VIOLENZE SESSUALI IN COLLEGIO - Ad inizio aprile del 2010 l’incaricato della diocesi per gli abusi sessuali, monsignor Siegfried Kneißl, riceve una mail di denuncia di una molestia subita molti anni prima. Nella comunicazione si descrivono le violenze subite in una scuola bavarese gestita dai preti, e si fa il nome dell’educatore molestatore, che prima lavorava nel liceo cattolico descritto nella mail e ora si è trasferito nel collegio dell’Abbazia di Ettal. Il monastero benedettino è in quel periodo nel mirino per i ripetuti casi di abusi sessuali verificatisi al suo interno. Il monsignore organizza un incontro con la vittima, che vive in Spagna. A fine aprile i due si vedono, e la persona molestata racconta la sua storia, iniziate nel 1984 quando era un allievo nella scuola benedettina di Scheyern, in Baviera, dove un insegnante lo ha abusato per più di un anno: carezze intime, penetrazione anale, sesso orale. Una volta il suo aguzzino gli avrebbe detto la seguente minaccia: “Prega Dio che questa notte mi faccio una suora, se no più tardi arrivo nel tuo letto”.
DENUNCIA RALLENTATA - Il racconto è giudicato credibile dal monsignore, che è obbligato dalle direttive episcopali a riferirlo al cardinale Marx. Secondo la vittima, ci sarebbe stato anche un incontro personale col cardinale di Monaco sul suo caso. La denuncia della violenza però viene esposta alla procura bavarese solo a inizio luglio, ben 3 mesi dopo la prima mail che rivelava l’orribile. Le molestie sono riferite anche al monastero di Scheyern, dove però l’educatore pedofilo non lavora più da molto tempo. A Ettal, dove ora insegna, nessuno viene informato. La causa è ancora da chiarire, ma secondo la die Welt è probabile che Marx non abbia voluto far emergere un nuovo caso che coinvolgeva l’abbazia benedettina, dopo che già l’abate e il direttore scolastico si erano dimessi su sua pressione personale dopo che oltre 100 casi di molestie erano stati denunciati.
SILENZIO STRUMENATALIZZATO - Dimissioni che non erano state apprezzate in Vaticano, visto che gli emissari della Curia romana avevano indagato sul loro comportamento e non avevano trovato condotte non conformi. La nuova violenza però getta nuove ombre sul monastero, e la denuncia viene rilanciata dalla stampa tedesca, e l’educatore pedofilo viene immediatamente sospeso, e pochi giorni dopo lasciano anche i vertici di Ettal. Ancora una volta Marx è lodato per il suo impegno contro le violenze sessuali compiute all’interno della Chiesa. Rimane però il mistero dei tre mesi di silenzio dopo la denuncia. La diocesi di Monaco di Baviera si difende, parlando di una richiesta della vittima che voleva rimanere nell’assoluto anonimato. La magistratura non risponde su questo, anche perché i reati sono prescritti. Le direttive della conferenza episcopale tedesca parlavano però esplicitamente di denunce rapide ed immediate, e questo non si è verificato, alimentando il sospetto di una strumentalizzazione da part del Cardinale Marx.
http://www.giornalettismo.com/
Nessun commento:
Posta un commento