul caso Ruby: ma non le gerarchie. E’ il popolo delle parrocchie, invece, a dirsi profondamente scontento della situazione morale del paese.
A PICCO – Tutto risulta in un sondaggio commissionato da Mimmo Lucà, leader dei Cristiano-Sociali, area interna al Partito democratico, presso l’istituto SWG di Trento.
Il caso Ruby fa crollare l’indice di gradimento di Berlusconi tra i cattolici praticanti. Il dato emerge da una ricerca realizzata dalla Swg e commissionata dai Cristiano Sociali guidati da Mimmo Luca’. La vicenda delle feste nelle abitazioni private del premier ha deluso il 57% degli elettori che si dichiarano cattolici: 40 su 100 erano gia’ delusi ma il Rubygate ha “peggiorato ulteriormente” l’immagine del premier, mentre 17 interpellati su 100, che prima dello scandalo dicevano di avere un’opinione positiva, ora si dichiarano delusi e parlano anch’essi di un peggioramento dell’immagine. Solo il 4% dei cattolici ritiene che le cose siano migliorate, mentre per il 36% la considerazione nei confronti del premier e’ rimasta invariata. Il sondaggio fornisce una risposta al ‘dilemma’ sul quale si e’ molto dibattuto nel confronto tra sostenitori e detrattori di Berlusconi: la vita privata del premier ha un rilievo pubblico o no? Il 33% degli intervistati ritiene che quello che fa il presidente del Consiglio nelle ore di liberta’ non riguardi l’opinione pubblica ma c’e’ un 59% che pensa proprio l’esatto contrario e che per la figura del premier non possa esserci una distinzione tra il pubblico e il privato.Tuttavia, continuano le rilevazioni demoscopiche, in mancanza di credibili alternative, Silvio Berlusconi godrebbe ancora del consenso di molti voti cattolici.
IL PAPA DOV’ERA? – Nonostante il Rubygate, infatti, e nonostante dunque la pessima opinione che i cattolici dicono di essersi fatti su Berlusconi, in molti gli riaccorderebbero il loro consenso.
Benche’ l’opinione sia risultata in molti casi negativa, il 72% di quelli che lo hanno votato nel 2008 gli riconfermerebbe il consenso, mentre solo il 22% sarebbe disposto a cambiare idea, esprimendosi con un “probabilmente no” (8%) e un “sicuramente no” nel 14% dei casi. L’indagine della Swg e’ stata condotta tra il 27 e il 30 gennaio 2011 con interviste telefoniche e online, su un campione di 700 cattolici praticanti.Su un punto praticamente tutti i cattolici concordano: la risposta della chiesa gerarchica è stata molto tiepida. Da Papa, Vescovi, Cardinali e porporati vari il popolo delle parrocchie – che però, dicevamo, dichiara di essere pronto a rivotare Silvio: quando si dice l’autonomia dei laici dal clero – si aspettava una risposta molto più incisiva.
Per il 51% dei cattolici praticanti la gerarchia ecclesiastica avrebbe dovuto esprimere ‘una critica piu’ diretta e severa nei confronti dello stile di vita’ di BerlusconiGrazie al comportamento di Berlusconi, conclude il sondaggio, secondo i cattolici l’Italia nello scenario internazionale è definitivamente compromessa.
Dal sondaggio, presentato nel corso di una conferenza stampa, emerge anche un giudizio negativo sull’operato del governo Berlusconi da parte dei cattolici praticanti (il 67%). Negative anche le reazioni di fronte ai presunti scandali che hanno coinvolto il premier: il 30% degli intervistati prova ‘vergogna per l’immagine dell’Italia all’estero’, e il 28% ‘disgusto per il comportamento di Berlusconi’.(
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