sabato 5 febbraio 2011

Sinagoga di Milano, rubati i tesori

Spariscono gli oggetti preziosi
della comunità ebraica milanese
Nessuna rivendicazione politica

MILANO
E' piuttosto misterioso il furto che, per la prima volta, ha violato la sinagoga di via della Guastalla 19 a Milano, uno dei luoghi più vigilati della città. Intorno alle 11, l'assistente del rabbino capo, David Schunnach, ha chiamato i carabinieri per denunciare che qualcuno aveva rubato diversi, antichi e preziosi oggetti liturgici in oro e argento che erano custoditi sotto chiave all'interno del tempio dove domani si celebra lo shabbat Rosh Chodesh.

La scoperta sarebbe stata fatta dopo che Schunnach si era accorto della sparizione della chiave d'oro che apre l'Aron, il mobile del tempio deputato a contenere il Sefer Torah. Dopo aver aperto con una chiave di riserva, il religioso ha scoperto che qualcuno aveva sottratto diversi puntali d'argento cesellato e alcune corone d'oro adornate con pietre preziose, il cui valore economico si aggirerebbe tra i 400 e i 500mila euro, ma che dal punto di vista simbolico, storico e religioso hanno un valore incalcolabile dato che sono stati salvati da secoli di persecuzioni.

Dunque, come confermato dai rilievi svolti dai carabinieri della Scientifica dell'Arma, non ci sarebbero né effrazione né forzatura, e quindi il furto sacrilego sarebbe stato compiuto da una persona che sapeva esattamente come muoversi. Inoltre, gli oggetti sottratti sono molto difficili da "piazzare" per un ladro comune, tanto che i carabinieri inizialmente hanno pensato ad un furto su commissione. Magari ordinato dall'estero. E, secondo fonti bene informate della comunità, proprio in un altro Paese, la refurtiva sarebbe stata recuperata proprio oggi. Un'ipotesi che, ufficialmente, i vertici degli ebrei milanesi non confermano né smentiscono.

In attesa che si chiarisca il mistero dei ritrovamento, i carabinieri stanno visionando le immagini riprese dalle diverse telecamere di sicurezza poste all'interno e all'esterno della sinagoga che, essendo considerato un potenziale obiettivo terroristico, è uno dei luoghi più sorvegliati della città e che per di più si trova alle spalle del Palazzo di giustizia nel centro di Milano. Un altro elemento che rende difficile pensare che il ladro (o i ladri, dato che gli oggetti non sono di piccole dimensioni) possano aver agito di notte sfidando allarmi, telecamere, pattuglia dell'esercito davanti all'unico ingresso e costante monitoraggio del perimetro da parte delle auto delle forze dell'ordine.

http://www3.lastampa.it 

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